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Firenze, festa dei settant’anni per Acli: si ricomincia dal futuro Società

Firenze – Compiono 70 anni, le Acli fiorentine, ma non c’è nessun segno di stanchezza, anzi. A sottolineare il punto, è il presidente provinciale di Firenze Mario Ringressi, che parla di un traguardo importante “che ci spinge a guardare al futuro con fiducia, anche in questo periodo di crisi”.

La “festa” di compleanno si è tenuta giovedì scorso al Teatro di Cestello, ricordando che le Acli fiorentine ebbero come primo presidente Giorgio La Pira.

L’attualità del ruolo delle Acli è stato reso evidente dal dato della crescita delle Acli fiorentine. “E’stato un lungo percorso –ha detto Ringressi – quello che ha portato a ricostruire il tessuto vivo dell’associazione dopo la scissione degli anni ’70. Adesso siamo in una fase di crescita quantitativa e qualitativa- ha aggiunto – sia per l’aumento del numero dei Circoli, sia per lo sviluppo del Patronato, del Caf e di associazioni specifiche del sistema Acli come la Federazione anziani e pensionati, il Centro Turistico Acli, l’Unione sportiva e vari altri servizi che rendono possibile un’azione concreta verso persone che si trovano in situazioni di difficoltà”.

Presenti vari rappresentanti delle istituzioni, a cominciare dal sindaco di Firenze Dario Nardella che ha fatto riferimento alle associazioni come sentinelle del tessuto culturale e sociale della città. Il sindaco ha anche aggiunto che per i Circoli la sfida è quella di fare innovazione, di trovare forma nuove di comunicazione e di partecipazione. Concludendo, ha fatto propria l’osservazione di La Pira circa la città come comunità, non una mera somma di palazzi di fabbriche di scuole ma una “casa unica”.

Stefania Saccardi assessore regionale alla sanità e al welfare ha sottolineato i molti punti che legano le Acli ai suoi campi di attività. Ha parlato dei nuovi investimenti decisi dalla Regione per la lotta alla povertà ed il recupero alimentare che fanno riscontro alle richieste delle Acli in campo nazionale . Ha poi dato atto alle Acli di essere da sempre in prima linea sulle politiche sociali, a sostegno del persone più fragili fornendo supporto e aiuto con i loro servizi e con numerose iniziative. Saccardi ha anche fatto riferimento a tutto il mondo associativo soggetto e attore importante delle politiche sociali tanto che il sistema di welfare non reggerebbe se non ci fossero questi soggetti che , come le Acli fanno coesione sociale, mediazione sociale e culturale e che ha definito ,quindi quindi indispensabili per l’equilibrio sociale di una città e di una regione e per avere una forte a rete di solidarietà

Di “ruolo importante delle associazioni in riferimento alla attuale complessità del welfare” ha parlato poi Sara Funaro assessore alla sanità,welfare e casa del Comune di Firenze. “Abbiamo bisogno di una rete di relazioni forti con il terzo settore” è stata la riflessione. Riferendosi poi agli anziani, l’assessore ha ricordato che Firenze è una delle città d’Italia con il maggior numero di anziani e con anziani centenari che stanno aumentando. Segnale senz’altro positivo per l’attestazione di una qualità della vita molto positiva, ma ciò “richiede di portare avanti politiche sociali sempre più differenziate”. Funaro ha quindi ricordato che per questa amministrazione , quello degli anziani è uno dei temi centrali e che il suo assessorato intende lavorare sempre più non solo all’interno delle strutture ma con modalità sempre più variegate. Oltre ai servizi erogati (tra cui anche alcuni innovativi in sperimentazione con la Regione) si intende mettere particolare attenzione agli anziani che vivono da soli e che hanno bisogno otre che di sostegno sociale e sanitario anche di un “ sostegno emotivo”.

Dopo un excursus circa la storia e la crescita delle Acli, con letture e commenti circa i vari periodi della storia delle Acli fiorentine dalle origini agli anni della scissione e poi dalla nuova crescita, negli anni 80 e 90, fino ai giorni nostri e alcuni inserti video con interviste al card. Silvano Piovanelli e agli ex presidenti delle Acli fiorentine, oltre a un video su La Pira, è stata la volta di Don Giovanni Momigli, responsabile diocesano della Pastorale sociale. Un messaggio inequivocabile il suo per mantenere alta la vocazione delle Acli nell’operare sociale: centralità di Cristo, punto fermo che da un lato è indispensabile per evitare l’autoreferenzialità, dall’altro è il modello necessario per uscire incontro alla gente, incontro ai bisogni vecchi e nuovi, e soprattutto alle nuove emergenze. Centrarsi su Cristo, ha ricordato Don Momigli, significa anche de-centrarsi, essere per gli altri, incentrarsi non su elementi astratti ma sui volti delle persone. E sul lavoro, tema cruciale in particolare in questo periodo storico, Don Momigli ha spronato all’approccio “creativo”, in quanto “non basta parlare di tutela del lavoro ma bisogna rigenerarlo e generarlo”. Per delle Acli che sanno dialogare col futuro.

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