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Firenze: l’anagrafe resta ai quartieri, marcia indietro della Giunta Cronaca

L’anagrafe torna a Palazzo Vecchio. Lo ha deciso oggi il Consiglio comunale approvando un ordine del giorno presentato dal Pd. L’assemblea ha così annullato, di fatto, la decisione della giunta di chiudere il Pad (punto anagrafico decentrato) di Piazza della Signoria, nell’ottica di arrivare progressivamente ad unificare tutti i punti decentrati in  un unico sportello presso il Parterre di Piazza della Libertà. Il provvedimento, operativo a partire dallo scorso 21 novembre, prevedeva l’apertura di un asilo nido al posto del servizio anagrafe e una generale riorganizzazione dell’anagrafe comunale improntata alla riduzione dei costi e all’incentivazione dell’uso di internet da parte degli utenti, con la possibilità di ottenere certificati on line oppure tramite alcuni sportelli postali abilitati, al costo di 2,52 euro a certificato. La decisione aveva suscitato molte perplessità sia nella maggioranza che nell’opposizione. «Non convince la necessità di aprire un asilo nido senza che ne sia stato verificato l’effettivo fabbisogno – aveva obiettato nell’ultimo Consiglio comunale Ornella De Zordo – Con questa decisione si colpiscono le fasce deboli, gli anziani , i residenti del centro storico». Nella seduta di oggi il presidente Giani ha preso posizione sull’argomento, dichiarandosi «convinto che in ciascun quartiere debba esserci un Pad» e ricordando che i quartieri sono entità storicamente radicate nella vita dei fiorentini. Subito dopo ha invitato gli schieramenti a prendere posizione sulla questione. Il Consiglio si è espresso in favore dell’ordine del giorno firmato dai consiglieri Cecilia Pezza e Michele Pierguidi (Pd). Il documento prevede non solo il ripristino del Pad di Palazzo Vecchio, ma anche  “di confermare la presenza di un punto anagrafico comunale in ogni quartiere prevedendo 5 Pad complessivi, coprendo anche la zona di Oltrarno-Porta Romana che al momento ne risulta sprovvista” e di “rendere edotto il Consiglio Comunale sull’andamento della riorganizzazione ed i provvedimenti adottati per il funzionamento dei servizi. «Il sindaco Renzi dovrebbe trarre lezione da questo episodio. Oggi ci tocca constatare che non solo il sindaco non ha ascoltato la città che amministra, ma non consulta neppure i consiglieri della sua maggioranza che oggi, e non per la prima volta, lo hanno contraddetto»  ha commentato il capogruppo di Lega Nord Toscana Mario Razzanelli. I consiglieri del Gruppo PdL hanno definito la votazione di oggi «una vittoria della buona politica e della buona amministrazione»  e si domandano se esiste sempre una maggioranza a Palazzo vecchio che sostiene Renzi «dopo il voto della settimana scorsa su Piazza Pitti e il voto di oggi in cui il gruppo PD ha votato nuovamente contro la giunta». « E’ evidente che la questione non riguarda più solo i Pad – è intervenuta Ornella Di Zordo, consigliere di maggioranza –   ma la strategia della giunta per la salvaguardia e il potenziamento dei quartieri e la gestione del centro storico, argomenti di cui questo consiglio non ha avuto molta possibilità di esprimersi». Scacco a Renzi dal Pd, dunque? Un episodio che in ogni caso fa riflettere sul livello di “sintonia” tra la giunta e la sua maggioranza, tra il sindaco ed il suo partito.


 

 

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