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Firenze:Provincia non assicura sicurezza istituto d’Arte Porta Romana Cronaca

Per qualcuno si tratta di uno scontro istituzionale tra Soprintendenza, Demanio, Provincia di Firenze, Liceo Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze, per altri invece c’è un disegno – interessi particolari che ancora non solo non sono emersi, ma che non si riescono nemmeno ad individuare. “Voi giornalisti dovreste indagare meglio, forse sollevereste del marcio” dice un anziano signore al termine della conferenza stampa indetta ieri dall’Istituto. Una conferenza stampa tra opere d’arte riprodotte, ed immortalate anche in alcuni film internazionali e famosi, dove all’unisono scuola, nella persona della Dirigente Anna Maria Addabbo, insegnanti, prof. Tindaro Pizzo, rappresentante sindacale degli insegnanti, genitori, nella persona della mamma Daniela Sasselli, presidente del Consiglio d’Istituto, e alunni, nella persona di Damiano Del Guasta, uno dei tre rappresentanti degli studenti, sono tutti concordi.

Di sicuro prima o poi ci scapperà il morto, ma non nel senso che si uccideranno a duello, come avveniva tra pistoleri nell’antico Far West, ma perché “prima o poi uno studente, un insegnante, un lavoratore dell’Istituto, come anche un semplice cittadino – e sono tanti quelli che usufruiscono dell’ampio parco antistante l’Istituto – rischia di non essere soccorso in tempo perché le ambulanze non possono entrare nel parco a causa della sbarra della Soprintendenza”, denuncia il prof. Tindaro Pizzo, rappresentante sindacale degli insegnanti e responsabile dell’Istituto per la sicurezza .

Ostacoli che sono non solo oggettivi, come la sbarra elettrica “che non si riesce a far funzionare quasi mai perché l’addetto è sempre latitante”, come denunciano la maggior parte degli insegnanti,  “ma soprattutto ostacoli burocratici”, come denuncia invece la rappresentante dei genitori. Per non parlare poi del fatto che non esiste una illuminazione in tutto il parco, indispensabile per garantire un minimo di sicurezza, soprattutto quando ci sono gli scrutini, che si protraggono sempre fino a tarda sera.

Lungi da noi pensare cosa accadrebbe se scoppiasse un incendio all’Istituto d’Arte – che tra l’altro custodisce delle vere e proprie opere d’arte uniche al mondo – i Vigili del Fuoco non riuscirebbero ad entrare nel parco della Pace e raggiungere l’antico edificio, che dal 1924 è dato in uso perpetuo alla scuola.

Nel 2009 l’allora consigliere provinciale Luca Ragazzo aveva addirittura presentato in Palazzo Medici Riccardi una mozione ufficiale, che a quanto pare non deve essere servita a nulla.

La colpa qui è tutta della Provincia, nella persona dell’Assessore alla scuola Giovanni Di Fede che, anche se avesse fatto qualcosa, non è stato sufficiente.

“Lo scorso 11 maggio alle 10,35 un ambulanza, accorsa per soccorrere una studentessa che si era sentita male – denuncia il Prof. Pizzo – non è potuta entrare e il medico e gli infermieri hanno dovuto fare la spola tra l’istituto e l’ingresso veicoli posto in via Madonna della Pace”.

Infatti l’ accesso incriminato, dove si trova la sbarra in carico alla Soprintendenza, si trova in questa strada, mentre il cancello che si affaccia su Porta Romana, non solo chiude ad una certa ora del pomeriggio, come tutti i giardini pubblici, anche qui in carico alla Soprintendenza, ma poi da qui non entra più nessun veicolo da anni.

Allora prima che uno dei 1.000 studenti o uno dei 150, tra docenti e personale non docente, muoia per mancato ingresso ambulanza dal cancello di pertinenza della Soprintendenza, è forse bene che l’Assessore Di Fede prenda una soluzione definitiva, anche con un atto di forza verso tutti questi enti, prima che lui e la Provincia vengano condannati da un tribunale in caso di morte di qualcuno.

Si, perché “la sicurezza – sottolinea il Prof. Pizzo – deve essere garantita dalla Provincia, e ad oggi la Provincia di Firenze questa garanzia non la sta dando”.

Che almeno il Presidente Andrea Barducci intervenga prontamente a sistemare le cose prima che ci scappi il morto.

A quanto pare il tragico episodio occorso allo stadio di Pescara al calciante del Livorno, Piermario Morosini, non è servito a niente.

Qui a Firenze una sbarra elettrica della Soprintendenza rischia di far morire una persona per mancato accesso ad
ambulanze, vigili del fuoco, forze dell’ordine. 

Manca semplicemente un campanello e un citofono, a cui potrebbe rispondere il nostro personale dalla portineria dell’Istituto” dice la Dirigente Addabbo.

Cose dell’incredibile nel 2012.

Foto: www. anticasadirenzo.wordpress.com
 

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