energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Firenze, abitare da immigrati: alti costi e condizioni invivibili Cronaca, Società

Firenze – C’è grande caos sotto il sole della Toscana. Soprattutto sul fronte dell’emergenza casa. Il copione è però sempre lo stesso. Da un lato una politica che non riesce a trovare- e in alcuni casi a gestire- i fondi per tamponare almeno in parte la precarietà abitativa (che tradotto dal politichese significa non avere un tetto sotto il quale dormire); i sindacati che ripetono fino allo sfinimento che stracciarsi le vesti è fuori tempo massimo e qualche spicciolo, e qualche soluzione, devono essere individuate anche obtorto collo; i movimenti di lotta per la casa che continuano a battersi e a difendere le loro posizioni “interventiste”;  dall’altro lato,  ci sono loro, chi affitta la casa. In mezzo,ovviamente, quelli che di un tetto ne hanno bisogno.

E sfogliare le foto delle “case” affittate alle famiglie straniere che il Sunia ha concesso in esclusiva a StampToscana qualche riflessione la impone e la esige. Perché i dati, e le testimonianze raccolte a Firenze, sono drammatiche . Un seminterrato di 65 mq è affittato, ad esempio, a 800 euro mensili. Un costo quindi di 11/13 euro al mq rispetto ai 7 euro applicati agli italiani. D’altro canto, nel 75% dei casi lo stato di manutenzione del locale risulta pessimo o totalmente assente. Il che significa mancanza di finestre, di impianti elettrici a norma, e servizi igienici fatiscenti. Come nel caso di un altro “appartamento” in via Palazzuolo affittato ad un canone mensile di 900 euro, e quasi totalmente privo di finestre.

abitare da migrantiInoltre il 78% degli inquilini dichiara di non aver compreso appieno le clausole contrattuali; nel 75% dei casi vi sono nel contratto clausole vessatorie non spettanti all’inquilino, mentre il 62% dichiara di versare una somma fuori contratto, a nero. “Siamo consapevoli del fatto che l’emergenza abitativa è una realtà che colpisce indistintamente italiani e migranti– commenta Simone Porzio, segretario del Sunia Toscana- ma la pesante situazione di disagio abitativo è vissuta, in un numero rilevante di casi, dai cittadini stranieri”. Secondo il rapporto “Abitare per gli stranieri” la gravità del problema della casa per i migranti è reso più evidente dall’aumento degli sfratti per morosità, che nel 2014 hanno rappresentato circa il 90% delle richieste di sfratto in Italia. E il 25% degli sfratti eseguiti per morosità negli ultimi 5 anni ha riguardato famiglie immigrate che hanno subito aumenti di canone o in cui il capofamiglia ha perso il posto di lavoro.

cessoFirenze, però, fa storia a parte. In quanto città d’arte e, soprattutto, città di immobili da affittare ai turisti.Sempre più spesso capita che le famiglie vengano sfrattate, e non si cerchi neppure di trovare un accordo tra proprietari e inquilini– precisa Porzio- perché il desiderio ultimo è quello di adibire le strutture a bed and breakfast, oppure ai famosi affitti turistici a settimane o giorni, attività molto più remunerative”. Nella giungla immobiliare del capoluogo toscano, è da tempo che s’invoca una politica di salvaguardia nei confronti di chi a Firenze ci vive e ci lavora, italiani o stranieri che siano. Una politica, insomma, contro la speculazione edilizia aggravata dal turismo di massa dove la parte più debole soccombe e i proprietari diventano una sorta di homo homini lupus.

In gioco non c’è solo il welfare abitativo, ma anche l’idea stessa di una città che rischia di diventare una Disneyland a disposizione quasi esclusivamente del ciabattato turista dal naso all’insù. Accanto a maggiori controlli nel mercato privato contro gli affitti in nero, i sindacati chiedono dunque un ritorno all’edilizia pubblica, da incrementare e sostenere.

abitare da migrantesPer questo le parole del presidente della regione Toscana Enrico Rossi di qualche giorno fa, sulla mancanza di risorse e sulla creazione di un ente unico di gestione degli alloggi, sono state bollate dal Sunia come pura demagogia: “In queste settimane è arrivata una prima parte del finanziamento di 25 milioni di euro previsto dal governo per la ristrutturazione urgente delle oltre 1600 case popolari toscane, ma anche questa volta milioni di euro rimangono imbrigliati nella palude del bilancio regionale e non è vero che è colpa solo dei limiti del patto di stabilità, ma di una precisa, reiterata, volontà politica regionale di relegare in second’ordine l’utilizzo di queste. Questa grave sottovalutazione del disagio abitativo– conclude Porzio- è ulteriormente confermata dalla scelta della prima giunta Rossi di dirottare e ad oggi non restituire oltre 170 milioni di euro destinati alle case popolari per sanare i buchi di bilancio del trasporto pubblico locale”.

Intanto anche quattro consiglieri regionali del PdMeucci, Monni, Gazzetti e Niccolai– lanciano un appello a Rossi perché trovi i fondi per gli alloggi pubblici e perché utilizzi le risorse dirottate al trasporto pubblico locale. Infine, per il 16 aprile prossimo è prevista un’assemblea unitaria dei sindacati degli inquilini a difesa del futuro delle case popolari. Come dire, non è finita qui.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »