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Focus ippodromi toscani: sette centri pronti a diventare motore di sviluppo Economia

Firenze – Un convegno ad hoc per gli ippodromi toscani, il loro stato di salute e le prospettive future. Un appuntamento che ha messo sotto la lente i sette ippodromi toscani ancora in attività, e precisamente Torricella di Capalbio (Grosseto), Visarno di Firenze, Dei Pini di Follonica, Casalone di Grosseto, Caprilli di Livorno, Sesana di Montecatini Terme e San Rossore di Pisa. ”Gli ippodromi toscani nel quadro del sistema ippico nazionale. Prospettive per una politica di filiera” il titolo dell’iniziativa, che è stata organizzata dalla Commissione Agricoltura del Consiglio regionale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della commissione Loris Rossetti. Argomento principale la crisi del settore, che interessa da anni allevamenti, corse, scommesse. Che tuttavia può essere controbilanciata: ”Molti degli ippodromi attivi in Toscana – ha rilevato Rossetti – potrebbero ancora produrre un’economia locale specifica, specializzata, che risponda, oltre che a logiche sportive supportate dal sistema di scommesse, ad uno sviluppo rurale integrato con il territorio”.

Una prospettiva verso cui la Regione, ricorda Rossetti, ha cercato di indirizzare le proprie scelte cercando di attivare una programmazione dell’intera filiera ippica, sia nel Piano regionale agricolo e forestale (Praf), sia negli interventi comunitari previsti dal Piano di sviluppo rurale.

”La Toscana ha il maggior numero di ippodromi, ha raggiunto livelli di eccellenza internazionale, ha le migliori scuderie di allenamento”, ha sottolineato il vicepresidente della commissione Roberto Benedetti, che ha anche ricordato la presenza in Toscana della più grande scuderia di allenamento del trotto, così come la più grande del galoppo. “Ci sono le condizioni – ha detto – affinché la Toscana, tra le molte caratteristiche di eccellenza che la contraddistinguono, venga riconosciuta anche come la regione del cavallo”.
Al centro della discussione che si è sviluppata dopo la conclusione dei numerosi interventi, le incertezze dell’annunciata riforma del settore ippico nazionale, che rendono più complicata una politica organica a livello regionale, in grado, a partire dal cavallo e dagli allevamenti, come pure dalla formazione professionale degli addetti, di assicurare prospettive al
settore.

Infine la giornata è stata conclusa dall’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, che ha posto l’accento sulla necessità, ma anche sulle difficoltà, di “fare sistema”. “E’ la cosa più complicata che si possa chiedere ad ognuno di noi, perché significa mettere in discussione le nostre certezze – ha osservato – il mondo, ormai, fuziona sulle reti. Non c’è spazio per risposte individualistiche. C’è bisogno della vostra collaborazione competitiva, quella competizione che non punta a prendere il più possibile della torta data, ma ad accrescere la torta per dividersi quello che c’è in più. Sono queste le politiche di filiera, che puntano alla conquista di nuove quote di mercato”.

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