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Fra banche e imprese i rapporti restano difficili Economia

Sulla base dei dati raccolti si può affermare che il contesto pisano presenta dei tratti atipici rispetto a quello toscano e italiano: a Pisa, infatti, non si è ancora arrestata la lunga fase di crescita del numero di sportelli bancari, giunti a fine 2010 a quota 288, arrestatasi, invece, sul territorio nazionale a seguito dell’esplodere della crisi economico-finanziaria. Le ragioni sono dovute all’incremento del  numero delle banche con sede al di fuori del territorio provinciale, ben 26 su 33. Tale allontanamento dei centri direzionali, rischia, tuttavia, di ridurre la disponibilità di credito per le piccole e medie imprese, per le quali risulta fondamentale il rapporto personale e diretto con l’erogatore del credito. Le conseguenze ultime potrebbero consistere in una riduzione della loro capacità innovativa e nell’impoverimento della locale classe dirigente bancaria e imprenditoriale.
L’indagine si sofferma poi sull’andamento dei depositi bancari e segnala come nell’ultimo decennio questi abbiano registrato una crescita (+52,0%) in linea con la media regionale, mentre gli impieghi, pur crescendo maggiormente (+64,2%), hanno mostrato una dinamica decisamente inferiore rispetto alla Toscana e all’Italia. In entrambi i casi sono comunque le famiglie a giocare il ruolo di protagoniste (+53,2% dei depositi, +150,9% degli impieghi tra il 2001 e il 2010) grazie alla forte spinta dei mutui erogati.
I dati sui prestiti concessi alle imprese confermano come il periodo di maggiore difficoltà sia stato affrontato nel 2009. Nel 2010, con il riavviarsi dell’attività produttiva, i prestiti sono tornati a crescere (+0,7%) grazie alle piccole e, soprattutto, alle micro-imprese. Nei primi sei mesi del 2011 i dati segnalano che il credito bancario concesso alle imprese cresce ad un tasso di poco superiore a quello osservato a fine 2010 (+1,0%). Scendendo nel dettaglio dei finanziamenti oltre il breve termine si riscontra nei primi sei mesi del 2011 una contrazione di tutte le principali tipologie di investimento cui fanno eccezione solo quelle per i macchinari: rallentano i mutui volti all’acquisto di abitazioni e gli investimenti in costruzioni.
L’elemento di maggiore criticità è legato, comunque, alla rischiosità del credito in conseguenza dell’aumento delle sofferenze bancarie passate dai 302 milioni di euro del marzo 2009 ai 702 di fine giugno 2011. Le banche concordano nell’attribuire le ragioni del peggioramento di questi valori alla caratteristica bassa patrimonializzazione e modesta cultura finanziaria del tessuto produttivo pisano che nei periodi di crisi comporta un’elevata difficoltà nel far fronte agli impegni presi.
Dall’indagine emerge, comunque, un considerevole grado di insoddisfazione da parte delle imprese nei rapporti con il sistema bancario dovuti principalmente al complessivo aumento dei costi connessi alle operazioni di affidamento. Si riconferma anche questa volta una situazione differenziata: se le imprese pisane non sembrano aver avuto particolari problemi sul fronte delle garanzie richieste e lamentano gli aumenti delle commissioni applicate, le imprese che puntano al mercato estero sono state principalmente colpite dall’incremento del tasso di interesse praticato. Su questo punto le banche sottolineano come, a fronte di una riduzione degli utili, sia stata necessaria l’adozione di criteri più restrittivi per l’erogazione del credito che si sono tradotti principalmente in un aumento dei costi del finanziamento.
Il presidente della Camera di Commercio pisana Pacini ha sottolineato come in questo momento sia più che mai necessaria l’azione coesa dei principali attori territoriali anche attraverso concrete iniziative che promuovano e sostengano l’accesso al credito da parte delle imprese. A questo proposito è stato ricordato il contributo conto-interessi sui microfinanziamenti predisposto dalla Camera e finalizzato, appunto, all’abbattimento degli interessi sui microfinanziamenti ed è stato precisato che la sua diffusione è stata limitata proprio dalla mancata stipula di convenzioni con diverse banche. 

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