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Fratres omnes: la libertà intellettuale di Papa Francesco Opinion leader

Milano – Prendere in mano l’enciclica Fratres omnes di Papa Francesco è una gran sorso d’acqua pulita e fresca. L’incipit è fulminante: gli è venuto a mente di scrivere la Laudato sì quando ha incontrato il  Fratello Bartolomeo Patriarca ecumenico. E a preparare questa l’ha spinto niente meno che l’Imam Ahmad Al-Tayyeb quando hanno pregato e parlato insieme ad Abu Dhabi.

Immagino la soddisfazione e gli occhi lucidi di commozione di tanti religiosi ortodossi e islamici, ma ho l’impressione che qualcuno storcerà il naso. Ma che libertà intellettuale, che rispetto per la ricerca del vero e del buono, che felice sensibilità per lo Spirito che soffia in ogni persona di buona volontà

E poi, per vecchia abitudine di redattore, mi sono guardato ben bene note citazioni e rimandi. Così si scopre che questa lettera è intessuta di riflessioni e pensieri e parole che attraversano tutto il suo ministero di questi anni, quasi una summa del suo pensiero sulla nostra umanità e sulla cultura dell’incontro, dell’amicizia sociale, come la chiama lui.

Provate a guardarvele le note. C’è l’Eneide (Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt), c’è Tommaso certo, ma anche Rahner, Paul Ricoeur, Gabriel Marcel, René Voillaume ve lo ricordate? e persino Cacciari che cura Georg Simmel. E la meravigliosa esclamazione di Paolo VI “Tutto ciò che è umano ci riguarda!”. E alla fine, prima dell’Appello, Charles de Foucault che scopro lui ama tantissimo.

L’astuzia sorridente di citare ogni due per tre “Come hanno insegnato” “Come ci ricordano” “Come ci segnalano” le conferenze episcopali del Congo, dell’India, del Sud Africa, della Corea, della Croazia, della Colombia, del Portogallo…

Così il papa fa davvero il vescovo di Roma che conferma i fratelli nell’unità raccogliendo le idee dei vescovi sparsi per il mondo e non montando in cattedra.

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