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Firenze: la mostra degli arazzi sloggia il Consiglio Cronaca

Firenze – La mostra “Il Principe dei sogni”, che da settembre 2015 a gennaio 2016, riunirà per la prima volta dal 1875 tutti gli arazzi della collezione medicea “sulla storia di Giuseppe ebreo” nella Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio provoca lo spostamento, momentaneo, delle sedute del Consiglio comunale di Firenze.
La Sala dei Duecento, subito dopo l’evento espositivo, sarà interessata da interventi per il rinnovo complessivo degli arredi dell’aula consiliare che permetteranno un più efficiente funzionamento del Consiglio col rinnovo degli impianti tecnici ed informatici. “Il progetto – ha ricordato la Presidente del Consiglio comunale Caterina Biti – prevede anche una diversa sistemazione dei banchi dove siedono i consiglieri ed una modernizzazione del sistema informatico”.

Il Consiglio comunale ha quindi approvato, con venti voti a favore, sei contrari ed un’astensione la delibera della Presidente del Consiglio Caterina Biti che individua, in deroga esclusivamente temporanea alla disposizione del Regolamento del Consiglio che stabilisce la sede del Consiglio comunale nella Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio, quale sede istituzionale provvisoria ove svolgere le ordinarie riunioni, la Sala IV Stagioni (e la adiacente Sala Sonnino) di Palazzo Medici Riccardi, resa disponibile dalla Città Metropolitana di Firenze.

La delibera limita la validità della disposizione al periodo di tempo in cui la Sala dei Duecento è sede della mostra “Il Principe dei Sogni” e oggetto dei successivi interventi di riordino e rinnovo già programmati. Il Salone dei Duecento rimane l’unica sede istituzionale del Consiglio comunale come viene ribadito in maniera ancora più forte nella versione modificata del regolamento del Consiglio comunale che sarà all’Ordine del giorno del Consiglio la prossima settimana. Per rafforzare questa posizione di tutto il Consiglio comunale è stato approvato un Odg presentato dai consiglieri di Sel-Frs Tommaso Grassi, Giacomo Trombi e Donella Verdi che chiede, espressamente, di confermare la Sala dei Duecento come sede naturale del Consiglio comunale.

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