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Firenze Bizzarra, storie, aneddoti e curiosità all’ombra della cupola del Brunelleschi Breaking news, Cultura

Firenze – Andare in giro per Firenze  e scoprire sempre qualcosa di nuovo e di  interessante. Un recente libro di Luigi De Concilio  Firenze  Bizzarra  ci  racconta aneddoti, curiosità  divertenti e colorite avvenimenti che non tutti conoscono.  

Luigi De Concilio, esperto di strategia di comunicazione e di strategia d’immagine, sa come articolare nel modo più suggestivo questo percorso nel centro di Firenze, descritti anche da una cartina, in modo intrigante e incisivo . Sul terreno della storia nascono leggende che spesso hanno una forza evocativa . Abbiamo  cercato di cogliere alcuni spunti  significativi in questa intervista 

D. Come è  nata l’idea di  scrivere Firenze Bizzarra?

R. L’idea è stata quella di una passeggiata nel cuore di Firenze dove ogni strada, canto, palazzo o piazza parla di storia, di curiosità, di aneddoti e leggende. Ma fare un libro non era nei miei pensieri, piuttosto mi avrebbe fatto piacere organizzare delle visite guidate in collaborazione con una mia amica, Oliva Scaramuzzi che con la sua Agenzia turistica organizza eventi e meeting. 

L’idea piacque molto e mi chiese di preparare un depliant che avrebbe accompagnato la passeggiata. In comunicazione la sintesi è un’arte difficile … e le cose da raccontare erano tante per un depliant.  Come organizzarmi? La prima cosa era quella di predisporre una scaletta del percorso cittadino dove inserire gli argomenti di curiosità da trattare e solo successivamente selezionare e sintetizzare. La bozza del progetto era pronta, e casualmente  ne parlai ad un altro amico, Antonio Pagliai, editore che mi chiese di leggere il testo e dopo qualche giorno mi telefonò dicendo: “mi piace, la vorrei pubblicare”. 

Dall’idea al libro il passo è stato breve.

D. Le leggende  aiutano a conoscere  meglio la storia?

R .No, aiutano a ricordare con più facilità. La memoria è qualcosa che ci accompagna ogni giorno nel quotidiano, nel lavoro, nello studio. Esistono tre tipi di memoria, ma la memoria visiva è quella che con l’83% ci aiuta a ricordare. Le leggende, le curiosità le favole si ricordano meglio perché il cervello ha trasformato le parole in immagini e le immagini fanno parte della memoria visiva. Provi a pensare, quante volte vediamo una persona e ricordiamo di averla già incontrata? Ricordiamo anche il suo nome?   

Questo succede proprio perché il suo volto è un’ immagine, mentre il suo nome è un suono. La memoria uditiva è solo l’11% (circa), ecco perché tutti i metodi di ripetizione non ci permettono di ricordare le cose velocemente. 

Di conseguenza mi chiederà il restante 6% a cosa si riferisce? Sono i ricordi della memoria che riguardano  odori, sapori, calore, praticamente tutte le altre sensazioni.  

D. Leggere questo libro  consente di andare in giro per   la città e di scoprire sempre qualcosa di nuovo ?

R. In un certo senso può essere utilizzato anche come “Guida Insolita”, potremmo dire “Bizzarra” perché questa passeggiata inizia da Piazza della Repubblica, sotto la colonna dell’Abbondanza, da sempre considerata l’ombelico della città dove si incrociavano cardo  e decumanus della Florentia romana e da qui iniziava la numerazione miliare delle strade e delle località periferiche di Quarto, Quinto, Sesto, Settimo… e nel medioevo fu il punto di origine dei “sestrieri” prima e dei “quartieri” cittadini dopo.

La passeggiata prosegue per il Corso, via dello Studio, piazza del Duomo e piazza San Giovanni, via del Proconsolo, piazza San Firenze, piazza della Signoria, il Mercato nuovo, via Por Santa Maria, Borgo Santi Apostoli, via Tornabuoni, via Strozzi per tornare il piazza della Repubblica.

