energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Francesca Allegri: misteri e leggende della via Francigena Cultura

Firenze – In concomitanza con l’anno giubilare, cresce l’interesse per le vie pellegrine e per aspetti  artistici e culturali delle località che le intersecano..un interesse testimoniato anche da documentari e  fiction tv. In questo quadro è particolarmente suggestivo il riferimento a  storie,misteri e leggende descritte nel suo omonimo libro da Francesca Allegri.   Streghe, demoni, santi, pellegrini: 171 storie e  leggende, che hanno località che si affacciano sulla via Francigena, la  più famosa via di comunicazione per i pellegrini che da Canterbury  giungevano in Italia a visitare i luoghi santi e si dirigevano soprattutto a Roma. Su questa direttrice sono sorti così monasteri, ospedali, chiese, città e, legati a questi luoghi, ma anche tante leggende e tanti racconti. Storie, misteri e leggende lungo la via Francigena  è un vasto affresco di personaggi e vicende, sugli più sconosciuti ma anche più affascinanti della cultura nata dalla e sulla strada.

leggendefrancigena

L’autrice Francesca Allegri è docente di lingua e letteratura latina, che  dirige insieme a Massimo Tosi l’Associazione Millenaria di Certaldo ed ha al suo attivo numerose altre pubblicazioni, (una delle quali riguarda la Francigena del sud che da Roma raggiungeva S.Michele sul Gargano). 

Le grandi strade pellegrine erano anche veicoli di storie e leggende? 

Certamente, le grandi strade sono veicolo di cultura e così come attraverso la strada, in particolare la Francigena, sono giunti modi costruttivi e stilemi artistici si sono diffuse anche storie e leggende. In particolare farei riferimento al ciclo di Orlando  di cui si ritrovano tracce sopratutto nella Francigena a sud di Roma, tali racconti furono certamente portati da pellegrini che dal nord, dalla Francia in particolare, si dirigevano verso gli imbarchi per la Terrasanta. 

Ha detto nell’ introduzione che sono storie eterogenee .. ma si può fare una classificazione?

Le storie che ho raccolto nelle varie tappe della Francigena non sono legate solo alla strada, ma presentano sfaccettature variate. A nord spesso storie di folletti, maghi, fate e fantasmi, in Toscana, forse non a caso, qualche storia di beffe e scherzi, a sud di Roma spesso storie legate alla mitologia classica ed in particolare ai personaggi del ciclo omerico o a Virgilio, fra tutte quelle che riguardano Ulisse e Enea. 

Insomma  un fil rouge  per  scoprire località, bellezze artistiche finora poco conosciute. Può fare qualche esempio?

E’ vero, si tratta di un filo rosso che lega le varie località; conosco persone che hanno percorso la Francigena da Aosta fino alla Puglia e si sono servite dei miei libri quasi come di una guida, non alternativa, ma aggiuntiva rispetto a quelle tradizionali. Non possiamo trovare tuttavia un argomento comune a queste storie,  infatti differiscono molto fra di loro; credo piuttosto che l’elemento unificante sia il piacere del racconto. Mi piace immaginare i pellegrini che, raccolti alla sera intorno al pasto comune, per esempio nel grande ospedale di Altopascio, si raccontano storie e leggende e ascoltano quelle relative ai luoghi che stanno visitando. Il gusto per il racconto è l’elemento accomunante. 

Questo viaggio attraverso l’Italia,  permette  anche di  cogliere differenze e omogeneità? 

I due libri, Storie misteri e leggende lungo la Francigena e Storie misteri e leggende lungo la Francigena del sud, non possono, e non vogliono, sostituire le guide tradizionali. Diciamo piuttosto che sono un approfondimento, del resto assai raramente affrontato: quello dei racconti relativi ad un territorio. Spero che possano interessare anche gli abitanti delle varie località, non solo i pellegrini viaggiatori, aprendo uno spaccato su racconti che non sempre tutti conoscono anche coloro che vivono in un determinato territorio.

In un altro libro ha trattato vicende delle donne viaggiatrici  nel Medioevo  Può dirci qualcosa sull’argomento?

Il libro al quale lei fa riferimento è Donne e pellegrine dall’antichità al medioevo. Il fenomeno del pellegrinaggio femminile è assai poco esplorato, io mi sono interessata sopratutto a pellegrine della tarda latinità nei primi secoli del cristianesimo. La più famosa  è certamente Egeria, una pellegrina tardoantica, della quale si conosce il diario di viaggio, ma della quale si sa ben poco, forse era una suora della Gallia che, con vivacità e spirito di osservazione, descrive a consorelle le tappe del suo pellegrinaggio. Poco più tardi altre pellegrine, tutte di nobile e ricca fa miglia, spesso vedove o accompagnate dal marito, lasciano i loro beni terreni e si rifugiano in Terrasanta fondandovi monasteri e dedicandosi alla vita claustrale; fra queste Melania Maggiore e Melania Minore, Paola e alcune altre. Altre volte, sempre nello stesso scorcio storico sono addirittura regine come Eudocia moglie dell’imperatore d’oriente o Elena, poi considerata Santa, madre di Costantino. Alcuni secoli più tardi un fenomeno interessante è quello che io ho chiamato il pellegrinaggio virtuale: donne che per miracolo visitano in spirito i luoghi sacri pur non allontanandosi dalla loro terra. Molte altre, sempre nel medioevo, come Verdiana da Castelfiorentino si dedicano al pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela e poi a Roma, per poi darsi al così detto romitaggio urbano cioè si recludono per tutta la vita in una cella, comunque vicina alla loro città o paese. Con l’età moderna il pellegrinaggio femminile si allinea a quello maschile. In tempi assai più recenti notevolissimo è il pellegrinaggio di Cristina Trivulzio di Belgioioso, la nota patriota, che compie un viaggio da Ankara a Gerusalemme dopo la fine della repubblica romana. Invia una corposa serie di articoli scritti in francese ad una rivista parigina, tali articoli erano stati tradotti in italiano solo in parte, li ho tradotti completamente e corredati con più di quattrocento note in un testo recentemente pubblicato dal titolo: Una pellegrina nell’Harem, Asia Minore e Siria di Cristina Trivulzio di Belgioioso.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »