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Focus Ires: lavoro in Toscana, voucher, cresce la valanga Breaking news, Economia

Firenze – Si potrebbe parlare del “balzo dei voucher”, per quanto riguarda l’economia toscana: secondo i dati presentati dalla Cgil regionale nel focus sull’economia realizzato da Ires e presentato ieri mattina,  si stima che i voucher lavoro in Toscana a fine anno supereranno quota dieci milioni. Secondo l’Ires infatti nei primi otto mesi del 2016 sono stati venduti 7,1 milioni di voucher, con un aumento del 42,4% sul 2015, anno in cui si era registrata una crescita del 85,5% sul 2014.

Non solo. Il problema è anche, di nuovo, il deteriorarsi del mercato del lavoro. Infatti, a fronte di qualche miglioramento del tasso di disoccupazione che passa dal 10,2% al 9%, unito ad un aumento del tasso di occupazione che presenta un valore positivo di quasi due punti percentuali, si potrebbe pensare a un miglioramento generale. Ma attenzione, dice il sindacato, sono i dati INPS a restituirci il vero volto del lavoro in Toscana. Ed eccoli: nei primi otto mesi del 2016 le assunzioni sono diminuite complessivamente del 7% con un particolare decremento dei contratti a tempo indeterminato (-31,3% su anno). In alternativa crescono del 4,5% i rapporti a termine. “Il lavoro stabile viene sostituito, e solo in parte, da quello instabile – dicono dalla Cgil – e il peggioramento della qualità del lavoro è confermato dall’aumento spropositato di voucher”.  

Inoltre, a preoccupare è l’aumento della cassa integrazione oltre al numero di coloro che percepiscono i trattamenti di disoccupazione (Aspi; Naspi, Discol etc), in crescita di 16. 475 unità in un anno. Una situazione, per quanto riguarda l’economia reale, che l’Ires definisce “stagnante”, dove il credito non offre lo stimolo necessario, quello che, commenta la Cgil, “ci si aspetterebbe dal sistema bancario”. Impieghi ancora in discesa, soprattutto nel comparto delle costruzioni, unico segnale  in controtendenza, il ridimensionamento delle sofferenze.    

Il sindacato sui dati Ires conferma  inoltre, per il 2016,   la tendenza di una crescita al di sotto delle aspettative. Riguardo al 2015 il dato assestato, rilasciato da Prometeia, evidenzia un impercettibile movimento positivo del PIL toscano in termini reali (+0,3%) con una revisione al ribasso di 5 decimi di punto nei confronti delle precedenti stime aggiornate ad aprile.

Ed eccoci arrivati al nodo, continuamente segnalato di questi tempi e da tempo:  il trend degli investimenti si mantiene ad a un livello decisamente insufficiente a invertire il ciclo economico. Se non ci sono investimenti “interni”, o meglio se quelli che ci sono sono troppo t6imidi per forzare il ribaltamente delle negatività, allora ne deriva che è necessario ancora una volta affidarsi all’export, per assicurarsi un comunque incerto equilibrio. “Le nostre previsioni ci danno infatti per i prossimi due anni una crescita, ancorché non esplosiva, delle esportazioni toscane, soprattutto di nuovo nella meccanica e, forse, nell’agricoltura”, spiega il sindacato.

 Il problema è: quanto durerà questa favorevole contingenza? “Non è facile da prevedere – si legge nella nota – anche sul commercio internazionale pesano infatti, grosse incognite (Brexit, protezionismi di ritorno nell’America di Trump)”.

 

 

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