D. Quindi  una forma di  turismo slow … che ci fa  vedere Firenze in modo più  disteso …

R. Gabriele Canè, già direttore de La Nazione nella prefazione al libro scriveva: “C’è un’altra Firenze anche dietro ai monumenti che miliardi di occhi hanno ammirato nei secoli … 

Questa Firenze sono in pochi a conoscerla. Non i turisti per caso o per un giorno. Per fortuna. Neppure i fiorentini, o la stragrande maggioranza di loro. Perché non è facile conoscerla. Bisogna che qualcuno ti prenda per mano, ti guidi, te la sussurri all’orecchio come un segreto prezioso …”

Queste pagine del libro “Firenze Bizzarra” conducono il lettore in una passeggiata nella storia tra personaggi, curiosità, aneddoti e leggende che difficilmente si possono trovare nelle guide turistiche.

Il borotalco? è di via Tornabuoni.

Non tutti sanno che il borotalco nacque a Firenze da quel Hanry Roberts che ha dato il nome alla Neutro Roberts e che nell’ottocento possedeva la farmacia Inglese in via de’ Tornabuoni a due passi dal famosissimo caffè Casoni, poi Giacosa, dove il Conte Camillo Negroni nel 1919 abbandonando il suo abituale aperitivo l’americano, elaborò “una spruzzata di gin al posto del consueto selz, una fetta di arancio al posto di quella del limone, bitter Campari e vermut rosso” facendo nascere il “Negroni”. 

E perché si dice a tutto spiano? Per filo e per segno o a occhio e croce? 

E perché si dice viaggiare a ufo, mangiare a ufo, bere a ufo, dormire a ufo… E la storia di Ginevra degli Amieri, la donna che visse due volte? 

Ma come si chiamava prima il ponte Vecchio? 

D. Queste curiosità  spesso sono sconosciute anche  agli stessi fiorentini ?

R. Certamente, sono pochi i fiorentini che conoscono certe curiosità, tra questi emerge di gran lunga Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, con il quale abbiamo fatto una scommessa; in questo libro racconto 86 storie di fatti e personaggi, di storie ed aneddoti divertenti e interessanti, se li conosce tutti offro io un aperitivo, ma se  un solo racconto gli fosse sconosciuto… paga pegno.

Anche se, conoscendolo, sono convinto di perdere la scommessa. 

D. La proverbiale arguzia dei  fiorentini è ancora attuale, ai tempi nostri  o fa ormai parte del passato ?

R. I tempi sono cambiati, la vita stessa è cambiata. L’arguzia fiorentina? 

Forse è ancora viva in pochi pensionati che si ritrovano la mattina al bar a leggere il giornale a “ufo” e a commentare le prestazioni della squadra Viola, meglio se sono prestazioni negative: la battuta o lo sfottò viene meglio. 

Ricordo una canzone che l’amico, oramai scomparso, Riccardo Marasco, ha dedicato alla Firenze che non esiste più: Firenze Bottegaia.

“… Firenze bottegaia di quando ero bambino e me ne andavo lieto di esser nato fiorentino, Firenze di una volta che ora non sei più, ti han tradito quelli che ti devono di più.”

In questa strofa … la risposta alla domanda. Il libro “Firenze Bizzarra” possiamo dire che è stato scritto per ricordare e raccontare sensazioni, conoscenza, curiosità, aneddoti e leggende che fin da bambino mi hanno affascinato grazie “ a i mi’ babbo” Oreste che, mano nella mano mi portava a passeggio nel “salotto buono” del centro cittadino, raccontandomi … la Firenze di una volta.

Quella Firenze Bizzarra che ho inteso raccontare, perché sul terreno della Storia nascono spontaneamente le leggende, che hanno il potere magico di chiarire quello che potrebbe sembrare nebuloso e di colorire quello che potrebbe sembrare spento. Comunque sempre orgoglioso di essere nato fiorentino!

 

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