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Firenze Fiera, allarme rientrato per 13 lavoratori Società

Allarme rientrato per i 13 dipendenti di Firenze Fiera Spa che fino a stamattina erano nel mirino dell'azienda, pronta a licenziare il 30% del personale per risollevare le sorti di un bilancio fallimentare e rilanciare l'attività. Positivo, infatti, l'esito dell'incontro tra dirigenza e sindacati, che hanno ottenuto il ritiro della procedura di licenziamento quale condizione essenziale per proseguire sulla strada delle trattative. Un capestro inaccettabile, quello del taglio dei dipendenti, che le organizzazioni sindacali hanno condannato fin dal 4 settembre, data ufficiale dell'avvio della procedura di licenziamento collettivo di figure amministrative, quadri e impiegati, che d'altronde non avrebbe influito significativamente sullo stato di salute di un'azienda con l'acqua alla gola. Diplomazia da tavola rotonda e minacce di mobilitazione generale per il momento hanno funzionato. Rappresentati da Marco Bombini di Filcams CGIL, Salvo Carofratello per Fisascat CISL e Pietro Baio per UILtucs, le parti sindacali hanno portato a casa il risultato sperato, grazie anche alla disponibilità dimostrata fin dall'inizio alla riorganizzazione di Firenze Fiera con la sottoscrizione di un accordo integrativo che prevedesse forme di flessibilità. Il boomerang lanciato dall'azienda ha fatto il suo lavoro. È tornato indietro senza peraltro colpo ferire, dal momento che l'azienda non dovrà pagare alcuna penale. La trattativa per il riassetto andrà quindi avanti senza che si parli più di licenziamenti. In attesa di proposte serie di risanamento e di un piano industriale credibile, i dipendenti potranno quindi dormire sonni tranquilli. La spada di Damocle non pende più.

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