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Manifatturiero in frenata, stop al trend positivo del tessile Economia


Una frenata che di questi tempi dà il brivido. Se poi si aggiungono i segnali negativi provenienti dai mercati internazionali, le ombre s’allungano. Il dato proviene dall’indagine svolta da UnioneCamere Toscana e Confindustria Toscana.
Secondo le rilevazioni delle due associazioni, nel terzo trimestre 2011 l’indicatore tendenziale della produzione industriale si è bloccato al +2,1%, dopo il 3,6% del secondo e il +3,7% del primo trimestre. Si tratta, in effetti del risultato più scoraggiante ottenuto dall’inizio del 2010.
Il dato è spietato nella sua asciuttezza: l’andamento del fatturato si è fermato al +2,7% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Altri dati: gli ordinativi crescono dell’1%, subendo l’andamento negativo della componente estera, pari a -1,3%. Il riflesso di questo dato si riscontra sugli ordini presenti nel portafoglio delle imprese, che passa così dalle 71,4 giornate di giugno alle 64,4 di settembre 2011. In crescita dell’1% l’occupazione, in calo il ricorso alla cassa integrazione, che segna un -32, 6%, comprensivo sia di quella ordinaria che straordinaria e in deroga. Da considerare che nel biennio 2009-2010 gli organici aziendali si sono ridotti di circa il 7%.
Andando a esaminare lo stato delle imprese sul territorio, si rileva che la frenata è consistente per le piccole imprese, che mostrano produzione invariata e fatturato al +1% rispetto al terzo trimestre 2010, mentre calano gli ordinativi del-0,4% conseguenza ovvia delle felssioni subite dalla componente estera.
Anche le medie imprese mostrano il rallentamento della produzione, passando dal +7,3% del secondo trimestre 2011 a +3,1%. Vedono tuttavia miglioramenti negli ordinativi che mostrano un +4,4%.
Le grandi imprese mostrano un rialzo di produttività passando da +6,7% a +8,7%, un aumento di fatturato che passa da +2,8% a +5,7% e anche di occupazione, +2,3%.
Gli ordinativi sono invece in calo e anche per le grandi imprese la criticità è forte su quelli esteri, dove la flessione è del -3,2%.

Passando ai settori, il tessile frena dell’1,5% interrompendo un trend di crescita di parecchi mesi.
In calo anche legno e mobili, -4,8%, metalli -2,6%, mezzi di trasporto -3,2%, riparazioni – 4,3%, manifatture varie -3,3%. In crescita troviamo abbigliamento (+7,4%), calzature (+13,5%), pelli e cuoio (+5,5%); crescono anche alimentare (+0,3%), minerali non metalliferi (+8,4%), elettronica (+7%), meccanica (+5,1%), farmaceutica (+13,8%).

Calo inquietante di fiducia degli imprenditori per la conclusione dell’anno, che si assesta a +8% rispetto alla rilevazione precedente, che segnalava un + 14%.
E la “ricetta” per ritrovare slancio e fiducia la segnala Pierfrancesco Pacini, presidente di Confindustria e Unioncamere Toscana: nuovi incentivi agli investimenti e sostegno al credito.

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