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Fotovoltaico in Toscana: sfida “green” integrata al paesaggio Ambiente

Quale sarà la formula di integrazione tra installazione degli impianti fotovoltaici e tutela del paesaggio? I lavori per rispondere a questa complessa domanda sono in Toscana ancora in corso, anche se già molto è stato fatto, come emerge dalle dichiarazioni degli assessori regionale all'Ambiente, Anna Rita Bramerini, e al Governo del territorio, Anna Marson, che hanno partecipato oggi a Prato al convegno  "Impianti fotovoltaici e paesaggio" svoltosi a Palazzo Buonamici. L'iniziativa, promossa da Anci Toscana insieme a Regione Toscana, Istituto nazionale di urbanistica, Upi Toscana e Provincia di Prato, cade in una fase  molto importante per decidere il futuro energetico della Toscana: la Regione sta predisponendo il nuovo piano energetico. In questa fase sarà di fatto decisa la strategia futura per sfruttare l'opportunità sia energetica, sia economica, offerta dallo sfruttamento del fotovoltaico e delle altre energie da fonti rinnovabili. Un opportunità che anche la Regione vuole sostenere, ma garantendo il rispetto della qualità del paesaggio e del suo dinamismo spazio-temporale, risultato delle interazioni tra natura e attività antropiche. All'insegna dell'integrazione tra rinnovabili e territorio il discorso di apertura del convegno del presidente della Provincia Lamberto Gestri, che, ponendosi nell'ottica progettuale e operativa degli enti locali, ha sottolineato la necessità di un progetto che favorisca la crescita del settore delle rinnovabili nel distretto pratese, e abbia due capisaldi: chiarezza delle norme sugli impianti e risposte in tempi brevi.
La direzione tracciata dalla Regione è quella di sfruttare l'intreccio fra pianificazione energetica e urbanistica reso possibile dal percorso fatto in questi anni in materia di tutela del paesaggio, in collaborazione con gli enti locali preposti alla pianificazione di livello provinciale e comunale, quella più prossima alle peculiarità e alle esigenze socio-economiche del territorio. Un processo che intende arrivare ad una strategia di valenza sia green-economica, sia territoriale-paesaggistica. La sfida in gioco è che la Toscana contribuisca nel modo più efficace ed efficiente possibile agli obiettivi di autonomia energetica entro il 2020, senza trascurare la salvaguardia della qualità paesaggistica dei suoi territori.
La Regione, insieme a Province e Comuni della Toscana, terminati i lavori di individuazione delle  aree non idonee all'installazione del fotovoltaico e i criteri su come inserire concretamente gli impianti nel territorio, si appresta a  definire norme sulla qualità degli impianti, toccando anche la questione della progettazione per sfruttare l'eolico e le biomasse, sulla quale esistono ancora alcune incertezze di sviluppo. Da una parte l'assessore Anna Marson ha ricordato la necessità di mettere a punto politiche attive di tutela del paesaggio, che consentano alle imprese di  cogliere l'opportunità economica delle energie rinnovabili, dall'altra l'assessore Anna Rita Bramerini ha sottolineato che, per il fotovoltaico, la parola d'ordine  è l'installazione sui tetti, ed in particolare le coperture degli insediamenti industriali.
Alla tavola rotonda del pomeriggio hanno partecipato Andrea Vignini responsabile settore Energia ed Elettromagnetismo di Anci Toscana e sindaco di Cortona, Enrico Amante presidente INU Toscana, Alessandra Marino e Marinella Del Bono per la Sovrintendenza ai Beni culturali e paesaggistici della Toscana, Daniele Mazzotta consulente tecnico Upi Toscana e responsabile Governo del territorio della Provincia di Prato, Luciano Piazza, vice presidente Inu Toscana e Simone Gheri responsabile settore Urbanistica di Anci Toscana e sindaco di Scandicci.

Le dichiarazioni
“Nel 2020 la Toscana dovrà produrre il 16%, in più rispetto al 2010, di energia termo-elettrica da fonti rinnovabili. Gli impianti quindi vanno fatti, ma lo sforzo maggiore è proprio quello di trovare un equilibrio efficace fra necessità di sviluppo delle energie alternative e tutela del paesaggio toscano, un bene come sappiamo tutti, preziosissimo – ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente Anna Rita Bramerini –. La parola d'ordine per il fotovoltaico è che in Toscana si dovranno utilizzare i tetti, e soprattutto le coperture delle aree industriali che fra l'altro possono cogliere l'opportunità di legare un investimento, tanto più utile in tempi di crisi come questi, allo smaltimento di eternit”.

“Il nostro obiettivo è promuovere le rinnovabili senza danneggiare i paesaggi toscani, cosa non semplice anche perché la legislatura nazionale va verso una liberalizzazione totale a scapito della pianificazione territoriale – ha aggiunto l'assessore regionale al Governo del territorio Anna Marson –. Abbiamo lavorato con le Province e i Comuni per individuare le aree non idonee e poi i criteri su come inserire concretamente gli impianti nel territorio. Adesso restano da definire norme sulla qualità degli impianti e riprenderemo anche la progettazione su eolico e biomasse. L'intenzione in ogni caso è di costruire politiche attive perché lo sviluppo delle energie alternative è comunque un'opportunità per le imprese e l'economia regionale”.

E' necessario – ha detto il presidente della Provincia Lamberto Gestri mettere in atto “politiche integrate, chiarezza delle norme e rapidità di risposte. Insomma un progetto che dia modo al settore di crescere e diventare un valore aggiunto su cui investire in un momento di grave crisi. Penso naturalmente al distretto pratese”.

Le Province hanno svolto un lavoro complesso – ha ricordato l''assessore provinciale Alessio Beltrame – per riempire di contenuti concreti e di cartografie le linee guida della Regione in materia di tutela del paesaggio e inserimento di impianti, costruendo un sistema di zone tutelate, comprese quelle di pregio in ambito agricolo (dop, docg ecc.). Hanno definito i coni visivi che consentono il rispetto dei diversi paesaggi toscani – ha speigato Beltrame –, Certo è che le zone industriali restano le più interessate alla sfida. La bolletta energetica pesa sui bilanci delle aziende, mentre le rinnovabili sono in grado di costituire un sostegno per le attività manifatturiere”.

 

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