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Francesco, il Papa della speranza e della rinascita STAMP - Conclave

Tutti si aspettavano Scola o Scherer, e invece alle 20,22 è uscito sulla Loggia Centrale  della Basilica Vaticana il Cardinale Bergoglio, che ha scelto di chiamarsi Papa Francesco. Il Conclave, partito con una sorta di spareggio tra due candidati ritenuti, almeno negli ambienti ecclesiastici e giornalisti, i più forti – il Cardinale di Milano e quello di San Paolo del Brasile – ha prodotto un risultato del tutto a sorpresa, frutto sicuramente di uno sconvolgimento dei fronti in campo e di una soluzione in qualche modo di mediazione e compromesso. Un Papa non giovanissimo come molti attendevano – ha 76 anni –  dopo la decisione di lasciare la guida della Chiesa a causa anche dell’età e delle poche forze da parte di Benedetto XVI, con un profilo personale di austerità e semplicità, non solo mostrate dalla scelta del nome, che forse rimanda al santo di Assisi – almeno cosi si crede, perché ancora sulla scelta del nome non ha detto niente – ma perché per spostarsi nella sua città usa, anzi usava, la metropolitana.

Un profilo che può mettere d'accordo, almeno momentaneamente, le diverse spinte sul futuro governo della Chiesa e sulle necessità del cattolicesimo nel mondo. Forse uUn Papa di transizione, come si disse, all’epoca, per Papa Giovanni XXIII, ma che poi…. Tra l’altro, curiosità di non poco conto, i due sono diventati Papi alla stessa età, solo che Bergoglio, rispetto a Roncalli, è più “giovane” di otto mesi.

Sembra che a bloccare la strada al Cardinale di Milano e vescovo emerito di Grosseto,  oltre al fuoco di sbarramento di questi giorni sui suoi rapporti con Comunione e Liberazione, ci sia stata la decisa opposizione degli altri italiani in Conclave. Eppure alla Cei, con una gaffe veramente unica e particolare, hanno diffuso il messaggio al nuovo Papa indicando come eletto Scola e non di Bergoglio. Scola partiva con un pacchetto iniziale di una quarantina di voti, in gran parte stranieri, che nei primi scrutini non ha raccolto le ulteriori adesioni necessarie ad arrivare al quorum dei 77 voti necessari all'elezione, da qui altre scelte.

A ridosso, almeno in partenza, il brasiliano Scherer, espressione proprio dell'episcopato latino-americano, ma con forti agganci in Curia per il suo passato nella Congregazione dei Vescovi e il suo presente nella Commissione di Vigilanza Ior. I due fronti, in qualche modo, si sono annullati a vicenda non raccogliendo l'afflusso, necessario per l’elezione, degli indecisi.
Su Bergoglio sono a quel punto confluiti molti degli incerti della vigilia, ma anche il ventaglio di porporati che proclamavano l'elezione di un non-europeo, come segnale di svolta rispetto a una Chiesa del Continente che, secondo molti, non esprime più lo slancio necessario a vincere le sfide globali di oggi. E segni di questo, secondo molti vescovi extra-europei, sono stati anche la stagnazione nelle lotte di potere in Curia, gli scandali, precipitati complessivamente nella bufera Vatileaks.

Certo Bergoglio non si può definire un outsider, sia per età, che per storia personale. Anche se era stato il principale rivale di Ratzinger nel Conclave del 2005.  Un uomo “preso quasi alla fine del mondo”,  come ha detto lo stesso Bergoglio quando si è presentato ai fedeli nella sua prima uscita pubblica da Papa.

Jorge Mario Bergolio, è dunque la scelta dello Spirito Santo e dei 114 Cardinali  Elettori. Vestito di bianco, l'Arcivescovo di Buenos Aires, ha chiesto preghiere dal suo popolo per il “vescovo di Roma”, e la piazza si è fermata a pregare, in religioso silenzio. Quella stessa piazza che un ora prima – con grande sorpresa di tutti i giornalisti, e per la prima volta in assoluta – quando la Banda del Circolo di San Pietro ha intonato l’inno italiano, lo ha cantato anche ben oltre l’esecuzione musicale.
Dunque con Papa Francesco comincia una nuova epoca della storia della Chiesa, o perlomeno questo è l’aspettativa della gente, del popolo, dei fedeli.

