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Firenze, 87 sfratti esecutivi a maggio Cronaca

Famiglie che perdono il lavoro, aumento degli sfratti: è questa la tenaglia con cui fanno i conti un numero continuamente crescente di famiglie fiorentine. Ma l'assessore latita, e il Comune di fatto abbandona gli sfrattati ad esecuzioni sempre più militarizzate. E' questa la sintesi della pesante denuncia che il sindacato degli inquilini Sunia, unitamente col Movimento di Lotta per la Casa, muovono all'ammnistrazione comunale. "Nonostante aver dimostrato da tempo che a Firenze esistono oltre 180 case popolari sfitte che non vengono assegnate alle famiglie sfrattate perchè mancherebbero nuovamente i soldi per ristrutturale, ogni giorno le esecuzioni degli sfratti con forza pubblica stanno andando avanti con teutonica puntualità – accusa Simone Porzio, segretario del Sunia – il mese di maggio sta per chiudersi con ben 87 esecuzioni con forza pubblica nel solo Comune di Firenze, con una media di 7 interventi il giorno che vede pressochè quotidianamente impegnati 23 ufficiali giudiziari e un vero e proprio esercito di Forze dell’Ordine di fatto distolti dal controllo del territorio".

Due episodi, freschi freschi di ieri mattina, danno la misura di quanto la situazione si sia aggravata e di quanto sia cambiata anche la natura sociale delle famiglie che cadono nel baratro. La prima vicenda , a Incisa Valdarno, ha avuto come protagonisti una coppia di italiani trentenni, con un figlio di 7 anni e 3 cani, affittuari morosi di un villino. Perchè finiti in morosità? Perdita del lavoro del capofamiglia, unico reddito famigliare. La situazione si aggrava, peggiora rapidamente, il canone non è più raggiungibile: o pagare o mangiare. Rinvio in extremis dell'esecuzione, due mesi guadagnati in attesa che il comune di Figline Valdarno assegni loro una casa papolare. Un momento: previa ristrutturazione. Perchè il problema è comune su tutto il territorio: dove le case ci sono ancora, è spesso impossible riassergnarle perchè devono essere rsitrutturate. E spesso i soldi mancano.

Secondo caso, Firenze, una bella casa in una bella zona, via Giambologna. Questa volta la coppia, italiana, è compposta di due cinquantenni, con figlie studenti, un cane e due gatti. Solita storia della piccola borghesia, questa volta artigianale: il capofamiglia infatti era un piccolo imprenditore, con attività nel settore dei trasporti. Scoppia la crisi, il crollo dei consumi stronca la piccola attività. "La cosa più impressionante – commenta Porzio – è il dispiegamento di una sorta di piccolo "esercito" per sloggiare la famiglia. Una ventina di agenti fra carabinieri e polizia di stato". Insomma, una specie di "militarizzazione" delle esecuzioni di sfratto che sottrae forze e unità al controllo territoriale. Presenti allo sfratto, oltre al Sunia, con il segretario Simone Porzio, anche una rappresentanza del Movimento di Lotta per la Casa, col leader Lorenzo Bargellini. Ed è stato proprio in seguito alla difficile trattativa condotta dai due che ha incontrato la disponibilità della proprietaria, che lo sfratto è stato inviato al prossimo 15 giugno.

"Il problema ha almeno tre facce – commenta Porzio – da un lato, la mancanza cronica di alloggi Erp del Comune, che a furia di lanciare "eccellenze" si è dimenticato del patrimonio ordinario, arrivando alla pericolosissima soglia "alloggi zero". Dall'altro, la trasformazione dell'estrazione sopciale delle famiglie sotto sfratto, le stesse che fino a pochi annifa potevano essere definite "benestanti", che costituisce un pericoloso campanello d'allarme sulle vere condizioni in cui versa la società italiana; dall'altro ancora, la gestione "militare" degli sfratti, anche alla presenza di minori, anziani, malati, disabili, senza che si sia dimostrata un segnale anche minimo di tenere conto delle difficoltà oggettive del momento storico. Niente. Fantoni desaparecido, la politica dell'abitare pure".

E le misure prese finora? "Fallimentari – spiega Porzio –  il contributo in conto affitto si riduce solo a qualche decina di euro annui a fronte di affitti medi che si aggirano intorno agli 800 euro; la Regione ha stanziato un fondo antisfratto (per Firenze 400,000 euro) e un fondo per l’emancipazione abitativa dei giovani che si sono rivelati un vero e proprio fallimento a causa degli assurdi paletti imposti per l’accesso e aggravati dalla totale incapacità dei Comuni, in primis quello di Firenze, che ambisce a governare il fenomeno da solo, ma senza riuscirci, con il risultato di lasciare nello sconforto migliaia di famiglie sotto sfratto e anche proprietari che in molti casi devono farsi economicamente carico delle incapacità delle pubbliche amministrazioni".

Eppure, un modo per ovviare almeno in parte al problema degli sfratti ci sarebbe. "Rinnoveremo nei prossimi giorni al Comune la richiesta per un tavolo permanente sull’emergenza sfratti, con rappresentanti dei servizi sociali, dei quartieri e dei sindacati inquilini per governare e programmare in maniera condivisa la questione, coordinando anche l’attività con gli ufficiali giudiziari, la Prefettura e il Tribunale dell’esecuzioni – copnclude Porzio – a patto, però, di trovare lo scomparso assessore alla casa Claudio Fantoni". 

 

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