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Forum Terzo Settore, Claudia Fiaschi: “Cerchiamo una rappresentanza di tipo moderno” Breaking news, Società

Firenze – Il Forum del Terzo Settore rappresenta 77 organizzazioni nazionali di secondo e terzo livello – per un totale di oltre 100.000 sedi territoriali – che operano negli ambiti del Volontariato, dell’Associazionismo, della Cooperazione Sociale, della Solidarietà Internazionale, della Finanza Etica, del Commercio Equo e Solidale del nostro Paese. Abbiamo intervistato la nuova Portavoce del Forum Nazionale, la fiorentina Claudia Fiaschi. Presidente di Confcooperative Toscana.

Il Forum Nazionale del Terzo Settore si prepara a un’importante riorganizzazione del proprio lavoro, individuando nuove linee guida.  Quali in particolare?

“Welfare, sostenibilità, Europa, giovani, disabilità, ambiente sono solo alcune. Queste linee guida stanno ora vedendo un processo di approfondimento settoriale e tematico all’interno delle Consulte, dove vengono integrate con il lavoro svolto direttamente dai soci. Il risultato di questa attività diventerà l’agenda del Forum e si potrà passare, quindi, dalla fase di progettazione a quella di azione. Tutto è pensato per essere il più possibile coerente con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’agenda 2030 dell’Onu: stiamo dando molta attenzione al tema della sostenibilità, poiché crediamo che sia la strada maestra lungo la quale si possono incontrare i percorsi delle organizzazioni e quindi dei gruppi di lavoro. Sicuramente un momento importante di riflessione è stato l’Assemblea programmatica dell’11 aprile”.

Un lavoro che ha visto impegnati 4 tavoli tematici e 10 consulte…

“Si tratta di una modalità di lavoro che il Forum sta sperimentando per la prima volta, e di cui l’assemblea programmatica dell’11 aprile ha rappresentato, in un certo senso, l’inaugurazione. Un metodo che punta a coinvolgere il più possibile la base associativa e territoriale del Forum in modo tale che le decisioni e le strategie future siano il frutto di un processo il più possibile inclusivo e partecipato. Ciascuna Consulta ha un proprio ambito di competenza: disabilità e non autosufficienza; ambiente e territorio; educazione e scuola; volontariato; minori, adolescenti e giovani; economia sociale; Europa, mondo e cooperazione internazionale; sport, turismo, cultura e benessere; salute e anziani; Aps (Associazioni di promozione sociale). I Tavoli tematici funzionano allo stesso modo delle Consulte, ma i temi, in questo caso, sono più trasversali: servizio civile, welfare e povertà, immigrazione e impatto sociale”.

fiaschi-claudiaQuattro, almeno, le parole chiave che hanno contraddistinto la discussione sugli strumenti e le strategie che il Forum dovrebbe mettere in campo. Quali? 

“I concetti condivisi durante l’assemblea sono stati tanti, ma alcuni lo sono stati più di altri: il primo è identità, tema che rimanda al valore e al ruolo di promozione e cambiamento sociale che contraddistingue  e accomuna le diverse organizzazioni di Terzo settore presenti nel Forum. Il secondo è consapevolezza, sia delle capacità e dell’importanza degli enti di Terzo settore nella nostra società che delle criticità, dei punti deboli e dei limiti che bisogna provare a superare. Infine partecipazione e apertura anche a soggetti che attualmente non rientrano nella compagine del Forum: si tratta di due concetti complementari e che devono andare di pari passo. L’obiettivo è a accrescere le opportunità di scambio e di collaborazione all’interno e all’esterno del Forum”.

Si parla di crisi dell’Intermediazione sociale. Perché? 

“I corpi intermedi si trovano attualmente davanti a profonde e radicali trasformazioni della società, di cui senza dubbio risentono fortemente. Questa, però, è una situazione che riguarda indistintamente tutte le infrastrutture sociali, le quali devono imparare a muoversi e ad agire all’interno di nuovi modelli di rappresentanza. Come Forum del Terzo Settore sentiamo molto la responsabilità di realizzare una rappresentanza di tipo moderno, che si fondi su un rinnovato dialogo sociale sia con le istituzioni (ai vari livelli) che con le altre componenti della comunità. Per fare questo c’è bisogno di adeguare gli strumenti, le strategie e le competenze e di costruire contesti adeguati di confronto interistituzionale. In quest’ottica va visto l’accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali firmato il 27 aprile, in cui si formalizza la collaborazione per quanto riguarda il percorso di Riforma del Terzo settore”.

Si prospettano nuovi compiti per i forum  regionali?

“Più che “compiti” li definirei ruoli. Quelli dei Forum regionali sono già estremamente importanti: è tramite queste strutture sul territorio, infatti, che si può costruire, arricchire e dare nuova linfa al dialogo sociale tra i vari attori delle comunità di riferimento. I Forum, in quanto contesti di confronto e collaborazione tra i diversi attori della comunità, possono dare  un contributo fondamentale di promozione della coesione sociale, da cui dipende la qualità di vita dei territori; la loro capacità di rappresentanza istituzionale è proporzionale alla loro capacità di coinvolgimento dei diversi soggetti nella comunità. La collaborazione tra il livello regionale e nazionale è infine indispensabile per la costruzione dei contenuti di rappresentanza su materie “ad alto impatto territoriale”, in cui le autonome competenze delle istituzioni regionali giocano un  ruolo decisivo”.

Legge  reddito inclusione sociale. Quale  ruolo per le associazioni ?

“La legge per il contrasto alla povertà approvata nel marzo scorso, di cui si attendono ora i decreti attuativi, attribuisce un ruolo molto importante alle organizzazioni di Terzo settore: è prevista infatti la loro partecipazione nei progetti per l’inserimento sociale e lavorativo, la co-programmazione e la co-progettazione degli interventi. In sostanza, il Terzo settore prenderà parte, insieme agli enti locali, ai tavoli nei quali verranno decisi i tipi di intervento per i soggetti destinatari della legge. Alla luce di questa “responsabilità” attribuitagli dalla legge, è fondamentale che il Terzo settore riesca a valorizzare al meglio la capacità di costruire e sviluppare reti: da ciò dipenderà il successo o meno della legge. L’Alleanza contro la povertà (composta da 35 organizzazioni) è un esempio evidente di come, “facendo rete” si possano ottenere risultati – come il Reddito di inclusione – che altrimenti, agendo singolarmente, non sarebbero stati possibili”.

Foto: copertina, archivio Stamptoscana; interno, Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale Terzo settore, Ufficio Stampa

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