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Frenopersciacalli o “arte dell’abbandono artistico” Cultura

Firenze – Frenopersciacalli o “arte dell’abbandono artistico”

Dipingere per Frenopersciacalli fa parte del suo stesso percorso di vita, lo ha sempre fatto, è il suo modo per osservare e leggere il mondo.

Figlio di restauratori, fin da piccolo è stato circondato da opere d’arte, parte integrante del suo vissuto e delle sue prime percezioni visive. Poeta, scrittore, ha utilizzato una vasta gamma di forme espressive per raccontare ciò che accadeva intorno a lui. La narrazione in ogni sua forma è il suo progetto artistico.

Frenopersciacalli non ama essere etichettato ed identificato con uno stile in particolare ma, anche in questo, vuole potersi sentire libero di lavorare e produrre senza vincoli stilistici.
Preferisce piuttosto sperimentare modalità e tecniche pittoriche senza fermare la sua ricerca, senza canalizzarla all’interno di un ambito definito. Tra le tecniche che maggiormente sperimenta c’è l’acquerello, che utilizza quotidiamamente e che non cessa di fornirgli sorprese. Proprio mentre lo intervisto, ha già davanti a se carta, pennelli e acquerelli per mettersi all’opera a fine intervista,

“l’acquerello è un po’ come un cavallo selvaggio” mi dice ” … bisogna lasciarlo libero di andare per capire cosa vuole fare”.
“La strada e i muri, miei ultimi maestri, mi stanno rivelando l’onestà dell’eseguito, l’istinto, talvolta la rabbia. Mi consentono di parlare a tutti senza filtri o distinzioni e questo sento che mi appartiene” afferma

In strada, da tempo, faccio anche questa mia operazione di ABBANDONO” e aggiunge “Mi limito a uscire, solitamente di notte, con colori, pennelli, disegni, colla … in cerca di supporti da dipingere.

Cose buttate. Piani di lavoro, finestre, taglieri … le dipingo solitamente in loco e poi le abbandono nelle vicinanze, dopo averle fotografate. Poi m’immagino, ma non aspetto mai, che qualcuno le trovi e decida di prenderle. Per farle sue, portarle  a casa, appenderle …”.

Uno dei soggetti preferiti da frenopersciacalli è la testa, vista di profilo o frontalmente  “perché la testa è il contenitore, racchiude in sé il tutto” mi dice.

La mostra online su STAMP si riferisce proprio ad una serie di suoi generosi “abbandoni” e di “murali” che raffigurano grandi volti frontali o di profilo quasi  un ritratto primigenio, la rappresentazione di una testa che per frenopersciacalli sintetizza l’essere umano.

Della sua formazione frenopersciacalli racconta poco, accenna alla sua laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, con una tesi su Mario Mariotti, artista che stima in modo particolare e del quale, sostiene, solo una parte della sua produzione è conosciuta.

Si intuisce che ciò che frenopersciacalli ha creato e su cui lavora  é il frutto di un’instancabile ricerca, portata avanti nel corso degli anni, basata su disegno, pittura, sull’uso dei materiali, osservando il mondo che lo circonda.

Tra i suoi maestri menziona Giorgio Ulivi e Gianna Scoino, suoi docenti all’Accademia ed entrambi maestri per la sua formazione, e menziona anche suoi pari, come Bue Venticinquetrenta, che gli ha fatto scoprire l’arte di strada e Kamran Taherimoghaddam, che è nato e ha studiato a Teheran, prima di trasferirsi a Firenze per una seconda laurea presso l’Accademia di Belle Arti. Attualmente Kamran vive e lavora a Brooklyn, NY.

Per quanto riguarda la diffusione delle sue opere e le mostre frenopersciacalli  racconta che ha partecipato sia a mostre collettive che individuali, utilizzando firme diverse, ovvero diversi anagrammi.

Ad anagrammare ha imparato a casa, un gioco che faceva con suo padre e che lui adesso continua a fare anche con il figlio. Di solito si è trattato di mostre organizzate in spazi informali, mai in gallerie, avvalendosi di una forma di marketing non convenzionale.

Realizza opere anche su commissione e in prospettiva desidera che l’arte, che è a tutti gli effetti  la sua professione, diventi anche la sua fondamentale e principale fonte di guadagno, che gli consenta di vivere.

Il messaggio di Frenopersciacalli ai giovani che vogliono intraprendere questo percorso è di intraprenderlo con decisione, se riconoscono nella pittura il mezzo con il quale leggere il mondo. Suggerisce di dipingere molto, continuamente, liberamente, guardandosi intorno ma anche al passato, ai maestri che hanno già prodotto, basandosi comunque sulla consapevolezza di ciò che per loro stessi è più stimolante e quello che non lo è.

“E’ importante che la propria ricerca sia utile a capire se stessi, nel corso della sperimentazione individuale” sostiene e aggiunge “… l’artista deve semplicemente esprimere se stesso senza porsi il problema del significato e del risultato finale”. Senza ansia produttiva, mi pare di intuire dal suo messaggio.

Poiché per Frenoperscicalli, produzione artistica e vita vanno insieme, in parallelo, consiglia di imparare a conoscere gli artisti anche attraverso la letteratura, i  diari, le lettere, e tutto ciò che su di loro o da loro è stato scritto.

Su di lui un recentissimo articolo pubblicato su Gorgo http://ilgorgo.com/the-boost-frenopersciacalli/ ed un altro apparso su Design Playground http://www.designplayground.it/2012/06/concrete-fornito-di-aspetto-freno-per-sciacalli/
I suoi lavori e le novità si trovano nella pagina ufficiale di frenopersciacalli su Facebook:
https://www.facebook.com/pages/Frenopersciacalli/129130657277517?ref=hl
Tramite e unicamente tramite la pagina Facebook è possibile contattarlo.

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