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Firenze, locazioni turistiche “drena alloggi”, non ci sono più case Breaking news, Cronaca

Firenze – Emergenza casa continua. A fare un quadro che tira le somme per ripartire dopo la pausa estiva, è Laura Grandi, segretaria del Sunia toscano, che mette subito in chiaro un punto: stando ai dati di luglio, la situazione non è cambiata. Anzi. Se la situazione del numero degli sfratti con forza pubblica al mese è sempre la stessa, anche quello che potrebbe apparire un dato positivo, vale a dire la rilevazione di un numero minore di convalide (richieste di sfratto da parte proprietaria) tale non lo è. Perché, come spiega Grandi, “l’abbassamento del numero delle convalide è dovuto ad altri fattori, rispetto alla gestione dell’emergenza, che con l’emergenza non centrano ma l’aggravano: ad esempio, il fenomeno degli affitti turistici, che “drena” la disponibilità di case”.

Tuttavia, un altro dato emerge dall’analisi messa in campo dal Sunia e riguarda l’impatto, positivo, degli accordi territoriali: sono 1560 (nel giro dei primi 7 mesi dopo il rinnovo degli accordi) i contratti stesi seguendo la regolamentazione concordata e si registra un abbassamento dei canoni di locazione del 5% nell’area centrale della città, vale a dire il centro storico, mentre per le aree periferiche si arriva al 7% in meno sul canone medio.

“In questa città- spiega Laura Grandi – assistiamo a un mercato delle locazioni a tre velocità: il primo livello è quello irreggimentato dalle regole, che rispetta i canali concordati, che viene allettato dalle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali, che sottopone, come da recente normativa, il contratto al controllo dei sindacati. Questo primo livello che si muove nelle regole, produce contratti regolari e un abbassamento dei canoni”.

Il secondo livello, parallelo al primo, vede un mercato libero, in cui la situazione tipica è l’affitto 4+4. Questo livello si caratterizza per due dati: da un lato i canoni, alti quasi quanto quelli turistici, dall’altro, le condizioni degli immobili, fatiscenti o poco più. “Questa tipologia è paradossalmente quella che vede in campo le famiglie con più disagio, quelle che non sanno dove sbattere la testa. Insomma, più s’abbassano le capacità di garanzie, più chi la possibilità di affittare un alloggio senza manutenzione a prezzi altissimi. Solitamente si tratta infatti di case tenute male, al cui proprietario non conviene ristrutturare, che vengono lasciate così come sono”.

Un’altra caratteristica di questo livello di mercato locatizio è la facilità con cui s’accede all’alloggio. “Ora i proprietari richiedono moltissime “garanzie”, dalla busta paga, al contratto di lavoro, perfino l’Isee”. Sempre più spesso, a chi ha un contratto a tempo determinato viene rifiutata la locazione.

“Se invece hai avuto uno sfratto, contratti saltuari, sei senza garanzie, si apre questo mercato di affitti altissimi dove i proprietari giocano un po’ alla roulette – spiega Grandi – si pagano anche mille euro al mese per pochi metri quadrati, il tutto senza garanzie. Spesso in questi alloggi fatiscenti abitano due o tre famiglie che sostengono così il costo del canone, in condizioni spesso pesantissime”. Perché allora, visto che quasi sempre un lavoro, seppure spesso irregolare, queste persone lo svolgono, non spostarsi da Firenze, alla ricerca di soluzioni abitative più sostenibili ?

“Quasi sempre le persone in queste condizioni hanno contratti atipici, che li portano ad avere orari difficili da conciliare con la lontananza da Firenze, per lo più registrando il fatto che quasi sempre non hanno mezzi propri di spostamento e sono legati al trasporto pubblico”. Così, per chi ha un contratto irregolare, spesso un accordo al nero o un contratto “atipico” con tutta la varia casistica che questo termine contiene, l’unica soluzione è entrare nel girone infernale degli alloggi affittati a prezzi altissimi nonostante le condizioni spaventose. E il fenomeno, come spiega la segretaria del Sunia, nell’ultimo anno è cresciuto ancora.

Il terzo livello è quello delle locazioni turistiche. Il mercato del turismo impatta pesantemente nel “serbatoio” d’alloggi cittadino. A parte la questione, più volte ribadita, che divora gli alloggi tradizionalmente destinati agli studenti, si stima, come ricorda Grandi, che “oltre al 60% di questi affitti sfugga completamente alla legalità. Incrociando i numeri dei turisti col numero dei contatti su AirB&B la situazione appare ad ora fuori controllo. La pratica affitti turistici sta drenando il serbatoio degli alloggi cittadini. Si arriva al paradosso che persino gli assistenti sociali, se necessitano di un periodo di una settimana magari per una situazione in sviluppo, vadano sulla piattaforma di AirB&B per avere l’alloggio necessario”. Senza parlare del dispendio di risorse pubbliche, aggiungiamo noi.

“Per questo – continua Grandi – quando si chiede di allargare il patrimonio immobiliare del Comune di Firenze, è senz’altro non solo una richiesta dovuta, ma necessaria. Non ci sono più le case”.

edfInfine, qualche idea per fronteggiare la situazione. “In primo luogo, levare la casa dalla categoria emergenziale, mettendo in campo azioni che lascino alla categoria del sociale le situazioni in cui i disagi economici, sanitari, sociali si assommano, e occupandosi di quel gruppo sempre più numeroso che è composti di lavoratori e pensionati che pagano a caro prezzo la riduzione del potere d’acquisto, i tagli e la precarizzazione e che non possono farcela a spendere per l’abitare fino al 60-70% dello stipendio. O della pensione”.

Conclude Grandi: “Nessuno vuole ritornare all’equocanone. Tuttavia registro che quando il mercato delle locazioni segue parametri di legge, il canone torna all’equilibrio, le modalità sono controllate, scoppiano meno contenziosi. Perché il contratto di vendita ha bisogno di un notaio, e quello di canone no? Perciò ben venga la disposizione dell’agenzia dell’entrate che prevede, per accedere alle agevolazioni fiscali, la certificazione (attestazione) da parte dei sindacati”.

 

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