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Firenze ricorda l’alluvione del ’66 guardando al futuro: ecco gli argini gonfiabili Cronaca

Il nuovo strumento è stato scelto dalla Regione Toscana per fare scudo a Firenze nel caso in cui  l'Arno decidesse nuovamente di abbattersi sulla città. E mentre la città assiste commossa alle commemorazioni dell'alluvione del 4 novembre del 1966, che si portò via vite umane e tesori d'arte irrecuperabili, la Regione dà l'annuncio di avere scelto un altro mezzo per difendersi dalle ire del fiume, uno strumento innovativo come appunto gli argini gonfiabili. La soluzione potrà essere impiegata non solo a salvaguardia di Firenze, ma anche delle altre zone a rischio del territorio toscano.

Ma cosa sono esattamente gli “argini gonfiabili”? Si tratta di sistemi mobili di protezione temporanea di pronto intervento, da predisporre nell'ambito delle attività di protezione civile, che già altri paesi soprattutto nordeuropei e gli Stati Uniti (sul Mississipi, nella stato della Luisiana, nello stato di Washington), hanno utilizzato con successo per contenere le esondazioni.
Le occasioni più recenti in cui sono stati usati sono state nel maggio di quest'anno in Francia a Buchères/Troyes per contenere l'esondazione del fiume e nel giugno scorso per 10 giorni in Ungheria per proteggere un terminal del gas dalla piena del Danubio.

Il sistema di protezione temporanea di cui la regione ha intenzione di dotarsi si compone di argini gonfiabili e di paratie (soluzione diffusa lungo gran parte dei grandi fiumi europei, come il Danubio). Gli argini gonfiabili saranno collocati nel tratto tra il Viadotto Marco Polo e il Ponte San Niccolò. Le paratie in parte del tratto che va da ponte San Niccolò a Ponte Santa Trinita.

Il costo a base di gara della fornitura, montaggio, manutenzione ordinaria degli argini gonfiabili e paratie è di circa 5 milioni per cinque anni. Il danno alle attività produttive (nel caso di alluvione tipo quella del '66) sarebbe pari nel solo centro storico, senza considerare il patrimonio artistico, a 2,7 miliardi di euro, e in tutta Firenze a circa 5 miliardi di euro, secondo uno studio dell'università di Firenze e dell'Autorità di Bacino. La lunghezza degli argini gonfiabili assomma a 3,5 km complessivi (in sponda destra e sinistra d'Arno). La lunghezza delle paratie assomma a 2,2 km complessivi (solo in sponda destra).

Altri dati tecnici. Per montare 3,5 km di argini gonfiabili sono necessari 16 uomini in massimo di 4 ore (da quando si prendono al magazzino a quando sono perfettamente funzionanti), più 10 mezzi mobili (camion e furgoni).
Per montare 2,2 km di paratie sono necessari 16 uomini in massimo, 4 ore (dal magazzino al funzionamento) più 5 camion. Per ottenere lo stesso risultato di tempo, lunghezza e altezza dei sacchi di sabbia sono necessari 7000 uomini e 200 camion (sostanzialmente un'ipotesi irrealizzabile).

Rischio odierno di esondazione dell'Arno. Ad oggi, grazie allo sbassamento delle platee di Ponte Vecchio, esonderebbero nel centro di Firenze per un evento tipo '66 non più di 5-6 milioni di metri cubi di acqua. Nel 1966 a Firenze sono esondati invece circa 70 milioni di metri cubi (fonte: Piano stralcio Rischio idraulico Dpcm 5/11/1999).
La capacità del fiume a Ponte Vecchio, che rappresenta il punto più critico, nel 1966 era di 2500 mc/sec. Oggi nello stesso punto la capacità è di circa 3400 mc/sec. La massima altezza d'acqua sopra i parapetti all'altezza della Biblioteca nazionale è di circa un metro.

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