Questo il discorso integrale ai fedeli raccolti in piazza San Pietro: “Fratelli e Sorelle buonasera. Voi sapete che il dovere del Conclave è di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Ma siamo qui… Vi ringrazio dell'accoglienza, alla comunità diocesana di Roma, al suo Vescovo, grazie. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Quindi ha recitato il Padre nostro, l'Ave Maria e il Gloria. “E adesso – ha proseguito – incominciamo questo cammino, Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità a tutte le chiese. Un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l'uno per l'altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi incominciamo – mi aiuterà il mio Cardinale Vicario qui presente – sia fruttuoso per la evangelizzazione di questa sempre bella città… Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore. Prima che il Vescovo benedica il popolo io vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me. Adesso darò la benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e donne di buona volontà. Grazie tante dell'accoglienza. Pregate per me e a presto, ci vediamo presto. Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo”.

Anche la Chiesa Toscana è contenta per la elezione al Soglio di Pietro di Papa Francesco. I Vescovi toscani – che dovrebbero incontrare il nuovo Papa ad Aprile per la Visita ad Limina, se sarà confermata dal Vaticano –  in un messaggio ai fedeli “esultano per la gioia di avere un nuovo Papa e ringraziano Dio per questo dono che ancora una volta dimostra la sua misericordia. Il Papa è un dono per la comunità cristiana ma anche per tutta l'umanità, perché la Chiesa è nel mondo segno di unità e di speranza per tutto il genere umano. Insieme alle nostre chiese di Toscana – prosegue il messaggio dei vescovi toscani, il cui Presidente, il Cardinale Giuseppe Betori era in Conclave e sicuramente avrà dato il suo voto a Bergoglio – ci stringiamo attorno al nuovo Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio. Ancora una volta ci troviamo di fronte alle sorprese dello Spirito: il primo Papa che viene dalle Americhe, il primo Papa che prende il nome di Francesco. Segnali importanti di novità, confermati dalle prime battute di questo nuovo Papa, umile e spirituale. Assicuriamo a lui la nostra preghiera e il nostro affetto, unitamente alla nostra filiale obbedienza. Con lui e sotto la sua guida – concludono i vescovi toscani – siamo chiamati ad una nuova stagione di rinnovamento delle fede e della Chiesa, di testimonianza della misericordia di Dio e di evangelizzazione, per nulla intimoriti dalle difficoltà e dai problemi del momento presente. Pieni di fiducia guardiamo avanti, certi che Dio ci accompagna e ci sostiene col suo amore”.

In serata è arrivato anche il commento del Vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi, Vice Presidente dei Vescovi Toscana: “Anche questa volta– dice riferendosi alla novità di un nome che non era circolato, nei giorni scorsi – è stato confermato che i Papi si fanno solo in Conclave; non altrove. Il primo Papa non europeo, almeno nella storia moderna. Francesco I – prosegue il presule a capo della chiesa pistoiese – non ha mai pronunciato il termine Papa, ma ha voluto precisare la sua natura di Vescovo e richiamare più volte il concetto di popolo, evidentemente non privo di significato. E anche quando si è riferito al suo immediato predecessore lo ha definito come Vescovo emerito di Roma. L’impressione, in tutto ciò che non è solo questione nominalistica, è che si voglia recuperare la dimensione del Pontefice come Vescovo di Roma e per questo capo della Chiesa universale. Non può essere casuale – aggiunge mons. Bianchi – e pare dimostrare, fin dall’inizio, un grande desiderio di collegialità. Una seconda sensazione sottolineata dal vescovo Bianchi è quella legato al nome. “Impossibile non pensare al famoso sogno di Papa Innocenzo III riferito al santo di Assisi che regge una basilica Lateranense, cuore della Chiesa, che stava crollando. E risulta oltretutto affascinante la circostanza che un religioso gesuita, di un Ordine cioè considerato alquanto aristocratico, scelga di chiamarsi Francesco proprio come il fondatore dell’Ordine più popolare. Tutto ciò è molto bello, così com’è stata bella – aggiunge mons. Bianchi – la immediata dimensione della preghiera, il richiamo al silenzio e l’invito al popolo di pregare Dio affinché benedica il nuovo vescovo che poi, e solo a questo punto, potrà benedire il popolo”. Bianchi ha anche notato un particolare. “Fra tutti quelli che erano affacciati al balcone di San Pietro – sottolinea – Papa Francesco I era l’unico a non avere al petto la croce d’oro, esibendo un semplice simbolo realizzato in metallo povero e acquistabile, a non più di 80 euro, in qualunque negozio di articoli religiosi. L’ho notato – sorride Bianchi – perché è la stessa croce che indosso io”.

