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Forza Italia cerca giovani ma non nel Pdl Politica

Sono già stati battezzati gli “squaletti”, vale a dire giovanissimi o quasi, sconosciuti e senza esperienze politiche, che dovrebbero costituire la “nuova classe dirigente” della rinascente Forza Italia. Ma la cosa non sta proprio bene ai trentenni o giù di lì che le ossa se le sono già fatte dentro  al Pdl, e ora protestano inviando direttamente una lettera al capo, a Berlusconi. Perché il rischio è chiaro e reso evidente dalla cena organizzata il 12 novembre presso la sede del partito toscano, a cui hanno preso parte i “nuovi”: giovani (ma lo sono anche coloro che si ritengono messi da parte), rampanti, ma soprattutto senza militanza nel partito e senza impegni svolti negli enti locali. Insomma, una vera e propria “infornata” di nuovi arrivati.

E così, i firmatari della missiva mandano un messaggio chiaro al partito nel momento del cambiamento e al capo: “Niente scouting, i giovani ci sono già”. Si tratta, per la precisione, di un gruppo di giovani esponenti del partito toscano per la maggioranza eletti in enti locali, a cui i nuovi arrivati non vanno proprio giù.
"Non nascondiamo che le voci sulla ricerca esterna al partito di una nuova classe dirigente per Forza Italia ci abbiano amareggiato. In vista della formazione del nuovo movimento deve essere ascoltata la voce di quei ragazzi cresciuti nel movimento giovanile e nelle istituzioni locali –  si legge nella lettera – in questi anni è cresciuta una giovane classe dirigente formatasi all’interno del partito e degli enti locali, composta da studenti, imprenditori e lavoratori dipendenti. Una classe dirigente che rappresenta la composizione del nostro elettorato, trasversale alle categorie sociali. Il Pdl ha già dimostrato di saper valorizzare i giovani. Ben tre nostri eletti nel Consiglio regionale toscano sono under 35 con esperienza nel partito e nelle amministrazioni locali. E' questo il modello da esportare".

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