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L’Assi rimpiazza i giudici dell’ippica. Il caso in parlamento Economia, Notizie dalla toscana

Massimo Parisi, coordinatore regionale del Pdl in Toscana, interroga il governo: «Verificare eventuali violazioni e valutare la sospensione dei dirigenti».  Verificare eventuali violazioni di applicazione del regolamento da parte dell’Assi, l’Agenzia per lo Sviluppo del Settore Ippico (ex Unire) e, nel caso, valutare la sospensione della sua dirigenza per ripristinare condizioni di legalità nella nomina dei componenti delle giurie di gara oltre che ponderare l’annullamento dei risultati di quelle corse: è in buona sostanza questo che il deputato toscano del Pdl Massimo Parisi  domanda al governo in un’interrogazione a risposta scritta appena depositata al protocollo della Camera. Il documento, rivolto ai dicasteri di politiche agricole e di economia e finanze i cui titolari sono rispettivamente Mario Catania e Mario Monti, prende spunto da quanto accaduto negli ippodromi italiani il 1 aprile scorso quando, davanti allo stato di agitazione dei giudici di gara, l’Assi «ha provveduto, in maniera quantomeno singolare, a nominare altri soggetti incaricati a svolgere le delicate funzioni di giudici delle corse ippiche, senza la pubblicazione di alcun provvedimento amministrativo».

Ora la questione è sui tavoli del governo. La competenza è netta dato che, spiega l’interrogazione, l’Assi è «deputata a sovrintendere l’ippica italiana e soggetta al controllo da parte del Ministero interrogato», nello specifico quello delle Politiche agricole. Il comportamento dell’Assi, si legge nel documento, «risulta ancor più sorprendente poiché i suddetti soggetti, arbitrariamente incaricati a svolgere il pubblico servizio di funzionari per il controllo della regolarità delle corse ippiche, non erano in possesso dei requisiti necessari previsti dal regolamento per essere nominati quali componenti della giuria, essendo stati scelti con criteri casuali e immotivati e, in alcuni casi, in evidente conflitto d’interessi».

Ecco dunque la serie di quesiti a cui Catania e Monti dovranno rispondere in forma scritta. Innanzitutto si chiede loro «quali valutazioni, nell’ambito delle rispettive competenze, intendano intraprendere» e «se non convengano che il comportamento della dirigenza dell’Assi sia stato conforme a una gestione scorretta, in conseguenza dell’applicazione di una deroga degli stessi regolamenti approvati dal ministero interrogato, in tema di nomina dei componenti della giuria, cui spetta il compito importante di controllo della regolarità delle corse ippiche». Inoltre si domanda al governo «se non reputi altresì che l’immediata sostituzione dei giudici possa costituire un’evidente violazione procedurale, con riferimento all’omologazione dei risultati delle corse, che hanno conseguentemente previsto l’assegnazione di denaro pubblico quale il montepremi, autorizzando pertanto il pagamento delle scommesse alle corse ippiche».

In bilico i risultati, dato che Parisi chiede ai ministri «se non ritengano opportuno, nell’ambito delle rispettive competenze, prevedere in tempi rapidi, iniziative volte ad annullare di conseguenza, l’omologazione di quei risultati convalidati in maniera evidentemente arbitraria». Infine, il governo dovrà chiarire «se non ritenga opportuno, in caso fossero accertate le gravi violazioni di applicazione delle disposizioni regolamentari da parte dell’Assi, adottare interventi volti alla sospensione della dirigenza della medesima Agenzia, al fine di ripristinare le condizioni di legalità nell’applicazione delle disposizioni previste in tema di nomina dei componenti della Giuria dell’Agenzia lo sviluppo del settore ippico».

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