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Fondazione Don Gnocchi, domani presidio Cronaca

Firenze – “La Fondazione Don Gnocchi deve ritirare la disdetta del CCNL e ripristinare tutte le condizioni di lavoro e di trattamento economico in vigore prima dello scellerato Accordo,  per questo USB ha già presentato una formale diffida”. Sono bellicosi, i toni che l’Usb riserva alla Fondazione Don Gnocchi, celeberrima onlus con sede a Milano che ha la sua fondamentale funzione nella riabilitazione di soggetti affetti da disabilità connaturate o meno, giovani e anziani. Una Onlus ben conosciuta in quanto partner di molte realtà regionali sanitarie, grazie anche alla competenza dei suoi staff. Ebbene, come preannunciato proprio da Stamp la settimana scorsa, il pentolone delle rivendicazioni degli operatori sta per essere scoperchiato, e domani i sindacati danno appuntamento ai lavoratori per un presidio che si terrà dalle 14 alle 15 davanti alla sede della Fondazione stessa, in via di Scandicci 269, a Firenze.

Il presidio è annunciato da una nota della Cgil.Il 6 ottobre scorso la Fondazione don Carlo Gnocchi ha disdetto il Ccnl Sanità Privata, un’azione gravissima, l’ennesimo tentativo di ridurre il costo del lavoro, facendo pagare ai lavoratori una crisi generata da chi ha diretto la Fondazione per anni. Inaccettabile anche perché i lavoratori hanno già dato moltissimo. Attraverso un accordo temporaneo, infatti, hanno già regalato alla Fondazione un pacchetto di 80 ore e 2 giorni di ferie pro capite”. Un accordo che era stato firmato da Cgil Cisl e Uil, senza la partecipazione dell’Usb.

Ed è proprio l’Unione Sindacale di Base a inviare alla dirigenza della Onlus le parole più dure: “Quando due anni fa è stato firmato un accordo che tagliava pesantemente il salario delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione Don Gnocchi e che “regalava” lavoro gratuito, si diceva che i sacrifici sarebbero serviti ad evitare ben più gravi conseguenze sul piano occupazionale. Si è richiamato anche lo spirito di solidarietà, in un luogo di lavoro che ancora gode dell’aura di attività benemerita, si è abusato del nome del suo fondatore e si sono chiusi gli occhi sulla mutazione genetica in corso e sulla ormai chiara “vocazione” profit della stessa”.

Inoltre, l’Usb denuncia: “Ancora oggi non sono noti i dati veri di bilancio, ma solo generiche dichiarazioni di oneri finanziari insostenibili: da dove arrivano, chi li ha provocati, quanti sono ?…” chiede il sindacato, che allarga il tiro: non solo la Fondazione Don Gnocchi sarebbe in questo grave stato di grande disagio per i lavoratori, ma anche altre fondazioni. Una situazione figlia, dice l’Usb, ” di scelte politiche a favore del privato compiute in questi anni sia a livello ministeriale che a livello delle Regioni”. 

 

 

 

 

 

 

 

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