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Forum Movimenti per l’Acqua: “Voragine inghiotte il modello toscano” Cronaca

Firenze – Scompare inghiottito dalla voragine che si è aperta sul Lungarno Torrigiani il modello toscano di gestione idrica. E’ questo che che pensa e scrive il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, che spiega: “La mala gestione del territorio è una costante del modello toscano, della gestione misto pubblica-privata, approfittatrice del servizio idrico che fa dell’acqua una merce e delle manutenzioni un costo in bolletta che produce milioni di euro che poi scompaiono magicamente”.

Il nodo è sempre quello anche per il Forum: a fronte dei centinaia di milioni di euro che incassa Publiacqua, “come utenti e cittadini – scrivono i Movimenti – ci amareggia constatare che in sostanza Publiacqua e così tutti gli altri gestori idrici toscani,  non opera gli investimenti in programma a cui sono legate le tariffe applicate alle bollette”.

Altro tema, il mai dimenticato referendum sull’acqua,  con cui i cittadini si espressero in  contro le gestioni private, chiedendo che l’acqua venisse sottratta al mercato e gestita come bene comune. ” Mentre la politica, sia prima che dopo il referendum – ricorda il Forum –  ha sempre sostenuto che la gestione “privatistica” dell’acqua è necessaria per garantire gli elevati investimenti necessari al settore”.

E così, si giunge all’esempio toscano. “In Toscana, dove per primi abbiamo aperto le porte ai privati, paghiamo l’acqua più cara d’Italia per un servizio che non è in grado di assicurare qualità e sicurezza dei nostri acquedotti – si legge –  la voragine che si è aperta nel cuore di Firenze impone una riflessione sul modello di gestione del servizio idrico operato da chi ci amministra. Quando il gestore è una Società per Azioni, che alla fine risponde a diritto privato, chi controlla l’operato del gestore e chi tutela l’interesse degli utenti? “.

La domanda seguente è quasi banale: come vengono utilizzati i soldi che l’azienda incassa dalle bollette? “Ben sappiamo che la parte privata presente in Toscana è sempre composta principalmente dalla stessa formazione: SUEZ, MPS ed ACEA – ricordano i Movimenti – come il fatto che nelle società miste toscane l’Amministratore Delegato, colui che ha pieni poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, è espressione dei soci privati”.

Inoltre, da tener conto per avere una prospettiva completa, soccorrono anche i dati regionali. Reti colabrodo:  secondo la relazione del direttore dell’Autorità Idrica Toscana (AIT), nei comuni serviti da Publiacqua “perdono il 51% dell’acqua; nonostante la legge regionale di D.P.C.M. 4 marzo 1996 indica valori del 20% come limite massimo tecnicamente accettabile per le perdite lungo la rete”. Dunque, incalza il Forum, “chi ci rappresenta nelle istituzioni ha intrapreso le misure necessarie per allineare questo dato con i requisiti normativi? Quali costrizioni o sanzioni sono mai state applicate ai gestori da parte dell’Autorità Idrica Toscana, che ha il compito di dare gli indirizzi e di controllare le attività dei gestori?”.

Veniamo all’area fiorentina. Dal momento in cui il servizio idrico è stato affidato all’azienda partecipata, i ricavi da tariffa sono aumentati del 64% (2004-2016). “Il margine operativo lordo (differenza tra costi e ricavi prima di mutui e ammortamenti) è cresciuto del +991%, gli investimenti sono diminuiti del 16% e gli utili cresciuti del +721%. Al 2014 Publiacqua NON ha realizzato 69 milioni di euro di investimenti previsti dal Piano d’ambito e da quello tariffario e contenuti nella convenzione di affidamento. Promesse, perché le gare di affidamento si vincono su promesse, che evidentemente l’azienda non è stata in grado di rispettare”.

Ed ecco quanto ha realizzato, in investimenti, la spa:  il 56% degli investimenti previsti dai Piani d’ambito (2006-2009, dati Co.Vi.Ri). “Gli investimenti realmente effettuati sono sempre diminuiti, anche negli ultimi anni, facendo registrare -5% nel 2013, -10% nel  2014,  -21%  nel 2015 e -15% nel  2016, nonostante in questi anni le tariffe siano cresciute con punte del +19% e gli utili abbiano un incremento medio del +106% nel periodo fino al 2021, anno in cui la tariffa subirà un incremento del +61%”.

Traggono le conseguenze i Movimenti: “Tutti questi dati dimostrano che la frana non è accidentale, la frana è strutturale e riguarda tutto il modello idrico toscano. Modello che, purtroppo, il governo attuale sta cercando di “vendere” in tutta la penisola”.

Tuttavia, il Forum Toscano non chiede nessuna, particolare, dimissione. Ma chiede che, al di là dei voti ricevuti, gli amministratori stiano “dalla parte dei cittadini e non dei poteri forti o di chi non fa principalmente gli interessi degli utenti del servizio idrico. Chiediamo un cambio, un cambio di modello di gestione, un cambio radicale, perché il sistema misto pubblico privato sta franando e lo si vede in tutto il mondo”. Dunque, la vera priorità è: modificare il modello di gestione.

“La frana fiorentina di Lungarno Torrigiani non è un incidente da archiviare e ricoprire prima possibile, bensì un episodio grave, una ferita talmente profonda che perlomeno, ci auspichiamo, serva per far riflettere tutti gli amministratori pubblici dell’importanza del bene comune acqua – conclude la nota – Purtroppo ci siamo resi conto, sia sulla nostra pelle che sulle nostre tasche, che per cambiare, in Italia, non è più sufficiente vincere un referendum popolare. È necessario anche che i nostri amministratori ascoltino il volere dei cittadini”.

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