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Infiltrazioni mafiose, a rischio il 40% dei negozi del centro storico Cronaca

Mafia, N’drangheta, Camorra. Realtà non poi così lontane da Firenze. Il rischio di infiltrazioni malavitose nelle attività commerciali del centro storico è reale. «Se non si interviene per tempo, nel giro di pochissimi mesi il 40-50% delle attività commerciali del centro di Firenze potrebbe avere origini non pulite» avverte Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, intervenuto stamane al convegno di Confesercenti “Fare rete contro le Mafie” alla presenza del Prefetto di Firenze Luigi Varratta, di Don Andrea Bigalli dell’Associazione Libera Toscana e del presidente Fiepet Confesercenti Toscana, Daniele Locchi – Con la crisi le organizzazioni mafiose si rafforzeranno, e la nostra fondazione calcola che sono già  transitate e transitano a Firenze oltre 40 gruppi mafiosi». Secondo Calleri il livello di allerta deve salire, ora più che mai. «Abbiamo autorità attente, ma una parte dei cittadini e della classe politica sottovaluta il problema – spiega – Quando un cittadino viene contattato da persone che vogliono acquisire la sua attività, albergo o negozio che sia, deve chiedere a questi soggetti da dove vengono, cosa fanno, di chi sono amici  e da dove vengono i soldi. Se il soggetto acquirente non è in grado di rispondere anche a una sola di queste domande, allora c’è puzza di mafia». A fare il punto sullo stato delle infiltrazioni malavitose in città si sono ritrovati nel Salone dei Duecento a Palazzo Vecchio istituzioni, imprese, associazioni. Nel momento di estrema difficoltà che stanno vivendo, tra calo dei consumi, reticenza degli istituti di credito, ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, le piccole e medie imprese del terziario diventano sempre più terreno fertile per le organizzazioni malavitose che tentano di infiltrarsi nel tessuto economico della città. «Occorre consapevolezza – spiega Renato Scalia, Forum Sicurezza e Legalità – Dalle analisi della Dia sul primo semestre 2012 emerge un quadro non rassicurante». Ben 842 operazioni sospette (l’8% del dato nazionale), 15 segnalazioni di riciclaggio all’autorità giudiziaria, 17 persone denunciate per impiego di denaro di provenienza illecita (dato secondo solo a quello della Sicilia), 104 estorsioni denunciate. «Dal 1995 ad oggi – ha calcolato Scalia – ci sono state in Toscana ben 90 grosse operazioni di polizia, 83 immobili confiscati, di cui 15 nella provincia di Firenze. Scalia calcola poi, per sola città di Firenze,  sono stati ad oggi ben 47 i gruppi criminali coinvolti a vario titolo in denunce, arresti, confische e sequestri, con in testa Camorra campana e Mafia siciliana, ma con la presenza anche di N’drangheta calabrese, malavita pugliese e banda della Magliana.

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