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Fiorisce il 75° Maggio Fiorentino? Almeno per 38 giorni Cultura

“Fiorire” è stato il leitmotiv, è il caso di dire, della presentazione della 75° edizione del Festival del Maggio. Un’espressione che abbiamo sentito pronunciare più volte sia dalla soprintendente Colombo sia dal sindaco Renzi, simbolicamente assisi, insieme al Maestro Mehta, sul palco del Nuovo teatro dell’Opera, a voler dimostrare che quel luogo non è una chimera, un sogno che non s’avvererà. L’occhio quindi scorre subito speranzoso il programma e le sue location, per capire quali e quanti eventi avranno luogo nel Nuovo teatro (tuttora non idoneo per l’opera lirica e senza un nome)  e quali nel buon vecchio Comunale. Qui avverrà ovviamente l’inaugurazione il 4 maggio con una nuova produzione, l’opera di Richard Strauss, Der Rosenkavalier, che segna un debutto anche per il nostro Zubin Mehta; seguita da Il mandarino meraviglioso e Il castello del Duca Barbablù col Maggio Danza e la Noism Dance Company. Le manifestazioni al Nuovo teatro saranno otto, la prima, un concerto del pianista Radu Lupu sabato 5 maggio, mentre il 10 Mehta dirigerà un altro concerto. Alcune simpatiche novità coinvolgono le arti visive, come ha spiegato Colombo: all’artista toscano Massimo Bartolini è stata commissionata un’opera che diventerà l’immagine della pubblicazione del festival , e che è anche una installazione intitolata Ballad (for a tree), che vedremo il 2 giugno alle 19, alla presenza dell’artista e con l’intervento del sassofonista Edoardo Marraffa. Invece il 7 maggio nel foyer del Nuovo, sarà presentato il volume di Moreno Bucci, che raccoglie i disegni del Teatro del Maggio dal 1943 al 1953, e inaugurata una mostra, sempre a cura di Bucci, dedicata a Guttuso, Vlad e Scialoja e ai loro bozzetti e figurini. Oltre alle opere, di cui una commissionata appositamente alla giovane compositrice Silvia Colasanti, ai balletti e ai concerti, il Festival propone spettacoli per bambini, teatro in collaborazione con La Pergola, eventi per Vespucci, incontri ed altro ancora. Il che vedrà coinvolti spazi e istituzioni quali la Leopolda, il Chiostro di S. Lorenzo, il Cortile di Palazzo Strozzi, l’Auditorium al Duomo, per nominarne alcuni. Molto attenzione è data Tempo reale e al Contempoartensemble, e durante le prove aperte delle opere avremo un “question time” per dialogare con gli autori.  Ma torniamo al discorso di presentazione del sindaco che ha fatto due considerazioni, su cui bisogna riflettere. Primo, ha dichiarato che “un paese civile è quello che porta a termine le opere iniziate" (cioè il Nuovo teatro per il cui completamento occorrono circa 100 milioni). Renzi sostiene che non sta facendo “il mendicante presso il governo centrale per Firenze”, perché il progetto del teatro è stato scelto per essere terminato entro il programma dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Renzi ha appena parlato con Corrado Passera, la partita è ora in mano al suo Ministero per lo Sviluppo economico e le Infrastrutture. “Richiamiamo il governo ai suoi obblighi”, ha scandito il sindaco, aggiungendo poi che non c’è nessun aumento dei costi, che l’opera è stata finanziata in più lotti, ed era tutto previsto. A conclusione c’è stata una precisazione anche sulla precaria situazione della fondazione, per risolvere la quale Renzi auspica “una riforma nazionale” preceduta da un “pareggio di bilancio”, per poter tentare una ricerca di fondi, e la collaborazione dei sindacati. Chimere? Utopie? Sogni? Intanto non amareggiamoci ancor di più, e godiamoci un bel po’ di bella musica e di splendidi spettacoli. E' tutto qui: www.maggiofiorentino.com

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