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Fisco, Briziobello (Litaliaintesta): “Stop alle vessazioni e all’approssimazioni” Dibattito politico

Firenze – Pubblichiamo la presa di posizione sui provvedimenti fiscali di Paolo Briziobello, commercialista torinese e presidente dell’Associazione di Cultura e Politica Litaliaintesta.

“Stiamo assistendo ad una incredibile e raffazzonata valanga di provvedimenti di natura fiscale che stanno stravolgendo le metodologie e i carichi di lavoro non solo degli studi professionali ma, per naturale effetto a cascata, le vite di migliaia di persone, soprattutto di piccole e medie imprese che troppo spesso ci si dimentica rappresentano una larghissima fetta del cuore pulsante – e di contribuente pagante –  della nostra economia e del nostro sociale. Ad oggi pare che questa rivoluzione sia volutamente tenuta “sottotraccia” a livello mediatico; solo gli operatori del settore ne parlano. In realtà l’impatto sarà violentissimo e una ampia platea di contribuenti non è affatto pronta all’operatività. Peraltro, oltre alle nuove metodologie e alle ripetute modifiche in corso d’anno, con ripetuti cambi in corsa, chi sosterrà i costi di tutte queste operazioni? Si rende conto l’Agenzia delle Entrate che in una situazione di crisi economica ormai cronica, l’introduzione in corso d’anno di continue modifiche ed aggiustamenti comporta spesa di enormi risorse, in termini di tempo e di denaro, per gli operatori del settore? Tra nuovi regimi non ancora chiariti, nuovi adempimenti e modifiche dell’ultimo minuto addirittura sulle modalità di pagamento delle imposte con F24, chi pagherà il conto?”

Un fermo richiamo al fisco alla conoscenza della vita reale per commercialisti e aziende, che tira in ballo anche gli Ordini Professionali e le Associazioni di Categoria.

Prosegue Briziobello “A Febbraio, per la prima volta nella storia, i commercialisti provarono a organizzare uno sciopero fiscale, poi rientrato. Oggi, più che mai, occorre avere coscienza del ruolo sociale e fondamentale della nostra professione. Che non può e non deve limitarsi ad accettare supinamente le continue modifiche in corso d’anno, a più riprese. Il lavoro degli Studi si sta trasformando in una guerra, dove i professionisti si trovano a dover interagire con contribuenti disorientati e sconcertati, a cui spesso corrisponde lo sconcerto ed il disorientamento del professionista medesimo che non riesce a fornire risposte certe, viste le continue modifiche che giungono a pioggia da Roma”.

Che conclude: “Mai come adesso urge una immediata, seria e consapevole presa di posizione della categoria, a tutela della trasparenza e della buona riuscita del rapporto Contribuente-Fisco. Non è più tempo di accontentarsi delle rassicurazioni verbali puntualmente smentite da nuove modifiche e incombenze che sommergono gli studi e i contribuenti, occorre agire in fretta e fermare questa escalation di provvisorietà. Lo stato di frustrazione di migliaia di commercialisti è ben chiaro in rete, sui social. Forse che in Via Cristoforo Colombo pensano di vivere sulla luna? Uno sciopero fiscale in coincidenza delle prossime scadenze di pagamento legate alle dichiarazioni dei redditi, in assenza di risposte definitive e certe, sarebbe certamente una risposta. Bisogna arrivare a questo? Il Ministro Padoan è consapevole di tutto ciò?”

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