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Firenze smart city? C’è ancora tanto da fare Cronaca

Presentato stamani a Firenze il bilancio della tappa fiorentina di Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, la campagna di monitoraggio realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare.
Abbiamo avuto un dato un po’ mascherato dalle condizioni meteo – ha detto Fausto Ferruzza presidente di Legambiente Toscana – perché lunedì abbiamo avuto un Grecale fortissimo e quindi non c’è stata una concentrazione di inquinanti importante. Poi la pioggia ha ulteriormente attutito i dati”, perché l’emergenza smog a Firenze e in buona parte della Toscana è una realtà quotidiana.
Le rilevazioni fiorentine hanno quindi dato un livello di monossido di azoto a 70 e di ozono a 80, considerati entro la norma. Il grido di allarme è arrivato invece dal dato acustico “che dice un po’ più la verità su via Masaccio”, dove è stata svolta l’indagine.  La media diurna è stata di 68,8 quando su un’arteria urbana importante il limite dovrebbe essere di 65.

P1020461.JPGAncora peggio di notte, quando limiti di legge sono stati sforati di circa 7dB(A) contro i 4dB(A) del giorno. Eppure, nonostante sia diffusa la consapevolezza degli effetti altamente dannosi che genera l’esposizione al rumore, – ha detto Luca Ricciardi, responsabile Laboratorio Qualità dell’Aria di Italcertifer – ci sono ancora poche campagne di monitoraggio. Effetti che vanno dall’aumento della pressione fino ai problemi cardiaci, all’ipertensione e all’insonnia.
Il monitoraggio è stato effettuato per 72 ore consecutive in via Masaccio, in corrispondenza del civico 78, dove i tecnici hanno analizzato la presenza di Pm10 che segnala lo smog. Contenuta entro il limite previsto dalla legge di 50 microgrammi/metro cubo (µg/m3), sebbene dall’1 alle 5 di domenica i livelli di Pm10 avessero costantemente superato la soglia di pericolosità, con un picco all’1 di 75 µg/m3. Un segnale preoccupante, perché secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, nel corso del 2012 Firenze con Lucca e Prato ha superato il tetto dei 35 giorni previsti dalla legge. E il 2013 non si prospetta migliore, visto che in questi primi mesi, alla postazione “stazione Mosse” la soglia di pericolosità è stata superata già 28 volte.

P1020454.JPGAltra nota dolente quella delle energie rinnovabili. Se sul territorio regionale ci sono eccellenze come Grosseto, che grazie all’impegno sul fronte dell’efficienza energetica, della riduzione dei consumi e delle emissioni di anidride carbonica, riesce a raggiungere importanti risultati di diffusione delle fonti rinnovabili, in genere ci sono realtà che quasi non si muovono.
Nel complesso, però “In un periodo di crisi, possiamo dire che almeno da qui arrivano buone notizie con un bilancio energetico che anche in Toscana oggi dipende meno dall’estero e diventa più pulito e moderno, avvicinando la produzione alla domanda di energia di famiglie e imprese”. – ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente e responsabile energia di Legambiente – Citando alcune buone pratiche come il progetto “Fabbriche di Energia” nella Valbisenzio che coinvolge aziende del tessile, imprese locali ed enti per promuovere l’uso di impianti mini idroelettrici, fotovoltaici e a biomassa; la “Fattoria Eolica di Santa Luce” nel  Comune di Santa Luce, in provincia di Pisa, che con 13 aerogeneratori è il più grande della Toscana; oppure le 20 famiglie  nel Comune di Follonica che  dal 2010 vivono in appartamenti di  un condominio completamente auto sufficiente.
Sul fronte dell’efficienza energetica in edilizia la Toscana è invece indietro, ha normative inadeguate, incapaci di spingere un processo di riqualificazione che potrebbe invece dare enormi benefici di risparmio energetico alle famiglie e creare dei presupposti per nuovi posti di lavoro.

P1020469.JPGQuanto a Firenze, il giudizio dei tecnici del Treno Verde di Legambiente è stato pressoché unanime.  Si appresta a diventare smart city, ma su alcuni dei temi fondamentali come rifiuti, mobilità e acqua c’è ancora molto da fare per arrivare a essere una città “intelligente”, che sa produrre e soprattutto creare e suggerire stili di vita diversi. Ma non è sempre solo responsabilità delle istituzioni – ha concluso Ferruzza – dipende anche dai cittadini, da ciò che fanno e da come si muovono, a cominciare dall’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici. Puntiamo quindi sulle piste ciclabili, sui parchi urbani e su quello della Piana, a detta di Legambiente più importante di altre scelte strutturali, prima fra tutte quella dell’aeroporto, lanciando un appello a Renzi e al suo eventuale successore.

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