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Firenze, presidio in piazza Duomo per i vaccini, una firma per renderli pubblici Breaking news, Cronaca

Firenze – Una mobilitazione si è tenuta oggi, sabato 10 aprile, in piazza Duomo, su di un tema che sta sempre più prendendo piede nella coscienza collettiva, ovvero, quello dei vaccini bene comune. Nonostante il tempo grigio, il numeroso presidio ha portato fin sotto le finestre di Palazzo Strozzi Sacrati, dove ha sede la presidenza toscana, una battaglia che i cittadini partecipanti non esitano a definire di “civiltà”: vale a dire, stop alla commercializzazione della salute, puntando invece all’universalità dell’accesso e del diritto alla prevenzione primaria, alle diverse forme di cura ivi compreso, ovviamente, il vaccino anti covid 19. Un diritto e un dovere per gli stati, che non può essere comprimibile o sottoposto a requisiti, tanto meno a distinzioni geografiche, etnia, appartenenza sociale e/o lavorativa. O al censo. L’iniziativa odierna, che si è svolta a metà mattinata,  si inserisce nelle celebrazioni della giornata mondiale per la salute che si svolge in tutta Europa. L’iniziativa concreta, legata alla manifestazione, è la firma per sottoscrivere  l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per sbloccare i brevetti sui vaccini e sui farmaci, firma che, oltre ai banchini presenti stamattina sulla piazza, a cui hanno aderito molte persone, può essere apposta anche collegandosi a questo link ( https://noprofitonpandemic.eu/it/ ).

“E’ importante non lasciare le piazze vuote in questo momento – dice Lorenzo Alba di Potere al Popolo – la situazione è imbarazzante, e ha anche risvolti francamente ridicoli, non fosse che stiamo parlando di vite umane, di gente che continua a morire, ma anche delle nostre vite, di noi che continuaimo a dover restare richiusi e a frugarci in tasca per cercare gli ultimi soldi, se, come facile, abbiamo perso il lavoro o magari siamo in cassa integrazione. Il problema principale è che mancano i vaccini, con buona pace del generale Figliuolo. Il piano vaccinale che era stato previsto ad aprile con 500mila dosi al giorno, è saltato. Siamo sì e no, più sotto che sopra, alle 300mila dosi”.

La scarsità di vaccini, d’altro canto, spiega Alba, “non è una calamità naturale, qualcosa che deve succedere per forza. In raltà, la scarsità di vaccini si spiega col fatto che abiamo lasciato la produzione in mano a 4 aziende multinazionali. Queste multinazionali, dopo aver prodotto il vaccino, hanno emesso diversi brevetti che ompedisono ad altri stati, aziende laboratori di produrlo”.

Un esempio classico, l’India e il Sudafrica, che quasi due mesi fa hanno chiesto all’Organizzazione mondiale del commercio di togliere o almeno sospendere la lagislazione che protegge la proprietà ntellettuale, in questo caso dunque di sospendere i brevetti.  L’Organizzazione ha respinto la richiesta l’11 marzo scorso. L’UE, come a tutti noto, compreso il voto italiano, si è opposto alla richiesta insieme ai Paesi ad alto reddito e scavalcando il consenso che un centinaio di Paesi avevano dato alla stessa. .

“Nei fatti il vaccino lo abbiamo pagato tre volte – si legge nella nota diffusa alla stampa – finanziando la ricerca; stipulando contratti capestro con le multinazionali; accettando di pagare eventuali malfunzionamenti. E con i ritardi che ci saranno nelle somministrazioni in tutto il mondo, lo stiamo pagando una quarta volta, in termini di vite umane. In Italia a questa velocità saremo tutte e tutti vaccinati nel 2023. Nel 2021 Moderna, Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, produrranno vaccini per appena l’1,5% della popolazione mondiale. Nei Paesi più poveri la vaccinazione potrebbe essere completata solo tra 7 anni”.
La questione solleva anche un problema di ordine sanitario mondiale, in quanto, oltre a una lesione al fondamentale diritto alla salute, dobbiamo ricordare, cme sottolineano gli organizzatori, “il virus non conosce frontiere”. Il virus “va sconfitto nello stesso momento e ovunque”. Nl corso della mobilitazione, è stato denunciato anche il quadro toscano, soprattutto in riguardo alle vaccinazioni agli over 80, che come si sa, nonostante l’impennata degli utlimi giorni, ci ha visto agli ultimi posti fra le Regioni, con il pasticciaccio delle priorità ad alcune corporazioni.  Altro punto su cui da svariato tempo infuria la polmeica, è l’impreparazione “con cui stiamo affrontando la terza ondata: ospedali con posti letto saturi e uno screening insufficiente a gestire il contagio, che, in particolare nei posti di lavoro e nel tragitto casa lavoro, rimane totalmente fuori controllo”. Sotto accusa i tagli al Fondo Sanitario Nazionale, meno 37 miliardi in dieci anni, che si sono tradotti nella perdita di posti letto, mancate assuznioni nel Sistema Sanitario Nazionale, chiusure dei presidi sanitari territoriali e dei consultori. Senza contare la progressiva esternalizzazione e privatizzazione dei servizi, a cominciare dalle RSA, diventate troppo spesso imprese per fare business.
Ed ecco cosa comporta il ritardo delle vaccinazioni: “Ogni giorno di ritardo – dicono gli organizzatori –  vuol dire aumento delle vittime, chiusura ripetuta delle scuole,  mancata educazione dei giovani, molti sacrifici per le famiglie, chiusura delle attività, crisi economica fino alla povertà di sempre più cittadini. È ora di cambiare per il bene di tutti e tutte. Le nostre a vite devono contare più dei profitti delle aziende e dei bilanci delle Aziende sanitarie. Siamo per il diritto e l’accesso universale alla prevenzione e alle cure, contro tutte le forme di privatizzazione e di esternalizzazione”.
L’evento è stato organizzato da Potere al Popolo, Firenze Città Aperta, Flc Cgil Firenze, Rsu Università di Firenze, Firenze Possibile, Partito Rifondazione comunista, Usb Firenze, Sinistra Italiana, con il contributo di  Adina, AlterPiana, Assemblea Beni Comuni – Diritti, ATTAC Firenze, Campagna Dico-32, COBAS Scuola, Comitato Fermiamo la Guerra Firenze, Comunità di Base dell’Isolotto – Firenze, Cospe, CUB Firenze e provincia,  Laboratorio Politico Perunaltracittà, Libere Tutte Firenze, MAG Firenze, Medicina Democratica, NO TAV Firenze, Priorità alla scuola, Rete Antirazzista – Firenze, Società della Cura Firenze, la Città Invisibile-Rivista del Laboratorio politico PerunaltraCittà.
FotoLuca Grillandini
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