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Flusso di denaro dall’Europa, Toscana pronta a ingranare la marcia Economia

Firenze – Toscana pronta a prendere al balzo l’opportunità rappresentata dall’operazione a targa Bce denominata quantitative easing (che parte proprio oggi): la speranza si basa su alcuni dati circa la consistenza e l’andamento della stretta al credito nella nostra regione. Per la Toscana, utilizzando l’analisi fatta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre a sua volta basata su dati di Bankitalia, la serie che riguarda gli impieghi a famiglie e imprese rilasciati dalle banche nel periodo fra il 2011 e il 2014, offre sì il quadro di una tumultuosa contrazione del credito a famiglie e imprese da un lato, ma dall’altro, nell’ultimo anno, di un leggero miglioramento. In Toscana, dai 105.677 milioni di impieghi al 31 dicembre 2011, si passa ai 102.194 del 31-12-2013, ai 102.875 milioni del 31 dicembre 2014. Con un leggerissimo apprezzamento in termini percentuali nell’ultimo anno: mentre la variazione 2014/2011 è ovviamente negativa, -2,7%, nell’ultimo anno, come accennato, sembra tornare un filo d’ossigeno: +0,7%.

Una leggera ripresa del credito dunque, che comunque, si inserisce nel rallentamento del credit crunch registrato in tutta la penisola nell’ultimo anno:  tra la fine del 2013 e lo stesso periodo del 2014 gli impieghi in Italia sono diminuiti “solo” dello 0,9%, mentre, se si considera l’intero periodo 2011/2014, risulta una contrazione pari a -7,4%. Senza dimenticare che l’Italia, se si considerano le operazioni di rifinanziamento a lungo termine lanciate dalla Bce fra il 2011 e il 2014, ha ricevuto 305 miliardi di prestiti da Francoforte. Che comunque, dati alla mano, non hanno arrecato molto sollievo ne’ ad aziende ne’ a famiglie per quanto riguarda l’accesso al credito.

Tornando al quantitative easing marca Draghi, nonostante sia stato oggetto di molte discussioni e annunci, ricapitoliamo di cosa si tratta: la Bce si impegna ad acquistare titoli dei settori pubblici e privati per un ammontare di 60 miliardi di euro al mese, per un’erogazione complessiva, fino al prossimo settembre 2016, di oltre mille miliardi di euro. Di questa massa di denaro all’Italia dovrebbero “toccare” tra i 130 e i 150 miliardi di euro. Va da se’ che obiettivo dell’intera operazione sia reimmettere liquidità nell’intero sistema contrastando la stretta al credito che, nell’ultimo triennio in Italia, come già visto, ha subito una contrazione del 7,4 per cento. Vale a dire, in valore assoluto, come calcola la Cgia, un segno meno sui prestiti pari a 110 miliardi di euro.

E la Toscana, in questo rutilare di cifre e percentuali? La speranza è che l’immissione di liquidità anti-credit crunch possa, nella nostra regione, dare frutti sulle ali di un vento favorevole che ha già cominciato, seppure lentamente, a spirare.

Intanto, notizie di agenzia informano che la Bce ha iniziato a comprare anche titoli di Stato italiani stamattina, giorno del lancio del Qe.  Francoforte ha già acquistato titoli di Stato di Germania, Francia e Belgio.

 

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