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Francia, un progetto di legge contro la “glottofobia” Breaking news, Cronaca

Parigi – La lista delle discriminazioni punite in Francia potrebbe a breve allungarsi ulteriormente se passerà un progetto di legge che include l’accento tra i motivi sanzionati sia dal codice penale che quello civile. Il testo di legge arriverà in aula a fine mese su iniziativa di un deputato della maggioranza deciso che sia arrivato il momento di proteggere anche quelle minoranze prese di mira perché parlano in dialetto o comunque non hanno un accento francese “standard”. Una pecca che non solo può essere oggetto di malevole prese in giro ma che pregiudica spesso sul lavoro, soprattutto nel terziario e in tutti quei settori in cui la parola ha maggior peso, come la comunicazione o il teatro. Insomma un accento non ortodosso, un’intonazione regionale, sociale o straniera genera una dannosa “glottofobia” che, secondo un sondaggio citato da “Le Monde” ha danneggiato il 16% dei francesi con accento sia negli studi che nella vita professionale e il 36% dei dirigenti.

“Mentre le minoranze “visibili “ beneficiano della preoccupazione legittima dei poteri pubblici le minoranze “udibili” sono dimenticate dal contratto sociale fondato sull’uguaglianza” ha spiegato il relatore Christophe Euzet che al lungo elenco delle discriminazioni già punite dalla legge vuole ora aggiungere solo una parola “accento”. Attualmente i codici penale e civile puniscono con pene di prigione e multe chi discrimina per origine, sesso, orientamenti sessuali, handicap, gravidanza, opinione politica, appartenenza sindacale o credo religioso. Il progetto di legge vuole anche promuovere “la diversità di pronuncia della lingua francese” e dare valore alle “pronunce atipiche” ha aggiunto rammaricandosi che gli accenti siano banditi alla tv , nel mondo politico e nelle amministrazioni pubbliche.
Secondo il sociolinguista Médéric Gasquet-Cyrus, “la Francia si è costruita a partire del XVII secolo attorno all’idea di una lingua omogenea chiamato ora francese standard che viene spesso associato, a torto, all’accento parigino ma che di fatto corrisponde a un’elite che conserva una visione molto purista della lingua”.

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