energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Firenze, 132 negozi di moda a rischio chiusura Economia

Crisi della moda, sono i numeri degli esercizi chiusi e non rimpiazzati a raccontarla in tutta la sua gravità: se in Italia la Fismo (Federazione italiana del settore moda) di Confesercenti stima che che nel 2013 sono a rischio 21mila negozi di abbigliamento, a Firenze potrebbero essere 132. Centotrentadue negozi che spariscono senza il ricambio di un altro esercente dello stesso genere.

Dai dati presentati dalla Fismo, emerge che nel primo bimestre dell'anno si sono abbassate 3.482 saracinesche del tessile e dell'abbigliamento.
Se si esamina il saldo fra nuove aperture e chiusure, le chiusure sopravanzano di 2.767 unità. Ma il peggio è che nel trimestre le previsioni portano questo numero a 4.150. E se si andasse avanti di questo passo, il saldo negativo giungerà a fine anno   a 16.684 esercizi.

La causa su cui la Fismo punta il dito è quella ormai usuale: la riduzione della spesa degli italiani. Ma, accanto a questa, pesa sulle imprese anche la pressione fiscale  molto alta, oltre al caro-affitti.
L'altro elemento che la Fismo individua come negativo sulle imprese è ''l'eccesso di concorrenza: da un lato, dell'industria della contraffazione moda, che fa perdere al settore 12 miliardi l'anno; dall'altro, quella dei siti di 'saldi privati' online e dei factory outlet, che sostanzialmente praticano promozioni per tutto la durata dell'anno''.
Un insieme di cause che ''sta erodendo, grazie alla concorrenzialità del principio anti-economico del 'sotto-costo', quote ai restanti canali di distribuzione'', osserva Fismo: nel 2012 attraverso l'e-commerce e i factory outlet, combinati, è passata una spesa di 1,6 miliardi. La crisi, poi, colpisce tutta l'Italia, comprese le tre città "sacre" della moda: se di Firenze s'è detto, Milano, entro la fine dell'anno, potrebbe perdere 342 negozi di abbigliamento, Roma 750 per una media di più di due al giorno.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »