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Firenze, prove di dialogo a sinistra Politica

Firenze – E’ nata l’associazione Comunità Civica Toscana rappresentati delle istituzioni, cittadini, forze ambientaliste, civiche e progressiste insieme per le elezioni regionali del 2020.

Un sfida elettorale non semplice per il centro sinistra che alle prese ancora con problemi interni prova a trova una variabile comune. All’SMS di Rifredi  c’erano molte persone un centinaio o forse di più. Molti sindaci, rappresentanti delle istituzioni, assessori ed cittadini comuni. Presenti esponenti anche del partito democratico per capire quali caratteristiche avrà il nuovo soggetto politico e sopratutto su come affrontare la prossima tornata elettorale.

La neonata associazione è già stata soprannominata la “Cosa Rossa”, ma il presidente Giacomo Trentanovi non è d’accordo. “ Noi preferiamo definirci cosa arcobaleno se ci devono definire perché sicuramente  questa è un’associazione fatta da tante liste  civiche con orientamento progressista, a sinistra, del mondo ambientalista, umanista e quindi cosa rossa e limitativo. Sicuramente noi partiamo dalle cose che interessano i territori, dai bisogni dei cittadini di tutta la Toscana. Questo è il nostro contributo  alla costruzione  di un centro sinistra che esca vincente dalla competizione con le peggiore destra che abbiamo visto da  dopo la guerra”.

La prima notizia è che saranno primarie di coalizione e cioè di tutto il centro sinistra con due o tre esponenti del PD e  uno o più dalla lista civica di sinistra. La conferma ci sarà il 23 settembre quando la direzione regionale del PD varerà la commissione.

Alla presentazione dell’associazione, erano presenti tre dei quattro possibili candidati alle primarie il Sindaco si Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi e il sindaco di Rignano Sull’Arno Daniele Lorenzini, grande assente il governatore Rossi sostituito da il suo capo gabinetto Ledo Gori.

Presenti tra il pubblico anche la vicepresidente della Giunta Regionale Monica Barni, Damiano Sforzi vicesindaco ed assessore all’ urbanistica, edilizia privata, Massimiliano Kalmeta assessore ai lavori Pubblici, fondi europei,

“Ho preso un impegno con i cittadini di Sesto Fiorentino fino al 2021 ed ho intenzione di portarlo fino in fondo” , cosi il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi  risponde ai cronisti che gli chiedono se è uno dei 4 candidati per le primarie per le regionali 2020.

“Quindi non mi candido a niente che non sia  il sindaco di Sesto – aggiunge il sindaco Falchi – ovviamente mi interessa cosa succederà alle regionali e cerco di portare un contributo. Penso che le forze di sinistra e le esperienze civiche e progressiste della Toscana abbiano una grande occasione che è quella di scrivere assieme alle altre forze di sinistra al partito democratico ed al movimento ambientalista una pagina nuova per la toscana dei prossimi anni”.

Sul fatto che i dem da soli non siano sufficienti, Falchi vede con piacere “l’apertura da parte del PD Regionale verso le chiusura della stagione dell’autosufficienza, la voglia di aprirsi ai contributi di altri. E’ necessaria anche la discontinuità su alcuni temi come il lavoro, i temi ambientali, la sanità, i trasporti. Dare un cambio di passo forte alla Toscana non solo per vincere le prossime elezioni regionali  ma anche per poi governare e rendere la nostra regione più giusta più solidale e più verde”.

La speranza del primo cittadino di Campi Bisenzio Emiliano Fossi è che il PD non si arrocchi nelle sue posizioni, ma si apra perché soltanto attraverso uno sforzo di generosità si può costruire un percorso più ampio, innovativo che punti a riconquistare la regione sui contenuti”.

Alla domanda se fosse lui il quarto uomo che si candiderà alla presidenza della Regione Fossi risponde: “Io sono uno di quelli che ha sostenuto con forza la necessità di  fare primarie di coalizione perché è lo strumento attraverso il quale  si può costruite un campo nuovo dando a tutti diritto di cittadinanza fin dall’inizio.  Un percorso che riavvicini i toscani al centro sinistra  e una diminuzione dello stacco che c’è stato”.

Ancora un no alla candidatura alla regionali arriva dal sindaco di Rignano Daniele Lorenzini che ai giornalisti risponde cosi: “Non mi sembra l’argomento all’ordine del giorno. Io credo che l’associazione rappresenti tutte le liste civiche che in questi anni  sono nate in Toscana ed hanno contribuito fortemente alla vittoria in diversi comuni. Non vogliamo formalizzarsi sui simboli, sui nomi, sulle primarie o non primarie. Apriamo oggi un dibattito un confronto con tutte le forze di centro sinistra che in qualche  modo devono smettere di autocelebrarsi personalmente e guardare più in là del proprio naso. Le necessità dei cittadini questo mi interessano le sigle o le primarie di colazione o di partito”.

Lavoro, sanità, giovani e ambiente sono questi i temi su l’associazione si concentrerà per  dare alla Toscana conclude Lorenzini  “un governo buono, stabile e non cederlo ad una lista di centro destra forse il peggiore da dopo la guerra”.

 

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