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Firenze, partecipate del Comune, da 19 a 12 in un anno Economia

Firenze – Un anno: a tanto ammonta il tempo previsto dal comune di Firenze per intraprendere e portare a compimento la razionalizzazione delle partecipate, riducendone il numero dove è possibile, con fusioni e aggregazioni.

Il sindaco Dario Nardella ha firmato il 31 di marzo il decreto che contiene il ‘Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute dal Comune’, secondo le prescrizioni dei commi 611 e 612 della legge di stabilità, e lo ha presentato questa mattina a Palazzo Vecchio, insieme all’assessore Lorenzo Perra.

Obiettivi generali: “dismettere, facendo crescere le società”, “mettere la Toscana al centro”, “ridurre la spesa di cittadini e imprese” e “tutelare l’occupazione”.

Saranno anzitutto dismesse, così come impone la legge, alcune partecipazioni (Fiditoscana, Banca Etica, Tram e Afam), soppresse quelle che “risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti”, come nel caso dell’Isola dei Renai.

Per altre, come Silfi, Ataf e Linea Comune si pensa ad una fusione: gestiscono servizi affini che possono essere svolti da un’unica società. Per altre ancora, infine, come Toscana Energia, Publiacqua, Quadrifoglio si punta, per ciascun settore, ad un’aggregazione con altri gruppi toscani (come nel caso degli aeroporti di Firenze e Pisa) in maniera tale da perseguire economie di scale e capacità di indebitamento. Per Mukki, la strategia è quella che consenta ad alcuni soci di cedere le quote, ma sempre in un’ottica di crescita della società e quindi di tutela dei posti di lavoro e della filiera agroalimentare toscana.

“Con questo Piano passeremo da 19 a 12 partecipate – ha detto il sindaco Dario Nardella – poche, ma buone: tutte le partecipate del Comune, con l’approvazione dei bilanci evidenzieranno che già tutte nel 2014 finiscono l’esercizio in utile”.

“Grazie al Piano di riorganizzazione che ci porterà a ridurre la partecipate e ad accrescerne il valore – ha continuato – potremo disporre inoltre disporre di maggiori risorse in conto capitale per finanziare gli investimenti dell’amministrazione”.
“Un obbligo di legge a cui abbiano adempiuto nei termini, ovvero lo scorso 31 marzo – ha sottolineato l’assessore Perra – prevediamo alcune fusioni, alcune dismissioni e stiamo lavorando, in prospettiva, per poter concentrare di più le società toscane.
Naturalmente dismettiamo le quote in possesso del Comune e non mettiamo in liquidazione le società: in tutti i processi tuteleremo l’occupazione. Non si fanno risparmi mandano a casa le persone ma solo gestendo le aziende in maniera congiunta e non in maniera separata e frammentata, come spesso accade in Toscana”.
“Su gas, acqua e rifiuti stiamo lanciando un messaggio che speriamo gli altri soci raccolgano – ha aggiunto – vediamo che dalle dichiarazioni e dagli incontri c’è una disponibilità a percorrere questa strada: adesso si tratta di percorrerla analizzando le carte e i numeri, esaminando tutti gli elementi di dettaglio che caratterizzeranno queste operazioni straordinarie”.  

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