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Firenze e affitti, neppure gli studenti trovano più casa Breaking news, Cronaca

Firenze – L’emergenza casa a Firenze assume due aspetti nuovi che si segnalano come due campanelli d’allarme del mutamento dei tempi. Il primo, è l’intensificarsi di casi in cui lo sfratto per morosità (sempre in assoluta maggioranza fra le cause) è dovuto alla mancata corresponsione delle spese di condominio, l’altro aspetto riguarda una categoria che fino a pochissimo tempo fa (questione di mesi) era una delle “miniere” preferite di chi possedesse casa in città e volesse metterla a reddito: vale a dire, gli studenti.

Se per quanto riguarda il primo punto le spese di condominio rischiano di diventare l’ultimo colpo al già precario equilibrio economico di molte famiglie che si destreggiano fra affitto, bollette, e spese essenziali (mettendo sempre di più in secondo piano la salute, come balza agli occhi constatando il rialzo del tasso di mortalità che riguarda anche il nostro territorio, a partire dalla crisi), il secondo punto è una peculiarità molto fiorentina, che rischia di mettere l’ultimo tratto a un ipotetico cerchio.

“Il problema del reperimento dell’alloggio ormai si sta estendendo anche a categorie insospettabili – spiega la segretaria del Sunia Laura Grandi – come ad esempio gli studenti, che storicamente sono sempre stati una categoria molto “amata” dai proprietari di case fiorentini”.

Da dicembre ad oggi, 37 studenti si sono rivolti agli sportelli del Sunia fiorentino per chiedere cosa “stesse succedendo a Firenze”. Non solo infatti parlano di grosse difficoltà a reperire un alloggio, ma anche di contratti che, venuti a scadenza, non vengono rinnovati, in quanto la proprietà intende “affittare ai turisti”. Un intento del resto perfettamente lecito e dichiarato. Dei 37 che si sono rivolti da dicembre al Sunia di Firenze, 20 studenti hanno rivelato che è proprio questa la situazione in cui sono incappati.

laura grandi“Premetto che tutto ciò è perfettamente lecito, al di là di alcuni profili di opacità che permangono – dice Grandi – tuttavia la realtà è che famiglie no, studenti no, cosa diventa Firenze? Tra l’altro il fenomeno è in evoluzione rapidissima: il business non è più solo il centro storico, ma investe tutta la città, dal momento che il principio di mettere gli immobili a profitto il più lucrosamente possibile vale per tutta l’area fiorentina.  A mio parere si profila un’attività d’impresa, concorrente a chi la svolge di professione. Invece di consentire di godere delle agevolazioni fiscali della cedolare secca, bisognerebbe mettersi nell’animo di cominciare a mettere mano a quelle che ormai, per frazionamenti, gestione, lavoro, si muovono come vere e proprie attività d’impresa”.

Le stesse agenzie immobiliari confermano che la tendenza a Firenze, per quanto riguarda i proprietari che vogliono affittare, è di rivolgersi ai turisti scartando gli studenti. Non parliamo di famiglie e residenti, che non vengono presi neanche in considerazione. Un fenomeno velocissimo, che sta trasformando il tessuto cittadino da un mese all’altro. Lo si vede anche per quanto riguarda le compravendite, che spesso (si arriva a punte del 70%) vengono messe in atto non per abitare l’immobile acquistato, ma per farlo funzionare come investimento: vale a dire, affitto turistico. Tant’è vero che il suggerimento (“possibile utilizzo turistico”) viene ormai messo in calce a molte offerte immobiliari delle agenzie. “Si erode il tessuto vivo della città – dice Grandi – fra 5 anni, la città sarà “traslocata”.  Con un’altra ricaduta: l’emergenza abitativa si espande da Firenze a tutti i Comuni della cintura metropolitana”.

Foto in pagina: Laura Grandi, Sunia

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