Anche il mondo politico toscano si è fatto sentire: dal Vice Presidente del Senato Vannino Chiti al Governatore Enrico Rossi. “Eletto il nuovo Papa. E' il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, con il nome di Francesco I. Una scelta e un nome che fanno ben sperare”,  ha scritto sulla sua pagina Facebook il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. “La notizia dell'elezione a Pontefice di Jorge Mario Bergoglio riempie di gioia – dichiara invece Chiti – è la prima volta che viene eletto un Papa non europeo. Francesco I è chiamato a svolgere un alto magistero non solo etico e spirituale, ma per l'umanità. Ad esso guardano con speranza non solo i cattolici, ma credenti e non credenti. La crisi di questi nostri anni richiede infatti la costruzione di nuovi valori condivisi, di un nuovo umanesimo”, ' afferma Vannino Chiti.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano invece “è rimasto colpito dalla semplicità delle parole pronunciate nella lingua nostra e della sua famiglia d'origine in Piemonte”, afferma una nota diffusa dal Quirinale.

L'elezione di Bergoglio irrompe sui media planetari che dalla Gran Bretagna agli Usa fino ai Paesi Arabi aprono con l'arrivo del nuovo pontefice sottolineando come l'umile argentino, noto per il suo lavoro pastorale ora dovrà confrontarsi con i difficili dossier della Chiesa. Le immagini di una Piazza San Pietro gremita aprono il sito della BBC che titola “Papa Francesco I è stato eletto”. Il GUARDIAN sottolinea che Bergoglio è “il primo gesuita e il primo sudamericano” ad occupare l'incarico mentre il DAILY TELEGRAPH in un commento titola “Una persona umile la cui prima sfida è porre fine agli scandali” e sottolinea come il nuovo pontefice “debba imparare dal più grande successo di Benedetto XVI – il riportare la rispettosa e mistica preghiera al centro della vita della Chiesa – e dal suo più grande fallimento, l'incapacità di riformare le corrotte strutture della Curia Romana”. Per THE INDEPENDENT, infine, Papa Francesco “è allo stesso tempo una continuazione con il passato ma anche qualcosa di molto differente”. In Francia ''L'Arcivescovo argentino Bergoglio diventa Papa Francesco I” titola LE MONDE che descrive il nuovo pontefice come “un gesuita austero e moderato”. LE FIGARO apre con “Papa Francesco I, un gesuita vicino ai poveri” ed evidenzia come Bergoglio sia “adatto ad occuparsi di dossier difficili”. Un papa “umile, di origine modeste”, osserva LIBERATION mentre l'editoriale del foglio cattolico LA CROIX titola “Un papa venuto dal Sud”. “Elezione sensazionale in Vaticano! Un argentino al soglio di Pietro. Franziskus I”, titola in Germania BILD mentre “Habemus Papa – Jorge Bergoglio è Papa Francesco I” è il titolo scelto da SUDDEUTSCHE ZEITUNG. La FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG in un commento dal titolo “Tutto è possibile”' osserva come l'elezione dell'argentino segni ''un nuovo inizio nella storia dei Papi'. “Questo Papa è un passo in un nuovo mondo” è infine l'apertura di DIE WELT. “Papa Argentino” è il titolo a caratteri cubitali dello spagnolo EL PAIS che in un ritratto di Bergoglio descrive “un uomo modesto abituato ad essere il primo”, un prelato “fedele alla dottrina cattolica” ma “lontano dal rappresentare la linea più conservatrice della Chiesa”. “Bergoglio sarà Francesco I” apre EL MUNDO che di seguito sottolinea “Il primo Papa gesuita”. “Bergoglio, un Papa argentino” è infine il titolo di ABC. Oltreoceano “Il primo Papa delle Americhe” scrive il WALL STREET JOURNAL evidenziando come l'argentino, “conosciuto per evitare le nobili onorificenze” ora “affronti una Chiesa divisa”. “Il primo gesuita, il primo latinoamericano, il primo Francesco” titola il NEW YORK TIMES mentre il WASHINGTON POST lo descrive come “un gesuita conosciuto per il suo lavoro pastorale”. Ma l'elezione di Bergoglio irrompe nei quattro angoli del globo, dall'emittente panaraba AL JAZEERA all'iraniana PRESS TV fino all'egiziano AL AHRAM. Mentre HAARETZ nella sua apertura scrive: “il primo Papa non europeo in duemila anni di storia della Chiesa”.

