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“Flight”, dramma umano tra cielo e terra Cinema

Whip Whitaker è un pilota di linea eccezionale dedito al consumo eccessivo di alcool e droga. A causa di un guasto meccanico l'aereo che pilota precipita ma la sua prontezza riesce a salvare il volo da un terribile incidente diventando un eroe. Le indagini riguardo il malfunzionamento all'origine della situazione portano alla luce la dipendenza da sostanze stupefacenti del pilota. Whip avrà bisogno di tutto l'aiuto possibile per non diventare il capro espiatorio esemplare per il grave incidente accaduto.

A dodici anni di distanza da “Cast Away”, suo ultimo film con attori reali, e messo da parte il periodo sperimentale con l'animazione digitale in performance capture, che ha portato sullo schermo un grande esempio di cinema in 3D con “A Christmas Charol”, ritorna Robert Zemeckis con un eccezionale dramma sulla dipendenza con un altrettanto grande Denzel Washington.

Un dramma nato dalla penna di John Gatins, autore di “Real Steel” e “Coach Carter”, che – dopo un'esperienza come consulente tecnico sul set di un film di guerra in cui si è trovato a stretto contatto con dei piloti della marina che hanno condiviso con lui le loro (dis)avventure in volo – ha messo nero su bianco la storia di un pilota in conflitto tra l'amore per la libertà che prova nel cielo azzurro e il suo alcolismo che lo spinge sempre più addentro al baratro dell'autodistruzione. Grandissima la prova d'attore di Denzel Washington, che si guadagna un'altra nomination all'Oscar, nel ruolo di un uomo consapevole del proprio problema ma incapace di reagire e combattere, pronto a mentire per difendere il proprio sregolato stile di vita.

Accanto a lui una galleria di personaggi messi a nudo nella loro umanità: la drogata Nicole in cerca di una redenzione dal suo passato sregolato e che tenta in ogni modo di aiutare Whip a uscire dall'alcolismo; l'avvocato senza scrupoli Hugh Lang, consapevole della colpa morale del suo assistito ma altrettanto convinto della sua innocenza che sfrutta ogni suo aggancio per salvarlo; fino ad Harling Mays, un eccezionale John Goodman in camicia fiorita spuntato direttamente dagli anni Sessanta, spacciatore amante della vita incurante di tutto il male che può portare ai suoi clienti.

Ma il protagonista assoluto rimane sempre l'attore Denzel Washington che si dona anima e corpo a questo scomodo e difficile personaggio, un uomo così preso dal proprio egoismo da non riuscire a stabilire una sana relazione con gli altri. Capace da un lato di accettare la propria dipendenza, “sono io ad aver scelto di bere” dirà a Nicole, ma incurante dei problemi che li procura. I silenzi e i primissimi piani del suo viso martoriato dall'incidente riflettono tutta la fragilità di una persona che ha mentito per tutta la sua vita e che si trova di fronte alla scelta di mentire per salvare la sua carriera oppure prendersi la responsabilità di ammettere le proprie colpe. Una difficile scelta che dovrà essere presa prima della fine.

Flight” è un gradito ritorno al live-action di un grande regista che ci ha regalato pellicole eccezionali come “Forrest Gump” e la trilogia di “Ritorno al Futuro”. Con una regia sempre attenta e capace di alternare momenti di grande tensione, la scena dell'incidente aereo su tutte, con momenti di profondo intimismo, Zemeckis mette lo spettatore a conoscenza di tutto fin da subito eliminando qualsiasi dubbio sull'innocenza del capitano Whitaker per poi addentrarsi nel suo animo senza darci un giudizio morale ma una piena comprensione della difficile umanità di un uomo sprofondato nel baratro dell'alcolismo e incapace di reagire.

Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: John Gatins
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 138'
Interpreti: Denzel Washington, John Goodman, Don Cheadle, James Badge Dale, Melissa Leo, Bruce Greenwood
Fotografia: Don Burgess
Montaggio: Jeremiah O'Driscoll
Produttore: ImageMovers, Paramount Pictures, Parkes/MacDonald Productions 

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