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Francesca Arsì: la splendida (effimera) arte del madonnaro Cultura

Firenze – Passeggiando per il centro di Firenze, se distogli lo sguardo dai ricchi negozi o dalle pizzerie e paninerie, ti potrebbe capitare di imbatterti in un Caravaggio o una Gioconda sotto i tuoi piedi, in uno spazio incorniciato. Ai bordi, accoccolato e con le mani sporche di gesso, l’artista che lavora al disegno con passione, pazienza e perseveranza. E ti fermi.

Forse non molti sanno oggi cosa sono i “madonnari”: si conosce la Street Art nelle sue varie articolazioni, ma tra queste la professione del madonnaro è ancora la sorella minore, forse perché la si pensa erroneamente legata in modo esclusivo al mondo religioso. Ma se ascolti Francesca Arsì e guardi i suoi bellissimi occhi nocciola, capisci cos’è la passione che smuove questi artisti.

Francesca, genovese trentaduenne, vive e lavora a Firenze, dove ha deciso, al momento, di trasferirsi per esercitare l’arte del madonnaro dopo essersi innamorata di questo mestiere proprio qui, vedendo il lavoro di altri nelle vie del centro. Si era diplomata all’istituto alberghiero, poi è passata a un corso di restauro e decorazione. Ha iniziato a fare la restauratrice nelle chiese e lì si è innamorata della pittura: si iscrive all’Accademia di Belle Arti a Genova e si laurea in pittura. Si trasferisce a Torino, inizia a lavorare come pittrice presso le varie gallerie, e qui inizia la crisi e il viaggio a Firenze, dove decide di trasferirsi e cambiare vita, delusa dal mondo del marketing nell’arte.

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D- chi é un madonnaro?

F- il madonnaro è un artista di strada, che vive di libere offerte, gira per le città e propone la propria opera effimera, senza mediazione alcuna (critici, galleristi, curatori….), così come molti musicisti. Questa figura sta un po’ tornando di moda perché è rilanciato oggi il concetto di effimero: fruire del prodotto artistico nel momento in cui viene eseguito. Ci sono molti festival di arti di strada dove comincia a crescere il numero dei madonnari, anche di quelli che non avrebbero titolo

D- perché non avrebbero titolo?

F- perché il madonnaro vive di questo, gira le varie città non solo quando ci sono i festival, lavora 12 ore in una giornata, la sua opera resta visibile 1/2 giorni. Questo tipo di arte nasce dall’esigenza economica, nel Sud Italia li chiamavano “stampa santi” appunto perché il soggetto era sempre sacro, ma anche a Londra esistevano gli screevers e facevano opere molto piccole; c’erano anche donne.  Un tempo in Italia cerano dei precursori dei madonnari: si chiamavano affrescanti pellegrini, in quanto questi viaggiatori in cambio di vitto e alloggio nel corso del loro itinerario componevano le loro opere, affrescando cappelle o chiese durante il percorso. Poi siamo passati all’uso dei gessetti colorati: nelle feste popolari ma anche in molti movimenti di protesta, come per esempio le suffragette. Questa è un po’ la storia, ma il concetto base é che il madonnaro vive del proprio particolare lavoro tutto l’anno, non solo in occasioni particolari.

D- a Firenze sei entrata in un’ associazione: Open Art

F- Sì, è una delle tante associazioni che ci sono a Firenze, ed é appoggiata alla Confesercenti, che ci tutela abbastanza e ci permette di poter parlare con gli assessori della nostra situazione. Qui abbiamo trovato un buon ascolto da parte della giunta, ed abbiamo ottenuto una regolamentazione: spazi affidati a rotazione dietro concessione e versamento di una tassa annuale di 300€

D- capito. Veniamo ai soggetti: non sono solo religiosi, dunque

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F- dipende, a San Giovanni Rotondo ho dipinto padre Pio, a un festival in Germania ho dipinto i Beatles, a Genova ho disegnato David Bowie…. Ma non é sempre semplice: qui a Firenze una volta ho dipinto John Lennon e l’hanno scambiato per Harry Potter

D- questo rimanda a un problema di livello culturale del pubblico

F- infatti. Il turismo culturale basso, che ti permette con pochi euro di girare il mondo, porta allo svilimento delle attivitá artigianali e artistiche, di ogni genere. Senza cultura e senza fatica non si apprezza la qualità del lavoro, e l’abbassamento dei prezzi determina uno scadimento dei prodotti. Questa dispersione di valori é come una forma cancerosa, si espande e dá metastasi.

D- oltre la qualità, nel tuo lavoro occorre avere il fisico

F- infatti é per questo che sono molto magra: per riportare il disegno originale su uno spazio molto grande faccio tutto a occhio, senza quadrettature: mi avvicino, mi alzo, mi allontano, mi riavvicino,  mi muovo per per 10/12 ore. Dalla mattina alla sera, a volte d’estate fino alle 3 di notte.

Saluto Francesca, fortemente colpito dalla forza di questo scricciolo di ragazza, dall’intensità con cui vive la propria vita, dal coraggio delle sue scelte e dal sorriso che é sempre sul suo volto. Immagino un mondo pieno di cuore, come é lei, e sorrido anch’io. Penso a che esempio meraviglioso siano queste persone che vedi la mattina alle 9, chine sulla strada, che iniziano a disegnare, e poi le rivedi la sera alle 20, felici di aver fatto un bel lavoro. Il giorno dopo quel dipinto di polvere di gesso non ci sarà più, ma resterá il ricordo di un’emozione, come un bacio regalato una sola volta.

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