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Firenze, al via la classificazione del patrimonio immobiliare Breaking news, Cronaca

Firenze – Un accordo di ricerca è stato stipulato tra Comune di Firenze e Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze allo scopo di tutelare il patrimonio edilizio esistente e le sue necessità di adeguamento, favorendo allo stesso tempo  il mantenimento della residenza nell’area Unesco e contrastando così la tendenza verso la riconversione degli attuali alloggi a fini diversi da quelli residenziali.

L’accordo vuole arrivare a una revisione della disciplina degli interventi ammessi attraverso una classificazione più articolata del patrimonio edilizio storico.

In particolare, la ricerca ha come scopo quello di definire regole e modalità di intervento sugli edifici in relazione al loro grado di valore e alle loro caratteristiche storico-tipologiche: l’obiettivo è quello di assicurare, da un lato una tutela rigorosa in quanto beni d’interesse storico-architettonico e paesaggistico, e dall’altro la possibilità di adeguare gli edifici alle esigenze contemporanee, attraverso opere di manutenzione, restauro e ristrutturazione compatibili. La ricerca sarà svolta con il coordinamento scientifico del responsabile dell’unità di ricerca ‘Sostenibilità urbana progetto e ricerca’ dell’Università di Firenze Francesco Alberti, in collaborazione con la direzione Urbanistica del Comune di Firenze.

“Un accordo di ricerca importante – ha detto l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re – per un’area così delicata della nostra città e il rispetto di un impegno preso quest’estate con il tavolo della consulta delle professioni e con tutti coloro che avevano posto il tema della classificazione degli edifici come una delle questioni più urgenti da affrontare in vista del prossimo operativo. Un tema che vogliamo sia legato anche a quello della residenza in centro storico, per rafforzare la quale intendiamo agire su ogni piano e con ogni strumento a nostra disposizione”.

“Il Dipartimento di Architettura di Firenze collabora da tempo con il Comune di Firenze, in particolare con l’Ufficio Unesco – ha detto il direttore del Dipartimento di Architettura Saverio Mecca – con cui è stato costituito un laboratorio congiunto su temi che riguardano l’area sottoposta a tutela. Con questo accordo, la collaborazione si estende anche agli aspetti relativi alla gestione urbanistica di tutto il patrimonio edilizio storicizzato, dentro e fuori la cerchia dei viali. Allo scopo, saranno attivati un assegno e due borse di ricerca per giovani ricercatori, che lavoreranno sotto la guida scientifica dei docenti del Dida. Ovviamente non si parte da zero – ha proseguito il direttore Mecca – sul patrimonio storico urbano di Firenze esiste un ampio ed eterogeneo insieme di informazioni, studi, indagini che occorre valorizzare. Uno degli obiettivi è proprio quello di ricostruire una base informativa rigorosa a cui fare riferimento nella definizione degli interventi ammessi sugli edifici. Tutela e vivibilità dell’insediamento storico (almeno per quanto riguarda gli aspetti urbanistici) non sono certo obiettivi inconciliabili”.

Rispetto alla normativa contenuta nel regolamento urbanistico 2015 e sottoposta a variante nel 2018 (recentemente confermata nella sua legittimità dalla sentenza del Tar Toscana), lo studio si propone di evidenziare elementi utili a definire una classificazione più articolata del patrimonio edilizio storico, cui far corrispondere criteri d’intervento specifici, attraverso: una maggiore articolazione degli ambiti identificati dal regolamento urbanistico come ‘tessuto storico o storicizzato’, a partire da una lettura che tenga conto della periodizzazione e delle caratteristiche morfo-tipologiche; l’individuazione di tipologie ricorrenti e degli elementi (strutturali, distributivi, architettonici) da tutelare; l’attribuzione di classi di valore per gli edifici inseriti nel tessuto residenziale non riconducibili alle tipologie dell’edilizia seriale di base.

Il contributo della ricerca costituirà supporto scientifico a fondamento dell’individuazione degli interventi ammessi sugli edifici, anche con l’obiettivo di favorire il mantenimento e rafforzamento della residenza nell’area Unesco e contrastare la tendenza verso la riconversione degli alloggi a fini esclusivamente turistici.

 

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