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France Odeon: “Les estivants” di Valeria Bruni Tedeschi, spaccato sulle solitudini Cinema

Firenze – Una fila lunghissima di persone, che occupava interamente Piazza Strozzi, ieri sera, alle 22.00, per accedere al Cinema Odeon e vedere il film “Les estivants” di Valeria Bruni Tedeschi, film che ha chiuso la quarta giornata di France Odeon, il Festival del Cinema Francese, alla sua decima edizione.

“Les estivants”, presentato fuori concorso alla Biennale di Venezia, si configura come un capitolo di un’autobiografia immaginaria, continuamente in bilico tra finzione e realtà. Infatti buona parte degli attori interpretano quello che è il loro ruolo all’interno della vita della regista, che per il suo ultimo film veste i panni della sua alias Anna.

Il film si svolge in una lussuosa villa sulla Costa Azzurra, un posto senza tempo e isolato dal resto del mondo, dove la protagonista e la sua famiglia ogni anno trascorrono le vacanze insieme ad amici e personale di servizio. Questa volta però Anna deve riuscire a gestire la recente fine del suo matrimonio e la preparazione del suo prossimo film.

Con sguardo divertito ma sincero e partecipe il film racconta le piccole normali follie di un gruppo eterogeneo di persone. Dietro alle risate, alle discussioni e ai segreti emergono paure, desideri e rapporti di potere.

La ricca famiglia vive in un microcosmo apparentemente protetto da cui vorrebbe escludere i problemi del mondo esterno, che emergono solo nelle conversazioni accese della servitù.

Diviso in atti, con prologo ed epilogo, il film parte con un ritmo vivace per rallentare nella sua seconda metà, dove ci sentiamo un po’ come  Célia (Oumy Bruni Garrel) la figlia di Anna, unica bambina del cast, spettatrice di solitudini che si mettono in scena, si intrecciano senza parlare veramente.

“Con questo film – spiega l’attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi – racconto la storia di un gruppo di persone in questa casa: la famiglia dei proprietari, gli amici e i dipendenti. Descrivo la solitudine di ognuno di essi, nonostante si trovino insieme, le dispotiche dinamiche nei rapporti, le paure, la vergogna, la rivolta, i desideri e gli amori. La mia intenzione è di raccontare come ogni persona scelga deliberatamente di ignorare il frastuono del mondo esterno, il tempo che passa, la morte in agguato; come ognuno sia solo di fronte al mistero della propria esistenza”.

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