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Firenze: Parroco per difendersi da ubriachi e bestemmiatori chiude la chiesa per la messa Cronaca

Chissà cosa direbbe al parroco di Sant’Ambrogio il fiorentino San Filippo Neri, fondatore degli oratori parrocchiali, il quale, a Roma, scese in piazza per portare via dalla strada i ragazzi abbandonati a se stessi. Il parroco, don Carlo Guarnieri, che da anni denuncia e sopporta, come i tanti abitanti del quartiere, le varie situazioni di degrado giovanile e non, dopo che l’altro giorno tre ragazzi ubriachi sono piombati in chiesa durante la Messa, iniziando a bestemmiare e a fare il dito medio contro il Crocifisso ha deciso, per protesta, e sicurezza per l’incolumità sua e dei fedeli, di chiudere d’ora in avanti il portone della chiesa durante la celebrazione della messa. Da anni don Guarnieri ha chiesto aiuto al prefetto, al questore, al sindaco e agli assessori, “senza però che sia mai cambiata una virgola”. Addirittura la notte del Venerdì Santo “abbiamo fotografato una croce nera, macabra, fatta di cestelli per la spesa e rabberciata con il nastro isolante, proprio sotto la Madonnina all'angolo con via de' Macci. E' stato l'ultimo schiaffo”, dice don Carlo.

La sera gli ubriachi che affollano i tanti pub della zona, prendono a calci i cestini e gettano l'immondizia contro la facciata della chiesa, tra gli applausi della gente. “Io non voglio fare il capopopolo, né il paladino della giustizia – ha dichiarato don Guarnieri – chiedo soltanto che venga rispettata la legge perché io mi sono trovato costretto a chiudere la chiesa la sera perché dire la messa, con la gente ubriaca che risponde male ai fedeli, anche ai poveracci che possono salire solo dalla rampa dei disabili, era diventato davvero un problema ingestibile”. 

Secondo il parroco da cinque anni viene impedito di svolgere con serenità le più normali funzioni religiose per via di queste orde di barbari che bivaccano fino all'ingresso della Chiesa, ormai padroni del sagrato. Tutte le varie denuncie sono state ora raccolte da don Carlo, che è parroco di Sant’Ambrogio dal 2001, in un voluminoso memoriale, dove racconta tutto ciò che accade in quella zona e che le autorità ignorano, o fingono di ignorare.

Di certo, complice anche l’isola pedonale in cui la piazza è le vicine strade sono state trasformate, la zona è diventata uno dei principali centri della movida notturna, con tutto quello che comporta un uso sfrenato dell’alcol. Di certo don Carlo non ha pensato di fare come quel parroco romano che ha trasformato la cripta sconsacrata della sua chiesa in una piccola discoteca-punto di ritrovo per i giovani, con annesso bar dove, accanto alla musica e alle bibite, i giovani trovano anche tante iniziative culturali vivendo un “sano” divertimento giovanile.

Foto: www.2spaghi.it
 

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