Questi i primi appuntamenti del nuovo Pontefice: domani visita privata alla Basilica Mariana di Santa Maria Maggiore per chiedere la protezione della Madonna, alle ore 17 messa nella Cappella Sistina con tutti i Cardinali, Elettori e ultraottantenni che non sono entrati in Conclave. Venerdì alle ore 11udienza a tutti i Cardinali nella Sala Clementina. Sabato incontro con i giornalisti. Domenica primo Angelus. Prima Udienza Generale mercoledì 27 marzo. Mercoledì 20 marzo incontrerà invece i Delegati Fraterni delle altre Chiese Cristiane, presenti a Roma per la messa di inaugurazione del suo Pontificato che si terrà alle ore 9,30 di martedì 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale.

L'annuncio dell'elezione di Jorge Bergoglio ha colto di sorpresa anche la sua Cattedrale, a Buenos Aires, dove è subito scattato un applauso. I presenti al momento dell'annuncio stavano recitando il rosario. Una donna si è inginocchiata e ha esclamato: “Non ci posso credere abbiamo un Papa argentino”. Invece nella Cattedrale di New York, il cui loro Arcivescovo, Dolan, era considerato un papabile, hanno festeggiato l'elezione di un Papa sudamericano. “E' un momento di grande gioia, è bello che è stato scelto qualcuno dell'America del Sud, non posso dire quanto sono felice oggi”, ha dichiarato Robert Harcar, un fedele che oggi ha scelto di attendere nella celebre cattedrale newyorkese prima la fumata da San Pietro e poi il nome del nuovo Papa. Vi erano circa 200 persone che hanno seguito la diretta televisiva nella cattedrale di New York.

Da buon argentino il nuovo Papa è un appassionato di calcio e di tango, che ballava con la sua fidanzata, come ha raccontato in un suo libro.  Voleva fare il chimico prima di diventare sacerdote. Ha infatti studiato e si è diplomato tecnico chimico. Poi l'ingresso in seminario di Villa Devoto. Ha origini piemontesi, è infatti uno dei cinque figli di un impiegato delle ferrovie dell'astigiano, Mario, e di Regina Sivori, una casalinga. Più di metà della popolazione argentina è di origine italiana. Il bisnonno di Bergoglio è nato a Portacomaro, in provincia di Asti. "Siamo emozionatissimi – racconta un'abitante della frazione, raggiunta telefonicamente – personalmente non lo conosco, ma la sua elezione è una cosa che mi fa molto piacere perché penso che se lo meriti. Sentirlo parlare mi fa dire che è una persona onesta e protesa verso il prossimo”. Da lì il padre emigrò a Torino prima di emigrare in Argentina. Nei giorni scorsi il Sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, aveva invitato Bergoglio  a visitare i suoi luoghi natale.

Il nuovo Papa vive con un solo polmone da quando era adolescente. Ha subito l'asportazione di un polmone da ragazzo a causa di una infezione respiratoria. “Tre giorni terribili tra la vita e la morte, tanta febbre. Bergoglio, che aveva 21 anni, abbraccia la madre e disperato chiede: 'Cosa mi succede?'. I medici erano sconcertati e lei non sapevano cosa rispondere. La diagnosi indicò una polmonite grave. Aveva tre cisti, la malattia venne controllata, passò un po' di tempo e venne sottoposto ad un'asportazione della parte superiore del polmone destro”, si narra in un libro. Secondo l'Ap, che cita il biografo ufficiale del Papa, Sergio Rubin, Bergoglio “ha rallentato un poco con l'età” e sente gli effetti di quell'operazione.

Chiara la sua presa di posizione sulla pedofilia nella Chiesa: “Se c'è un prete pedofilo è perché porta in sé la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha. Bisogna stare molto attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ammettiamo circa il 40% dei candidati, e facciamo un attento monitoraggio sul processo di maturazione. Nel precisare che la pedofilia rappresenta una “perversione di tipo psicologico previa ad un'opzione di celibato”, Bergoglio si dice d'accordo con Benedetto XVI, ovvero “del mantenimento del celibato. Un eventuale soppressione del celibato non è sicuro che possa portare ad un aumento delle vocazioni. Se la Chiesa dovesse rivedere tale norma – sottolinea – affronterebbe comunque la questione come un problema culturale di un determinato luogo – per esempio nella Chiesa ortodossa, dove i sacerdoti possono essere sposati – non cioè in modo universale e come un'opzione individuale. Il 70% dei casi di pedofilia avviene in un ambiente familiare o di quartiere”.

E concludiamo con una nota rosa, la contentezza dell’argentina Belen: “Que orgullo! el Papa Argentino……”, ha postato su Facebook la showgirl argentina Belen Rodriguez.

Franco Mariani

 

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