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Foreste punti di equilibrio, allarme di Confagricoltura: “Aumenta l’abbandono” Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Foreste come ciambelle di salvataggio ambientale, veri e propri punti di equilibrio per un sistema naturale fortemente provato dall’impatto umano e del cambiamento climatico. Eppure, anche nella nostra Regione, che vede oltre il 50% del territorio coperto dalla coltre boschiva, si alza un grido d’allarme che grida all’abbandono. Abbandono foriero di incendi e dissesto idrogeologico, ma anche della perdita di cultura, sapienze, maestria, circoli economici virtuosi che coinvolgono intere filiere. L’allarme, forte e chiaro, è stato lanciato oggi 17 settembre da Confagricoltura Toscana , nel corso del convegno che si è svolto nello Spazio istituzionale associativo G20 Agrinsieme in piazza della Repubblica a Firenze nell’ambito del G20 dell’agricoltura.Tra i partecipanti Stefania Saccardi, vicepresidente Giunta Regionale Toscana e assessore all’agricolturaMarco Neri, presidente di Confagricoltura ToscanaMarco Scaltritti, vicepresidente sezione coltivazioni legnoseSandro Pieroni, dirigente settore forestale della Regione ToscanaGiovanni Ciniero, Consorzio forestale Villa Basilica.

La soluzione del problema dell’abbandono boschivo non può prescindere, come richiesto da Confagricoltura, dall’avere a disposizone più risorse per le attività agricole e quelle di valorizzazione del territorio. “Chiediamo che la Regione faccia pressione affinché sia riconosciuto nel Pnrr un finanziamento adeguato per sostenere le attività boschive che sono elemento fondamentale per trovare l’equilibrio tra le emissioni di gas serra e il fabbisogno di ossigeno – ha detto il presidente Neri – i temi della sostenibilità ambientale e della sicurezza sono sempre più cruciali, pertanto, a nostro avviso, serve un intervento nazionale oltre che regionale per raggiungere gli obiettivi di messa in sicurezza”.

A fare il punto sullo stato di salute del territorio toscano è stato il vicepresidente della sezione coltivazioni legnose di Confagricoltura Toscana, Marco Scaltritti. “Lo stato del settore forestale in Toscana non è buono – ha esordito -,  il mercato della filiera è in crescita, c’è richiesta, ma il rapporto con le istituzioni sul sostegno di cui necessita il settore invece è marginale.La Toscana ha 1,25 milioni di ettari di superficie forestale, pari a oltre il 53% del territorio della Toscana, ed è cresciuta del 5,8% negli ultimi dieci anni. La superficie forestale aumentando ha sottratto terreno agricolo, ormai è bosco incolto, quindi, meno resiliente in caso di incendi e a più alto rischio dal punto di vista idrogeologico. E’ necessario semplificare le procedure autorizzative per le attività di valorizzazione del bosco e dare un maggior sostegno ad agricoltori e aziende. L’obiettivo che ci siamo posti – ha concluso Scaltritti – è di mantenere un livello di finanziamento al settore agricolo intorno al 15% di tutte le risorse del Psr e attualmente siamo al di sotto di questa soglia”.

Rassicurazioni agli agricoltori sono arrivate da Sandro Pieroni, dirigente settore forestale della Regione Toscana, per il quale “lo stanziamento delle risorse per intervenire in via preventiva sono prioritarie, lo confermano i vasti incendi che abbiamo visto nelle regioni del sud Italia. In Toscana abbiamo un’organizzazione molto efficiente per quanto riguarda il contrasto agli eventi calamitosi. Nonostante si registrino molti eventi, oltre i 500 l’anno di media, siamo in grado di mantenerli su una superficie limitata. Siamo la Regione d’Italia con la migliore performance da questo punto di vista. La lotta attiva – ha aggiunto – funziona bene, ma è chiaro che serve lavorare di più sulla prevenzione per imprimere un vero cambio di passo e, prima di tutto, servono risorse da investire. Negli ultimi sei anni, dal 2016 ad oggi, la Regione Toscana ha investito circa 135 milioni di euro di fondi strutturali nel settore forestale, di cui quasi la metà nella prevenzione. Ci auguriamo che queste risorse europee non diminuiscano, ma anzi, che ci sia qualcosa in più per affrontare meglio la tematica della prevenzione”.

Sul tema delle risorse arriva a stretto giro l’annuncio della vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, che, nelcorso del suo intervento, ha assicurato che nel periodo 2021-22, la Regione aggiungerà altri 25 milioni di euro ai 134 milioni già stanziati per le foreste per il periodo 2014-2020.

“E’ indispensabile intervenire per mitigare il quadro complessivo dei rischi anche con azioni in cui l’ente pubblico si vada a sostituire al proprietario, spesso difficilmente individuabile – ha detto Saccardi – Abbiamo pertanto stabilito di incrementare la dotazione finanziaria. E’ stata una decisione frutto anche del metodo concertativo che abbiamo adottato nei rapporti fra istituzioni e associazioni di rappresentanza delle imprese per capire i veri problemi e rispondere con politiche attive di sviluppo”.

A novembre sarà dunque pubblicato il nuovo bando della sottomisura 8.3 ovvero quella dedicata alla prevenzione dei rischi idrogeologico e di incendio boschivo e avrà una dotazione di 11,5 milioni di euro.

A marzo del 2022 sarà aperto il bando della sottomisura 8.6 che riguarda l’acquisto di attrezzature in campo forestale e avrà una dotazione di 5 milioni di euro. Nel frattempo è stato approvato lo scorrimento delle graduatorie  per circa 8,2 milioni di euro anche per  sottomisure 8.3, cioè la prevenzione rischio idrogeologico e la 8.5 cioè la valorizzazione del bosco con sentieri, rifugi, attività di ricavo non legnoso.

“La Toscana – ha proseguito Saccardi – è tra le regioni più boscate d’Italia, con i suoi 110 mila ettari di foreste che valgono un quinto del demanio nazionale; ha dei doveri di fronte a questo immenso patrimonio: da un lato mettere in atto azioni di conservazione, di ripristino e di gestione sostenibile delle foreste, a beneficio dell’ambiente e dell’economia. Secondo il World Economic Forum, la buona gestione delle foreste infatti potrebbe generare 190 miliardi di euro in opportunità commerciali e 16 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2030. Dall’altro lato dobbiamo garantire la formazione e la specializzazione degli operatori perché effettuino le operazioni in maniera corretta, ma soprattutto in sicurezza.  E’ quindi una priorità tutelare i proprietari e le imprese del settore che con tanta fatica e sacrificio lavorano tutti i giorni a sviluppare questa millenaria attività forestale che ha generato e prodotto l’attuale bellezza delle nostre foreste e del nostro splendido paesaggio, valore aggiunto dell’ambiente toscano”.

 

 

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