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Firenze, cittadinanza onoraria a Patrick Zaki Breaking news, Cronaca

Firenze – Da oggi, Firenze ha un nuovo cittadino il cui nome è conosciuto in tutto il mondo poiché evoca la resistenza contro la violenza, contro chi vuole cancellare la democrazia, e la lotta per la libertà. Il suo nome è Patrick George Zaki.

E’ passato in consiglio comunale, con qualche astenuto e non voto da parte di Lega e FdI, l’atto con cui la città di Firenze ha voluto attribuire la cittadinanza fiorentina allo studente egiziano, che studia a Bologna, arrestato dalle autorità egiziane il 7 febbraio 2020, al suo ritorno in patria per una visita alla famiglia. Le accuse sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo.  Oggi è il 458esimo giorno che Zaki è in stato di carcerazione preventiva.

“Ci sono tutte le condizioni perché anche Firenze possa conferire la cittadinanza, in forma simbolica, a Patrick Zaki, diventato suo malgrado un simbolo di Resistenza contro la violenza e il disprezzo di ogni principio fondamentale democratico, un simbolo di libertà che tutto il mondo segue con grande attenzione – ha detto il sindaco Dario Nardella presentando la delibera in consiglio –  in questa mobilitazione nazionale sono convinto che Firenze debba far sentire la propria voce. La cittadinanza onoraria è un titolo sempre molto significativo per qualunque città e a maggior ragione per Firenze, che ha potuto votare un conferimento del genere ad alcune tra le più grandi personalità del mondo”.

“Parlare del conferimento della cittadinanza onoraria a Zaki mi riporta con la memoria al voto che, il Consiglio comunale nella metà degli anni Ottanta, effettuò a favore di Nelson Mandela – ha ricordato il sindaco – anche allora Mandela era in prigione, anche allora si trattò di una cittadinanza onoraria simbolica, anche molto discussa a livello politico, e anche allora la voce di Firenze si alzò in alto. Quella cittadinanza onoraria, insieme a molti altri gesti in tutto il mondo, fecero da battistrada per arrivare poi alla scarcerazione di Nelson Mandela a cui Firenze ha legato per sempre la propria storia”.

“In circostanze diverse, ma con alcune similitudini – ha continuato Nardella -, anche oggi il nostro Consiglio comunale è chiamato a compiere un gesto forte, che ha un grande peso e che va ponderato con enorme consapevolezza. Anche questa volta è compiuto a favore di una persona che lotta per i diritti fondamentali, di libertà e che sta pagando un prezzo troppo alto per questa sua battaglia. Non dobbiamo dimenticare qual è il nostro destino – ha proseguito il sindaco – quale è la missione di Firenze e qual è il nostro compito. Mi auguro che il Consiglio comunale possa esprimere un voto chiaro e forte perché votando la cittadinanza onoraria a Patrick George Zaki non facciamo altro che onorare la memoria e la storia d Firenze e la grande levatura civile della nostra città”.

“Sono molte le città italiane che hanno simbolicamente concesso la cittadinanza onoraria a Patrick: Napoli, Bari, Milano, Lecce, Ferrara, Avellino, Rimini e molte altre. Diversi parlamentari hanno presentato due mozioni la seconda delle quali in Senato, prima firmataria Liliana Segre.  Il 14 aprile il Senato ha approvato la mozione per la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Sui 241 presenti (tra cui la senatrice a vita Liliana Segre) non ci sono stati voti contrari e la chiamata si è conclusa con 208 favorevoli e 33 astenuti (Fratelli d’Italia). L’intenzione dei proponenti della due mozioni è far leva su sulla legge 91 del 1992 che sottolinea come «la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato»”.

Il sindaco Nardella ha anche fatto presente che “a Firenze l’1 marzo, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione presentata da Sinistra progetto comune per la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, approvata dalla giunta con una delibera il 20 aprile scorso”. Dal 13 ottobre 2020 una gigantografia dello studente di Bologna campeggia nell’ufficio del sindaco, mentre è del 16 gennaio l’apposizione dello striscione su Palazzo Vecchio che richiede libertà e giustizia per Patrick Zaki, a cui si affianca Giulio Regeni, per il quale ci siamo battuti e ci stiamo battendo”.

Sulla questione, interviene anche Spc, il gruppo csliare che presentò la mozione per la cittadinanza onoraria allo studente egiziano. “Da oltre un anno il Consiglio comunale è attivo per sostenere la campagna internazionale con cui si chiede la liberazione di Patrick George Zaki – si legge nella nota diffusa dai cnsiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – una vicenda drammatica, che richiama la lotta di verità e giustizia per Giulio Regeni. Abbiamo bisogno di continuare a tenere alta l’attenzione e fare tutto il possibile a ogni livello, dentro e fuori le istituzioni”.

I consiglieri di Sinistra Progetto Comune ricordano anche l’attività svolta “nei quartieri e in Palazzo Vecchio”, per  “sollecitare e incalzare la Giunta e il Sindaco, con interrogazioni, question time, domande di attualità. Non siamo stati gli unici. Le mozioni e le risoluzioni sono sempre passate all’unanimità o con ampia maggioranza, trovando convergenza in particolare con la maggioranza”.

Palagi e Bundu mettono l’accento su due elementi: da un lato, “l’importanza dell’atto approvato”, dall’altro, “il ruolo del Consiglio comunale”, comprese tutte le consigliere e i consiglieri.
“Adesso – concludono – coordiniamo l’azione delle diverse forze politiche. Ognuno per la sua parte, proseguiamo la campagna. Non abbiamo ottenuto la libertà per Zaki: quindi ancora dobbiamo lottare per questo obiettivo”.

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