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Florence dance festival: quattro allegorie sull’uomo contemporaneo Spettacoli

Firenze – Il meraviglioso mistero della natura, l’ossessione del tempo che può ridurre l’esistenza a un inseguimento ossessivo senza scampo, il viaggio del corpo alla conquista dello spazio in una successione di creazione e distruzione e gli stati diversi delle relazioni interpersonali in un mondo chiuso ma solidale.

Quattro diversi racconti presentati ieri da altrettanti giovani coreografi nello spettacolo “Moonlight in the round” che ha concluso il 14 luglio la sezione “Twilight in the round”  il Florence Dance Festival  diretto da Marga Nativo e Keith Ferrone.

Le quattro compagnie che si sono alternate sulla grande pedana allestita nel Chiostro Grande di Santa Maria Novella fanno parte delle circa 130 che hanno risposto alla Call for artists, il bando per coreografi e  danzatori europei emergenti. Fra i partecipanti la direzione artistica ha selezionato quelli che hanno dato vita alla particolare sezione di uno dei più seguiti festival della danza contemporanea giunto alla sua 32° edizione.

Nella serata lunare, davanti a un pubblico folto e appassionato, si sono esibite la Compagnia Bellanda, di Gorizia, con il pezzo Aganis (coreografia di Giovanni Leonarduzzi), Clémence Juglet, coreografa e danzatrice francese con “I need to”, la compagnia fiorentina H-ur con Huracan (coreografia di Sofia Casprini e Loreddana Tarnovschi) e l’israeliana Lior Tavori Dance Company con Mars (coreografia di Lior tavori).

Aganis – Di grande impatto tecnico e visivo la performance delle cinque danzatrici, altrettante ninfe acquatiche tipiche delle montagne del Friuli, che si destano al sorgere della luna piena. Per lo spettatore è come guardare al microscopio organismi viventi in continuo movimento e cambiando forme e formazioni come sospese su un grande specchio d’acqua. La grande padronanza del corpo permette alle cinque interpreti una assoluta e spesso inedita creatività del loro unirsi e abbandonarsi.

Solo per pochi istanti le ninfe rivelano ciascuna la propria singola identità. Non c’è gioia in questi esseri magici di tempi lontani. La luce della luna le allontana dalle emozioni degli umani, indifferenti di quanto accade intorno a loro. La musica dal preludio di Tristano e Isotta di Wagner è la sottolineatura di un’epopea che non ci riguarda. L’umanità paga lo scotto della sua illusione di poter sottomettere la natura.

I need to – Il pezzo di Clémence Juglet, tentativo impossibile di addomesticare il tempo è un esempio molto ben riuscito di danza su una base di musica elettronica (Tuesday and Wednesday di Leon Afterbeat). Vale la pena   “mantenere un’immagine idealizzata di sé al punto da ignorare il proprio valore e la propria ricchezza a favore del lavoro”?

Mars – Mars della compagnia israeliana è un’allegoria della ricerca della coscienza corporea e spaziale. Come se fosse su un altro pianeta anche qui sulla terra ciascuno deve costruirsi regole per raggiungere la pienezza della propria individualità. “Tutto solo ho fatto le regolazioni, ho misurato le distanze, oggi sto cancellando i confini”, dice il testo che li presenta sul programma di sala. I quattro danzatori provengono dal Kibbutz di Beersheba ai margini del deserto del Negev. La coreografia in diversi quadri racconta il processo di liberazione dalle rigide regole comunitarie per raggiungere la piena consapevolezza delle esigenze più profonde dell’individuo.

Huracan – Quello danzato da Sofia Casprini con musica live progettata da Andrea Giorni è stato il pezzo più emozionante della serata grazie all’incredibile capacità della danzatrice di dominare lo spazio al punto da apparire, nel chiarore spettrale della luna, dotata di un’imponenza e di un’energia molto al di sopra della sua reale complessione fisica. Nascita, distruzione e trasformazione, non senza dolore, sono i tre passaggi attraverso i quali Sofia, uscendo da una sorta di placenta azzurra a strisce rosse, interagisce con l’ambiente che esiste solo perché il suo corpo lo disegna. Come Shiva Nataraja, la divinità indù che crea il mondo danzando.

 

Il Florence dance Festival “Future Perfect 2 . La potenza in atto prosegue il 16 luglio alle 21.30 al Chiostro grande con La Divina Commedia della Compagnia KAOS Balletto di Firenze. Coreografia: Francesco Mangiapane, Kristian Cellini, Roberto Sartori. Musica: musiche originali di Stefano Simmaco , AA.VV. Danzatori: Federica Capozzoli, Letizia Filippucci, Francesca Vitillo.

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