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Firenze, amministrazione trasparente? No, dice il M5S. E passa agli esposti Politica

Firenze – Amministrazione trasparente, quella fiorentina? Per niente, rispondono le consigliere pentastellate Silvia Noferi e Arianna Xekalos. Soprattutto per quanto riguarda i tempi: “L’Amministrazione Comunale non risponde nei tempi previsti dal TUEL e dal Regolamento alle nostre interrogazioni e richieste di accesso agli atti, ma anzi le elude in modo sistematico e pianificato”, denunciano le due esponenti del gruppo consilaire comunale di M5S. La conseguenza di questo modo di agire? Eccola: “Per questo abbiamo deciso di smettere di aspettare i loro tempi e passare ai fatti. Abbiamo già presentato diversi ricorsi contro chi, contraddicendo l’etichetta di “amministrazione trasparente” che si sono dati autonomamente evita di fornire dati e documenti”.

E dunque, oggi, in Palazzo Vecchio, esce fuori la lista degli esposti avanzati dalle consigliere pentastellate. Una lista piuttosto lunga per la verità, che ruota attorno al tema: a diritto di domanda è necessario corrisponda il dovere di risposta. Almeno quando si tratta di cariche politiche e di amministrazione pubblica.

Il primo esposto “partito” porta la data del 17/07/2015 ed è per “per violazione dei diritti di accesso dei consiglieri comunali”. “Questo esposto – spiegano Xekalos e Noferi – si riferisce al mancato ricevimento degli atti richiesti l’11 novembre 2014, dopo uno studio approfondito del bilancio di previsione 2014 del Comune di Firenze. Con tale accesso agli atti chiedevamo di poter ricevere e prendere visione della documentazione relativa alle consulenze esterne. Trascorsi oltre sei mesi, nonostante i numerosi solleciti, non abbiamo mai ricevuto la documentazione richiesta, né tanto meno una giustificazione che potesse motivare tale comportamento omissivo. Silenzio assoluto. Abbiamo quindi presentato questo esposto. Ad oggi sappiamo che è stato aperto un fascicolo e che ci sono delle indagini in corso”.

Secondo esposto, data 30/11/2015, riguarda la mancata attuazione delle zone di rischio intorno all’aeroporto attuale e nel progetto di quello futuro, come prevedono le normative ENAC. “Tali zone devono essere interdette alla costruzione di centri commerciali, scuole ed attività ad alta concentrazione di persone mentre si prevede addirittura di costruire un nuovo stadio a ridotta distanza dalla pista o dal polo scientifico dell’Università. L’esposto è stato depositato il 30/11/2015 e la Procura ha aperto un fascicolo di indagine”, informano le due consigliere.

Terzo esposto, data 17/12/2015: viene presentato nei confronti dell’Assessore al Welfare, Sara Funaro, che ha omesso, dicono le due consigliere, “di rispondere a numerose interrogazioni (7), soprattutto a quelle in cui si richiedono i dati precisi relativi ai rapporti che intercorrono tra il Comune di Firenze ed alcune Associazioni che operano nel settore del sociale e dove si richiede inoltre se e quanti contributi economici tali associazioni ricevano dal Comune di Firenze”.

Anche il quarto, data 08/01/2016, ha di mira l’assessore al Welfare, Sara Funaro che, spiegano le consigliere, “si è sottratta dal rispondere ad una richiesta di intervento dei servizi sociali per il signor Raffaele Maione. Raffaele è in pessime condizioni di salute tanto da non essere autosufficiente e ciononostante vive in un camper dalle parti di Bellariva. Inizialmente abbiamo chiesto un appuntamento con l’assessore e la vice-sindaco ma si sono guardati bene dal risponderci. Il 27 novembre abbiamo fatto una richiesta ufficiale di intervento in base alle disposizioni della Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, la Legge 104/1992 e trascorsi inutilmente i 30 giorni abbiamo deciso di denunciare il caso alla Procura”.

Un atto che è in un certo senso “dovuto”, in quanto, come sostengono Noferi e Xekalos, “non si possono lasciare le persone indifese e in stato di bisogno senza una motivazione. Noi del M5S riceviamo moltissime richieste di aiuto da parte di cittadini in stato di bisogno; situazioni drammatiche che vengono costantemente ignorate dalle autorità e per le quali facciamo le segnalazioni. Ne abbiamo anche altre in corso e stiamo aspettando che gli assessori e il Sindaco invece di rispondere mandando gli “auguri di buone feste”, decidano di occuparsi di loro. Ci saranno persone costrette a gesti disperati se non si provvede in qualche modo. È inutile dire che va tutto bene, non è assolutamente vero”.

Anche il direttore generale del Comune, Giacomo Parenti, è oggetto delle attenzioni pentastellate, destinatario di un esposto sporto nei suoi confronti in data 15/01/2016. Insieme a Parenti, compare la Direttrice delle Risorse Finanziarie dott.ssa Marina Ristori. Motivo: ” violazione dei diritti di accesso dei consiglieri comunali”. “Questo esposto si riferisce alla presa di giro della mancata consegna degli scontrini delle note spese di Matteo Renzi – dicono le espontenti del M5S – prima avevano usato il pretesto che c’era in corso un’indagine della Corte dei Conti, poi ci hanno detto di consultare la rete civica e alla fine ci hanno chiamato il 24 dicembre dicendo che era tutto pronto per consegnarci un plico di fotocopie inutili, fotocopie della corrispondenza intercorsa fra noi e loro, oltre alle stampe delle schermate on line delle uscite di cassa elencate per tipologia, generiche e cumulative, dove non si può vedere la natura dell’oggetto e chi lo ha usufruito”.

Un caso che aveva già visto, contro la mancata esibizione, la presentazione di un ricorso  al TAR lo scorso dicembre. “La prima udienza –  ricordano le due consigliere –  sarà a fine febbraio. Questa ulteriore presa in giro ci ha costretto alla denuncia penale. La prossima settimana provvederemo ad inoltrarne uno identico per la mancata consegna dei documenti relativi al Sindaco Nardella”.

Sesto e ultimo esposto partito dal gruppo pentastellato è quello sempre del 15/01/2016 nei confronti dell’assessore all’Ambiente, Alessia Bettini, “che ha omesso di rispondere a numerose interrogazioni, soprattutto a quelle che richiedono i dati precisi relativi allo smaltimento dei rifiuti, della raccolta differenziata e soprattutto notizie precise sul luogo dove verranno smaltite le scorie e le ceneri del nuovo inceneritore. Anche in questo caso si tratta di un problema di tutela della salute pubblica che non può essere rimandato ai comodi di questi signori”.

Una decisione, quella di ricorrere alle maniere forti, che, spiegano Arianna Xekalos e Silvia Noferi, “è stata una scelta obbligata dalla mancanza di rispetto per le opposizioni di questa amministrazione che incarna in modo perfetto lo stile arrogante del Partito Democratico. Hanno vinto le elezioni e pensano di poter fare quello che vogliono senza che le opposizioni possano controllare alcunché”.
“Se non hanno nulla da nascondere – dicono Xekalos e Noferi – come mai non consegnano i documenti e non forniscono i dati?”. Per questo, concludono, “è bene che  i cittadini sappiano quello che sta accadendo a Firenze”.

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