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Firenze ricorda il letterato Rodolfo Doni Notizie dalla toscana

Domani 2 ottobre alle 16,30 a Firenze in Palazzo Vecchio, nella Sala delle Miniature, nel primo anniversario della morte verrà ricordato, con un incontro sulla sua narrativa, Rodolfo Doni. Dopo i saluti dell’Assessore alla Cultura, Sergio Givone e del Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Eugenio Giani,  interverranno Giovanni Pallanti,  don Carmelo Mezzasalma e don Vincenzo Arnone. Chiuderà la serata un ricordo di Francesca, nipote di Doni. L’iniziativa è organizzata dalla Comunità di San Leolino a Panzano, dal Comune di Firenze e dai Tesori della letteratura cristiana di Firenze. Rodolfo Doni, scomparso alla veneranda età di  92 anni, è stato uno scrittore dalle grandi passioni, dalla grande idealità a tal punto da spingersi fin nelle pieghe della storia piccola e grande dell’uomo di oggi. I suoi romanzi hanno avuto una connotazione politica e religiosa impegnata, forte, esigente così come la sua coscienza cristiana glielo proponeva. Iniziò  a scrivere negli anni Cinquanta. Alla sua opera si sono interessati i maggiori critici letterari del nostro tempo come Geno Pampaloni, Giorgio Luti, Giuliano Manacorda, Raffaele Crovi. Giovanni Pallanti, già vice sindaco di Firenze ricorda come Doni “Nel secondo dopoguerra è stato segretario provinciale della Dc pistoiese. Per vivere aveva iniziato la carriera in un Istituto di Credito raggiungendo un alto livello dirigenziale. Amava definirsi autodidatta e diceva di avere due anime: una letteraria e una, forse più importante, religiosa. Tra gli scrittori europei del ’900 si è distinto per essere un romanziere che ha saputo narrare la vita politica con una straordinaria efficacia: conosceva la grandezza e la miseria dell’impegno pubblico, le gioie e i dolori di quella esperienza. Doni – ricorda sempre Pallanti – era stimatissimo come intellettuale e scrittore dal Cardinale Giovanni Benelli. Quando diventò Arcivescovo di Firenze, il cardinale Benelli pensò a Doni come alla punta di lancia dell’intellettualità cattolica fiorentina. Con la morte di Benelli, Doni si trovò più isolato, anche se continuò a scrivere fino a pochi giorni prima di morire. Un libro di intensa emotività è quello dedicato al figlio Lorenzo, morto a 22 anni in un incidente stradale mentre si recava a Taizé, presso la comunità francese di Frére Roger, ‘Colloquio con Lorenzo, 1992’. Ad un anno dalla morte di Doni, i suoi libri devono essere di nuovo letti per ciò che essi di positivo rappresentano nella storia letteraria e civile del nostro Paese”.

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