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Firenze, tornano i professori e presentano Alba Politica

Tornano i "professori" e tornano con un nuovo soggetto politico. Che è stato battezzato oggi, a Firenze, dove si è tenuta la prima assemblea nazionale. Alba,acronimo di  Alleanza lavoro benicomuni ambiente, è stato il nome scelto dall'assemblea (circa 1200 persone) convocata al MandelaForum da professori e intellettuali, provenienti in gran numero dal gruppo che animò i "girotondi" del 2002.

Padrone di casa Paul Ginsborg, erano presenti Ugo Mattei, Paolo Cacciari, Luciano Gallino, Stefano Rodotà. Estensori e firamtari di quel manifesto "per un soggetto politco nuovo" diffuso anche in rete che ha raccolto, finora, 4500 sottoscrizioni.
Ma la novità sembra scaturire quando si tenta di dare una definizione al gruppo politico che sta sorgendo intorno ai "professori": movimento politico, partito?

''Nè l'uno, nè l'altro – risponde Ginsborg – siamo un nuovo soggetto politico''.
Una risposta in linea con quanto è emerso nel corso del dibattito, vale a dire che ormai il vecchio sistema di organizzazione politica è inadeguato ai tempi e ai modi del mondo reale. E' necessaria, dunque, per il professore, ''un'organizzazione politica nuova. Non ci ispiriamo a qualcuno o qualcosa, stiamo cercando di inventare qualcosa: proprio per questo abbiamo prodotto un manifesto''. E di che genere debba essere l'azione in questo momento storico è chiara per Ginsborg: "Qui – ha proseguito – non si tratta di aggiustare pezzi di potere o di partiti, ma di far nascere nuove idee''.

Tornando all'assembela fiorentina, pochi i politici ( Vincenzo Vita (Pd), il segretario del Prc Paolo Ferrero, l'ex deputato europeo del Prc e portavoce del Genova Social Forum del 2001 Vittorio Agnoletto), pochissimi i giovani. Un elemento che non è sfuggito allo stesso Ginsborg, che ha commentato: ''Siamo oggi oltre 1200, non vedo molti giovani, ma senza di loro non si sopravvive, non c'e' futuro''.

Tuttavia alcuni elementi, anche se generali sono emersi. Intanto, l'atteggiamento del Pd, che secondo lo storico, pur non temendo la "concorrenza" ancora debole, non la sottovalutano, "qui ci sono idee". Poi, la collocazione: nell'area della sinistra, in alternativa al sistema tradizionale dei partiti sfiduciato dai cittadini, in posizione critica verso il governo Monti.

Quanto al futuro, da decidersi: "Ci sono tra noi quelli più impazienti, che vogliono lanciare qualcosa per il 2013; e poi ci sono altri, come me, che vogliono prima rinsaldare la cultura e le basi dei circoli territoriali''.

Intanto, il politologo Marco Revelli ha chiarito due temi su cui "unirsi, la centralità della questione del lavoro e la difesa dello Statuto dei lavoratori nella sua integrità'', oltre al ''rifiuto del dogma neoliberista, che è un dogma fallito e che ci ha portato al disastro attuale''. ''Questo movimento – sottolinea Alberto Lucarelli, assessore ai beni comuni di Napoli, tra i redattori del manifesto – non teme di confrontarsi con la rappresentanza, ma con metodi, contenuti e obiettivi diversi''. ''Noi – ha proseguito – non diciamo o con noi o contro di noi. Ci poniamo nell'ambito di una cultura della sinistra che si contrappone a queste forme di liberismo economico che hanno deformato lo stato sociale''. 

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