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Firenze, paletti contro gli accidenti Cronaca

Firenze – Centro storico di Firenze, paletti contro gli accidenti Nelle ultime ore a tenere alta l’attenzione sul web fronte fiorentino sono i paletti di Borgo Pinti installati a sorpresa nella primavera scorsa e già oggetto di discussione a Palazzo Vecchio. A giudicare dal tono del dibattito, ancora molto acceso, l’argomento suscita interesse, ma allo stesso tempo emerge un preoccupante imbarazzo dovuto alla mancanza di certezze sul ruolo di quei paletti.

Il Gruppo Facebook de “Il Grillo Parlante Fiorentino” ideato da Gianni Greco è uno strumento social per segnalare situazioni di degrado urbano e commentare i fatti del giorno. Molto spesso ad intervenire nei dibattiti è lo stesso Greco, noto speaker radiofonico abituato a raccogliere le sensazioni, interpretazioni e storpiature più o meno sarcastiche del pubblico toscano. Secondo numerosi fiorentini iscritti al Gruppo Facebook si tratterebbe di un rimedio adottato dalla stessa Amministrazione locale contro i bernoccoli altrimenti causati dall’impatto accidentale con i fregi del palazzo storico.

A questa spiegazione si oppongono sonore prese di posizione, che evidenziano come l’intervento sia stato effettuato da un privato a tutela delle facciate e non dei pedoni in transito, e non mancano interventi ironici. “Paletti sul marciapiede a difesa della sosta selvaggia. Pedoni e disabili costretti ad andare in mezzo alla strada. Una vergogna” esclamava l’opposizione ad Aprile scorso.

L’accusa lanciata recitava: “Il passaggio pedonale era già troppo stretto per il passaggio agevole di carrozzine e passeggini, ora è inaccessibile. Chi ha richiesto l’intervento? Chi ha autorizzato l’installazione? E perché solo in quel punto all’angolo con via di Mezzo?”. Intanto i residenti segnalavano in diretta sul web che furgoni e camion in retromarcia avevano più volte rovinato i davanzali recentemente restaurati, ma questo non giustificava un intervento su un marciapiede stretto tanto più che avrebbe costretto i pedoni a scendere dal marciapiede e cambiare strada attraversando una corsia di marcia. A fare chiarezza interviene dopo alcune ore una nota ufficiale della Signoria “In merito ai paletti dissuasori della sosta collocati lungo un palazzo in Borgo Pinti, gli uffici della Mobilità precisano che i dissuasori della sosta sono stati installati da un privato a protezione dell’edifico dopo un intervento di restauro.

I furgoni infatti che finora parcheggiavano con due ruote sul marciapiede danneggiavano continuamente, anche in modo rilevante, i davanzali sporgenti delle finestre al piano terra, tra l’altro tutelati dalla soprintendenza in quanto si tratta di un edificio notificato”. Nel giro di poche ore si apprende che il proprietario ha chiesto alla Soprintendenza il permesso di collocare a proprie spese i dissuasori della sosta e dopo aver ricevuto il nulla osta ha presentato richiesta anche agli uffici della mobilità che, dopo un sopralluogo, hanno dato il via libera. I paletti sono ancora al loro posto ed a quanto pare continuano a far discutere.

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