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“Fiori di Baal”, la forza della propria passione Cinema

Uno studente, assieme ad un suo compagno di studi, si trova invischiato in un antico mistero quando a causa di alcuni incubi comincia a indagare sulla provenienza di un libro di botanica. La storia si complica quando nella facoltà fa il suo ingresso una misteriosa studentessa che, non solo sembra esser a conoscenza di ciò che si sta agitando attorno ai due ragazzi, ma addirittura sembra esser depositaria di qualche terribile segreto. Per quale motivo è coinvolta anche lei in questa storia paranormale? Cosa sono i Fiori di Baal?

Non capita tutti i giorni di trovare un prodotto nuovo e diverso nel panorama produttivo nostrano. Il cinema italiano recente ci sta abituando a pellicole prodotte con lo stampino dalle solite due case di produzione e con i soliti quattro attori. Fortunatamente sempre più spesso riusciamo a trovare delle ottime pellicole tra quelle che sbarcano nelle sale della penisola, ma molte volte ci si deve accontentare della banalità. I giovani autori, con idee nuove o quantomeno diverse dalla norma, d'altro canto si trovano costretti a rifugiarsi in piccoli lavori autoprodotti che spesso utilizzano il genere come unica via d'uscita da un cinema fin troppo codificato e arenato all'interno delle stesse logiche produttive. “Fiori di Baal” non è da meno e partendo da uno spunto propriamente orrorifico gioca a mettere in scena un lavoro onirico e surreale, guardando tanto al cinema di Dario Argento (quello degli albori) e di Mario Bava quanto a quello di David Lynch.

Il risultato è un prodotto certamente di stampo ancora amatoriale, l'autore è qui al suo debutto, ma si trova al suo interno tutta quella passione che difficilmente si riesce a trovare nelle produzioni di massa. Dietro al film abbiamo un gruppo di ragazzi toscani, appassionati di cinema, che ha lavorato al meglio delle proprie possibilità e dei propri mezzi. Consapevoli dei propri limiti hanno fatto di necessità virtù, guardando all'artigianato che caratterizzava la cinematografia nostrana del passato, per superare gli ostacoli tecnici. I risultati sono buoni e alcune scene risultano molto suggestive, soprattutto la parte finale con il rito dedicato a Baal.
Un difetto che si riscontra in molte opere prime è quello di abbandonarsi a riprese troppo lunghe e non riuscire a tagliare quello che spesso può apparire necessario ma in realtà non lo è. Le idee alla base sono molto interessanti ma lo sviluppo di tutta la narrazione avrebbe giovato da una durata minore. Sebbene ci sia la volontà consapevole di lasciare alcuni elementi della sceneggiatura oscuri, certuni paiono assolutamente pretestuosi all'avanzare della narrazione, finendo per poi scomparire. Con alcuni tagli e accorgimenti, il film sarebbe risultato, forse meno approfondito, ma più incisivo e forte.

Viste le difficoltà che si devono affrontare per distribuire un film in sala di questi tempi, consigliamo a tutti i nostri lettori la visone di “Fiori di Baal”, non solo per la grande passione che traspare da ogni inquadratura del film, ma anche per sostenere con la nostra presenza un gruppo di giovani volontari che con sangue e sudore hanno dedicato due anni della loro vita alla creazione di un film al di fuori di qualsiasi logica produttiva e di mercato.
 

Nelle prossime settimane il film sarà ospite di alcune sale cinematografiche di Firenze:

Cinema Marconi (Viale Giannotti) lunedì 9 settembre 2013 ore 20.45

Cinema Fiamma (Via Pacinotti ) martedì 17 settembre 2013 ore 20.45

Cinema Principe (Viale Matteotti) lunedì 23 settembre 2013 ore 20.45

Cinema Fulgor (Via Maso Finiguerra) lunedì 30 settembre 2013 ore 20.45

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