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Florence jewllery week, alla scoperta della magia delle arti orafe Cultura

Firenze – Florence jewllery week è la prima edizione di un nuovo progetto organizzato da “LAO –Le arti orafe” e totalmente dedicato al mondo del gioiello e al rapporto fra ricerca artistica , artigianato e design. Una settimana di incontri con artisti provenienti da tutto il mondo, perfino dall’India e dall’Africa (Rwanda), paesi che hanno mantenuto una tradizione artigiana importante e originale .Gli artisti invitati sono una dozzina .Citiamo almeno Philip Sajet per la sua dichiarazione: Please, no diamonds today e Xavier Monclus : Objet trouvé , che sintetizzano lo spirito della manifestazione.

Infatti tutto l’Oltrarno è ingioiellato, ma di gioielli non –gioielli, piuttosto di piccole sculture: casine a forma di spilla, con tutti i dettagli possibili; addirittura piccoli racconti in miniatura , come la volpe e l’uva. Talvolta i metalli sono dipinti a colori vivaci così da sembrare piccoli quadri incastonati, alla Colder. Comunque il fatto interessante è il recupero di materiali semipreziosi, bellissimi prodotti di mineralogia , senza i costi inarrivabili che allontanano i comuni mortali . Degli artigiani-artisti molti sono ex studenti del Lao , che hanno ormai studi propri. Si va dallo storico Atelier degli Artigianelli ,da sempre centro di saperi mai dimenticati ,alle gemme di Nadine Kieft; al Naa Studio e alle Officine Nora . Alcuni sperimentano materiali e metalli vari o di recupero come.-. lo dice il nome .-.” Reciclo Firenze”, di Via Romana. Altri addirittura s’incrociano con il teatro e la moda. Non mancano i maestri più accreditati come Giovanni Manetti di bg. San Jacopo che sa maneggiare ogni tipo di materiali, preziosissimi o meno, dando vita a gioielli sempre sorprendenti. Sono presenti, in un modo o nell’altro, tutti gli specialismi , chi per la tecnica a piuma (Mazzanti) , chi per lo sbalzo e il cesello (Foglia ) o l’incisione a bulino (Vinattieri). Comunque , le piccole mostre , che rinviano ai laboratori veri e propri, permettono un giro per la vecchia Firenze artigiana, spesso nascosta, dalla prestigiosa sede della Fondazione Salvatore Romano in Santo Spirito .-.dove non finisce di stupire il contrasto fra l’ambiente aulico e le sperimentazioni del contemporaneo.-. a gallerie come Zetaeffe di V. Maggio , l’ Istituto Pio Bardi di V. Michelozzi ; ai laboratori di V. dei Velluti e di via de’ Preti . Un itinerario , insomma, che non delude e testimonia che ,pur fra tante difficoltà, l’artigianato d’arte , anche giovane, non è finito.

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