energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Fotogiornalismo, Francesco Cito a “Seravezza Fotografia” Cultura

Firenze – L’evento centrale della rassegna Seravezza Fotografia (20 febbraio-12 aprile), dedicata quest’anno al reportage, sarà la mostra“Colour and B&W” del fotogiornalista Francesco Cito, uno tra i migliori fotoreporter italiani nel mondo. Con la volontà di essere testimone dal vivo dei fatti che hanno costituito la Storia contemporanea, ha seguito le vicende dell’Afghanistan nel 1980 e ’89, quelle del Libano, della Palestina e della Guerra del Golfo. Tra i numerosi premi e  riconoscimenti a lui dedicati, anche due World Press Photo.

Lunedì 16 febbraio a Firenze, presso la sala stampa Montanelli del Consiglio Regionale della Toscana ( Via Cavour 6, Firenze), si terrà la conferenza stampa di presentazione della XII edizione di Seravezza Fotografia, che si svolgerà in Versilia (Lu) nel Palazzo Mediceo di Seravezza dal 20 febbraio al 12 aprile.  Interverranno: Eugenio Giani consigliere regionale, Ettore Neri sindaco di Seravezza, Ivo Balderi direttore artistico di Seravezza Fotografia e Francesco Cito, fotoreporte freelance da sempre, la cui mostra di reportage è l’evento più atteso della rassegna.
Francesco cito Seravezza FotografiaFrancesco Cito ha alle spalle una storia che potrebbe costituire il tessuto narrativo di un romanzo. Nel 1975 realizza la sua prima copertina per il Sunday Times Magazine con il reportage “La Mattanza” . Nel 1980 è uno dei primi reporter a raggiungere l’ Afghanistan occupato dai sovietici. percorrendo a piedi con i Mujahiddin oltre 1200 chilometri. Tra il 1982 e il 1983 realizza a Napoli un reportage sulla camorra che verrà pubblicato in tutto il mondo. da Epoca a Stern da Life a Zeit Magazine. Nel 1983 è inviato da Epoca sul fronte Libanese per un reportage sul conflitto interno all’OLP tra i pro siriani di Abu Mussa e i sostenitori di Arafat. E’ l’unico fotogiornalista a documentere la caduta del campo profughi di Beddawi. ultima roccaforte di Arafat. Dal 1984 inizia il suo lavoro nei territori occupati sulle condizioni del popolo Palestinese (foto a lato, fonte www.coriglianocalabrofotografia.it) Dall’inizio della prima intifada (1987-88) al 1994. resta ferito tre volte durante gli scontri. Nel 2002 riesce ad entrare e a raccontare il campo profughi d Jenin sotto coprifuoco e. successivamente. quello di Bethlehem. Nel 1989 è inviato dal Venerdi di Repubblica di nuovo in Afghanistan. Ancora clandestinamente, per raccontare la ritirata Sovietica. Nel 1990 è tra i primi reporter in Arabia Saudita durante lo sbarco dei Marines USA dopo l’invasione del Kuwait. Resterà in zona fino all’epilogo della prima guerra del Golfo nel marzo 1991. A più riprese è presente nell’area Balcanica, dalla Bosnia al Kossovo, durante i vari conflitti interetnici, all’Albania. In Italia segue i fatti di Mafia e Camorra così come aspetti sociali vari come, ad esempio il Palio di Siena. Negli ultimi anni il suo obiettivo è puntato sulla Sardegna al di fuori degli itinerari turistici (fonte: www.photogalleria.it).

Print Friendly, PDF & Email

Translate »